Come organizzare al meglio la didattica a distanza

Connessione efficiente, postazione adeguata, routine in linea con i bisogni di tutta la famiglia: rendere più efficace la didattica a distanza si può, ma serve organizzazione

Organizzare la didattica a distanza

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Una nuova ondata di questa spaventosa pandemia è arrivata, e se tutti speravamo che le scuole rimanessero aperte a lungo, l'esigenza di permettere lo svolgimento delle lezioni da casa è tornata essenziale (non solo nelle scuole superiori, ma anche per i più piccoli in caso di assenza o chiusura delle classi) con tutti i vantaggi e gli svantaggi che la didattica a distanza ha fatto emergere. 


Sicuramente se nella prima ondata eravamo tutti, genitori, alunni e insegnanti, un po’ spiazzati e impreparati, ora è importante reagire in modo proattivo e funzionale, per permettere alla scuola di proseguire nel modo migliore. 
 

Didattica online: accettiamo il cambiamento

Il primo passo è l’accettazione.
Primo passo per reagire a questa situazione è quello di prenderne atto, di accettare questa nuova condizione e capire come gestirla al meglio. Da più parti è stato dimostrato come il rientro a scuola sia importante per il benessere degli studenti: non possiamo fare nulla per modificare la realtà didattica, ed è bene che agiamo tutti un cambiamento, non solo nel comportamento ma anche nel modo di vedere la scuola, l’apprendimento on line e l’insegnamento da remoto. 

 

Questo approccio sicuramente ridurrà la rabbia, il nervosismo, la frustrazione, e anche quel pizzico di paura rispetto alla validità della didattica digitale liberando risorse per un adeguato problem solving.

 

Rispetto a marzo si ha il vantaggio che, sicuramente tutti hanno un pochino più di dimestichezza con i mezzi tecnologici e con le differenti piattaforme online da utilizzare, tanti avranno avuto modo e tempo di organizzarsi al meglio con gli strumenti a casa, le scuole dovrebbero essere più pronte e i docenti più avvezzi a questo tipo di insegnamento.

 

Quindi ora tutto sta nel provare ad organizzare al meglio le lezioni e l’insegnamento, partendo proprio dalla consapevolezza delle eventuali criticità e anche errori, osservati nella scorsa ondata, per trovare delle strategie e modalità migliori ed efficaci.

 

Da qui parte il vero cambiamento e la possibilità di attivare ottime risorse, a tutti i livelli. Quindi fermarsi, prenderne atto, non adagiarsi nella difficoltà ma trovare soluzioni nuove. 
 

Manteniamo gli orari

Tra didattica online e smart working spesso la consuetudine è perdere la ritmicità giornaliera e la scansione degli orari e tempi quotidiani. Questo con il tempo comporta da un alto perdita della reattività, della produttività e dell’organizzazione e dall’altro può generare ansia, frustrazione e incremento delle tante emozioni difficili che animano tutti in questo momento storico dove tutto è stravolto. 

 

Il primo passo per affrontare al meglio la didattica digitale è mantenere il più possibile le abitudini familiari, gli orari e i tempi:

  • Mantenere una sveglia al mattino per tutta la famiglia,
  • un orario per il pranzo che cerchi di conciliare orari delle lezioni, delle eventuali riunioni di lavoro, 
  • mantenere un momento per lo svago e le attività piacevoli, cercando di adattarle a quello che è possibile fare, e così via,
  • è bene definire un passaggio tra la notte e l’inizio della giornata, che dia un senso di mantenimento della quotidianità e dei ritmi consueti: quindi fare colazione, lavarsi, vestirsi, seppur comodi e con vestiti da casa, ma non rimanere in pigiama. 

 

Maggiore è la varietà degli impegni dei membri della famiglia, maggiore è la criticità nell’organizzazione ma importante è cercare di fare uno sforzo, da parte di tutti, per cercare di trovare una nuova routine funzionale.

 

Allestiamo una postazione adeguata

Altro passo importante è la postazione di lavoro. È importante che i bambini e i ragazzi possano avere un luogo in cui studiare, fare i compiti e seguire le lezioni online. Il più possibile dovrebbe essere un luogo tranquillo, confortevole, con tutto quello che necessita in modo da non dover continuamente alzarsi e vagare per casa, disturbando magari fratelli impegnati in altre lezioni o genitori al telefono e pc e, soprattutto, distrarsi. 

 

La postazione va adattata anche in base all’età e livello di autonomia, un bimbo della scuola primaria sicuramente potrebbe necessitare di maggiore aiuto da parte dell’adulto rispetto a un ragazzo più grande. L’importante è però definire un luogo per ciascun membro della famiglia, in cui vi siano delle regole chiare, esplicitate e condivise con tutti che permettano a tutti di lavorare al meglio.

 

Altro punto importante è dotarsi di problem solving e flessibilità per gestire tutti i possibili imprevisti e impicci. È un lavoraccio ma rientra nella capacità di adattarsi alla nuova situazione e reagire in modo funzionale. 

