Personalità di tipo A, caratteristiche

Competizione, fretta, irritabilità: queste le peculiarità della personalità di tipo A, tipica delle persone che più di altre risultano a rischio per l’insorgenza di patologie cardiovascolari.

Personalità di tipo A

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Furono Friedman e Rosenman (1959) a proporre il costrutto di personalità di tipo A, un quadro comportamentale caratterizzato da irritabilità, impazienza e competizione, in grado di predire la probabilità di infarto miocardico e altri problemi cardiaci

 

Questa teoria ha il suo limite nell’evidenziare le caratteristiche di personalità solo sulla base di tratti coscienti e comportamentali, si rivela tuttavia utile a evidenziare una precisa strategia di coping disfunzionale e le sue possibili conseguenze per la salute fisica e psicologica.
 

Personalità di tipo A: drogati di competizione

È stato stimato che negli Stati Uniti circa il 75% degli uomini presenti delle caratteristiche emotive, cognitive e comportamentali corrispondenti al quadro della personalità di tipo A

 

Questo quadro risulta essere una maggior fattore di rischio per la cardiopatia ischemica e una precoce manifestazione di cardiopatia coronarica (Richichi, 2005). Cosa lega determinate caratteristiche di personalità con la vulnerabilità a certe patologie?

 

Vediamo anzitutto quali sono le caratteristiche della personalità di tipo A. Queste persone vengono descritte come caratterizzate da: competitività, senso di urgenza e ostilità e cui si associano elevata impazienza, fretta, stress, irritazione, rabbia

 

Sono, in altre parole, individui sempre pronti ad “esplodere” e perennemente orientati al successo, sono spesso impegnati in ruoli di comando e fermamente convinti che il loro atteggiamento sia l’unico che possa garantire il raggiungimento dell’affermazione personale e sociale.

 

Queste caratteristiche infatti connotano i comportamento degli individui con personalità di tipo A soprattutto nelle circostanze per loro particolarmente stressanti. Per costoro infatti una qualsiasi difficoltà della vita può venir interpretata come una sfida da vincere e un risultato da raggiungere a ogni costo: nulla può sfuggire al loro controllo. 

 

La loro competitività li porta a inseguire le sfide e a lavorare per primeggiare e raggiungere il successo in tutto ciò che fanno dimostrandosi molto esigenti e intransigenti con sé stessi. 

 

Questo li porta facilmente a trascurare la propria salute e i propri bisogni di riposo, a sopravvalutare eventuali insuccessi (che possono avere un impatto stressante abnorme dal punto di vista psicofisico), a non riuscire a trarre vantaggio dalla collaborazione e dalla cooperazione con altre persone. Sono individui abituati più a comandare che a collaborare: se corrono, corrono  da soli e sempre e soltanto per vincere!
 

Personalità di tipo A: impulsività e impazienza

Un’altra caratteristica di spicco di coloro che hanno una personalità di tipo A è l’impazienza: non sono a loro agio nel tollerare l’attesa e l’incertezza, sono abituati ad assumere il controllo di tutto ciò che accade e ad adoperarsi per eliminare qualunque ostacolo al raggiungimento di un risultato. 

 

Questa intolleranza per l’attesa – che percepiscono soggettivamente con un senso di impotenza estremo per loro intollerabile – si associa a un’elevata impulsività che può portarli ad essere forse estremamente rapidi e risolutivi in determinate circostanze, ma insensibili o piuttosto miopi in altre. 

 

La fretta eccessiva con cui devono trovare una soluzione li pone poco in ascolto delle opinioni degli altri e li rende poco inclini a ponderare la convenienza di determinate decisioni nel medio/lungo termine col risultato che a volte gli effetti delle loro decisioni possono rivelarsi piuttosto controproducenti

 

Personalità di tipo A: ostilità fino a prova contraria

Sebbene queste persone, con la loro irruenza intransigente, possano dare l’impressione di sapere il fatto loro, sono in realtà molto più vulnerabili allo stress e agli imprevisti di quanto a prima vista non potrebbe sembrare. 

