Gianni Rodari, un maestro importante

Giornalista, scrittore, insegnante: Gianni Rodari è un indiscusso riferimento per il mondo dell'infanzia di ieri e di oggi e i valori trasmessi attraverso la favola sono senza tempo. Fine ultimo di tutto il suo lavoro, stimolare la fantasia.

gianni rodari lettura

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Quest’anno ricorre il centenario dalla nascita del grande maestro Gianni Rodari. Molte sono le iniziative attivate per onorare lui e le sue opere e ricordare i grandi insegnamenti rivoluzionari che ha lasciato. Ma perché è stato un maestro così importante? 

 

Gianni Rodari: accenni sulla vita

Nato a Omegna il 23 ottobre del 1920, Gianni Rodari fu scrittore e poeta per bambini, giornalista, pedagogista e maestro di scuola elementare, oltre che uomo politicamente attivo, presente nella scena politica ed educativa. 

 

Dopo la morte del padre avvenuta a nove anni si traferisce con la madre e il fratello nel paese nativo materno, a Gavirate. Fin da bambino si appassionò alla lettura, iniziando ad approcciarsi al mondo della letteratura per infanzia e alla poesia. 

 

A 11 anni la madre, donna di grande cultura e credo religioso, lo fece entrare in seminario ma dopo poco si accorse che non era la strada giusta per il figlio e lo iscrisse alle magistrali. Nel 1937 Gianni sì diplomò come maestro.   

 

Gli anni in seminario permisero la conoscenza e lettura di moltissime opere e autori generando in lui passione e ideazione.
Insegnò per alcuni anni in scuole del varesotto, fino a quando fu chiamato alle armi durante la Seconda Guerra Mondiale, dove militò per poco tempo per poi lasciare l’uniforme e prendere parte alla Resistenza lombarda

 

Successivamente iniziò la sua carriera da giornalista in Lombardia per poi spostarsi a Roma. Scrisse e pubblicò molteplici opere tra poesie, filastrocche, racconti, favole, articoli e fu l’unico italiano che vinse il premio Hans Christian Andersen”, il “Nobel” della letteratura per l’infanzia nel 1970. Morì il 14 aprile del 1980 a seguito di un’operazione. 

 

Gianni Rodari: favola e fantasia

Nella sua vita e attraverso le sue opere Rodari ha fortemente espresso e rappresentato il potere e l’importanza della fantasia e dell’immaginazione, come mezzo per creare, generare e garantire a tutti, piccoli e adulti, di esprimersi liberamente. 

 

Importantissimo è quindi insegnare e stimolare i bambini a dare sfogo alla loro immaginazione e liberarsi dagli schemi e preconcetti. Attraverso il suo utilizzo libero, ma al tempo stesso curato, delle parole, in filastrocche e favole, l’autore vuole trasmettere insegnamenti e concetti e supportare lo sviluppo della creatività.

 

L’educazione alla creatività è per l’autore il fondamento dell’educazione e dell’insegnamento scolastico, che deve mettere al centro il bambino e renderlo protagonista attivo del suo percorso di crescita e di apprendimento. 

 

La fantasia è infatti motore delle migliori scoperte, della crescita dell’umanità intera e della creazione di cose nuove. Con essa infatti è possibile andare oltre la realtà evidente e trovare soluzioni nuove, originali e vedere le cose da angolazioni e punti di vista differenti.

 

Pertanto attraverso la favola il bambino può comprendere non solo la realtà che lo circonda, ma anche se stesso, valori e principi.  Il suo pensiero sulla favola come strumento educativo e la fantasia come mezzo per favorire sperimentazione e apprendimento, oltre che liberazione della creatività, sono ben rappresentati nell’opera famosissima “La grammatica per l’infanzia”, edita nel 1973, in cui l’autore mettendo insieme anni di esperienza, confronto e studio, cerca di trasmettere spunti di riflessione e modalità per una nuova letteratura dell’infanzia, in cui premia la libera espressione e l’immaginazione. 

 

Gianni Rodari e la scuola

Oltre ai principi sulla fantasia, importanti sono i suoi pensieri sulla scuola in cui ritiene importante trasmettere, attraverso la fantasia e il riso insegnamenti sulla realtà e il quotidiano. 

 

I bambini possono quindi approcciarsi al mondo e conoscerlo divenendo partecipi dell’insegnamento stesso. Tutto questo secondo l’autore deve avvenire in un ambiente armonico di scambio empatico dove allievo e discente sono legati da un forte legame di fiducia e scambio reciproco.

 

Anche riguardo alla lettura il maestro ha lasciato la sua opinione, ritenendo che bisogna appassionare i giovani ad essa e non imporla. Quindi,  presentare un libro in un contesto creativo e come strumento che deve rilassare la mente e non essere associato ad un’imposizione e quindi verifica ed interrogazione. 

 

Tanti sono gli insegnamenti del grande rivoluzionario della letteratura per bambini con principi importanti che mettono al centro la bellezza di approcciarsi alla cultura ma in modo nuovo, divertente e proattivo, perché in fondo, come lui stesso citava: “Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?