 

Ancora, cerchiamo di mantenere questi elementi il più possibile anche quando i bambini o ragazzi sono da nonni o con altre figure perché i genitori sono a lavorare fuori casa. È importante infatti ricordare i tanti effetti che questo ha sulla gestione della didattica online e sviluppo dell’autonomia.  
 

Organizzare le lezioni, suggerimenti per gli insegnanti

Rispetto all’organizzazione delle lezioni da parte delle insegnanti è importante tenere presenti alcuni aspetti importanti. In primo luogo, l’età degli alunni e il tempo di attenzione e concentrazione degli stessi di fronte a uno schermo

 

Oltre a questo, è importante ricordare come il tempo di fruizione massimo di dispositivi tecnologici in generale raccomandato dall’OMS sia di 60 minuti per i bambini fino ai 5 anni e di massimo due ore per quelli dagli 8 agli 11 anni. Questo tempo però deve tenere conto di tutte le esposizioni ai mezzi tecnologici da parte dei bambini e non solo quello impiegato per la didattica. 

 

Preso atto di questo è sicuramente funzionale comunicare anticipatamente gli orari delle lezioni alle famiglie dando loro modo di organizzarsi sia con il proprio lavoro, che con eventuali lezioni di altri figli. A tal proposito potrebbe essere utile fare un sondaggio tra le famiglie dei propri alunni per capire la disponibilità di dispositivi personali per i propri studenti quali computer, tablet o telefono o l’eventuale condivisione con altri membri della famiglia, la possibilità di stampare, la linea internet utilizzata. Questo garantisce una panoramica della propria classe e quindi una maggiore possibilità di strutturare lezioni e materiale in modo da permettere a tutti di fruire dell’insegnamento.

 

Si potrebbe differenziare il materiale quindi lezione online assieme a schede, ma anche utilizzo del libro di testo e materiale già a disposizione, la registrazione della lezione così da permettere a chi non riesce a connettersi di rivederla successivamente, la creazione di spazi di condivisione di dubbi e domande magari in piccoli gruppi. 

 

Creare una ruotine anche a lezione

Così come a scuola vi è un orario stabilito per le lezioni e un susseguirsi di attività durante l’ora svolta dal docente, importante è mantenere una routine anche nel lavoro con la didattica digitale. Quindi organizzare il tempo della lezione in modo che, specialmente i più piccoli, sappiano cosa ci si aspetta da loro e cosa andranno a fare.

 

Ad esempio, si può pensare un momento per l’accoglienza degli alunni nella call online, uno di saluti generali in cui magari prestare attenzione al loro vissuto emotivo e a come stanno, annunciare l’argomento della lezione chiedendo se hanno tutto il materiale a disposizione, che dovrebbe essere inviato con ampio anticipo dando loro la possibilità di prepararlo con tranquillità. 

 

Poi strutturare la lezione vera e propria, sfruttando la tecnologia a tutto tondo quindi con spiegazioni faccia a faccia, video, slide, programmi. 
Sempre importante coinvolgere gli alunni: i livelli di attenzione variano molto di più che a scuola e la tentazione di “vagare con la testa altrove” o fare altro è sicuramente maggiore. Quindi creare il più possibile lezioni interattive e con tempi di attenzione richiesti brevi e intervallati da pause o scambio.

 

Pensare infine un momento di saluto in cui dare i compiti agli alunni e farli scrivere sul diario, questo aumenta l’autonomia e la capacità di autogestirsi, senza dover dipendere dai genitori nella consultazione del registro elettronico per sapere cosa c’è da fare.
 

Condivisione e relazione

Un aspetto spesso dimenticato nella gestione della scuola a distanza è la relazione tra gli alunni e tra essi e i docenti. La scuola, infatti, non è fatta solo di apprendimento, studio e lezioni ma è scambio, confronto, amicizia, legami e relazioni importanti. Se già tutto questo nella scuola in presenza è al momento attuale difficile e compromesso dalle tante regole fondamentali per la riduzione del contagio, come uso della mascherina, distanziamento sociale, ecc. ancora di più viene meno nella didattica digitale.

 

Ecco quindi, che fondamentale diventa la creazione di spazi di confronto e condivisione libera tra gli alunni, magari con call organizzate dai rappresentati di classe in accordo con i genitori, ma anche con i professori. Questi sono momenti fondamentali per far assaporare un briciolo di normalità e soprattutto mantenere vivi i legami, il senso di appartenenza ad un gruppo e al contesto scuola. 

 

Si possono proporre attività ludiche di scambio e conoscenza reciproca, di confronto e condivisione di vissuti e di esperienze. Il clima da favorire è quello basato sul rispetto reciproco e accoglienza dell’altro

 

Nessuno ammette e afferma che sia semplice organizzare efficacemente la didattica a distanza, anzi è sicuramente molto complesso e richiede molte energie e risorse, ma è altrettanto vero che di fronte a un cambiamento così importante bisogna attivarsi tutti insieme per trovare nuove modalità e risorse.  Tutto nell’ottica e con lo scopo principale di fare crescere i tanti alunni che seppur spesso affermano di “detestare” la scuola, essa è per loro punto fermo e contesto importate di crescita, apprendimento ed esperienza. 

 

Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili”. (Seneca)