 

Basta poco per attivare in loro un’elevata ipervigilanza: ogni imprevisto viene percepito come una possibile minaccia che le porta a scattare immediatamente sulla difensiva. Per questo motivo in tali circostanze attaccano facilmente gli altri, alzano il tono della voce e li aggrediscono verbalmente in modo piuttosto violento e incongruo rispetto al contesto. Hanno un’estrema paura di essere attaccati e dunque, in modo totalmente automatico e irriflessivo, attaccano loro per primi

 

Una strategia di coping disfunzionale

Il comportamento essenzialmente reattivo di coloro che hanno una personalità di tipo A indica una bassa tollerabilità agli stress e un meccanismo di coping disfunzionale mediante il quale tendono a reagire “senza vie di mezzo” a qualunque evento stressante. 

 

Questa assenza di gradualità è connessa ad una scarsa capacità di gestire e modulare le emozioni: ogni contrarietà della vita provoca una “tempesta” dalla quale rischiano di venire sopraffatti (oltre che sopraffare gli altri).

 

Questo perché e loro reazioni esageratamente ostili, impulsive e competitive non sono frutto di una riflessione consapevole e ponderata su quanto sta accadendo, ma sono piuttosto delle modalità reattive e irriflessive, mediate dai circuiti neurali più istintivi che bypassano le maggiori “sofisticazioni” della corteccia cerebrale. 

 

Detto in altre parole: costoro nei momenti di stress perdono letteralmente “la testa”: non sono più in grado di pensare lucidamente, ma vanno avanti “come un treno” senza riuscire a ragionare né a smorzare le proprie reazioni. 

 

Disregolazione affettiva e malattia

Per i motivi descritti sopra, queste persone sono caratterizzate da una evidente disregolazione emotiva: la loro incapacità di riconoscere e modulare le emozioni li porta ad agirle violentemente sul piano comportamentale e, parallelamente, a risentirne sul piano fisico e somatico. 

 

Sono anch’essi soggetti che potremo definire alessitimici ma con una di regolazione “verso l’alto”: la loro incompetenza emozionale non consiste nell’impossibilità di esprimere e manifestare emozioni (tipica dei “classici” pazienti psicosomatici), ma nel perderne totalmente il controllo finendo per esserne danneggiati sia fisicamente che mentalmente.

 

Le “sfuriate” tipiche degli individui con personalità di tipo A li lasciano sfiniti sia fisicamente che mentalmente e poiché sono solo il culmine di stati emozionali spesso cronici e prolungati rappresentano un fattore di rischio per la salute. 

 

Quella che viene definita sindrome generale di adattamento rappresenta una risposta teoricamente adattiva allo stress che prevede la mobilitazione di tutta una serie di risorse fisiche e mentali al servizio dell’emergenza in atto. Quando questo stato di attivazione si prolunga nel tempo rischia di esaurire il corpo e di danneggiare la risposta del sistema immunitario.

 

In particolare, le modalità di coping delle personalità di tipo A, determinano un prolungato aumento di alcuni ormoni dello stress fra cui la norepinefrina che determina, a sua volta, un aumento del colesterolo ematico, un fattore di rischio acclarato per la coronaropatia (Richichi, 2005).

 

Non solo alcuni errori alimentari o cattivi stili di vita, ma anche certi atteggiamenti psicologici possono predisporre una persona a determinate patologie che possono risultare avere dunque, un’importante componente psicosomatica.

 

Bibliografia
Friedman M, Rosenman RH (1959). Association of specific overt behavior pattern with blood and cardiovascular findings; blood cholesterol level, blood clotting time, incidence of arcus senilis, and clinical coronary artery disease. JAMA 169:1286–1296.

Richichi I. (2005). M. Friedman: la personalità di tipo A. Prevenzione cardiovascolare, N. 3/4 .