Jean Piaget

 

JEAN PIAGET E L'OSSERVAZIONE DEL COMPORTAMENTO INFANTILE.

Jean Piaget è uno dei più importanti conoscitori del mondo della psicologia del bambino e delle sue tappe di sviluppo, grazie anche all'uso del colloquio clinico.


Jean Piaget (Neuchâtel, 1896 - Ginevra 1980)

Jean Piaget nacque in Svizzera da una famiglia turbolenta. Fin da bambino è molto attratto da una molteplicità di interessi: dagli animali, alla meccanica  ai fossili. A soli 10 anni pubblicò un articolo sulle sue osservazioni su un passero albino visto nel parco. A livello lavorativo cominciò degli studi sui molluschi e gli fu offerto un lavoro al museo di storia naturale di Ginevra, ma non aveva ancora completato gli studi superiori e dovette rinunciare. Si laureò in Scienze naturali e cominciò a scrivere di filosofia, trascorse quindi due anni a Parigi dove si avvicinò alla psicologia. Incontrò Theodore Simon e collaborò ai suoi studi sui test di intelligenza e fu proprio del suo laboratorio che cominciò a chiedere ai bambini il perchè delle loro risposte ai test. Cominciò ad interessarsi alla psicologia del bambino e ad utilizzare tecniche psichiatriche durante i colloqui. La sua fama crebbe rapidamente, cominciò ad insegnare all'Università di Neuchâtel e poi a Ginevra. Fondò anche il Centro di Epistemologia Genetica che divenne un punto di incontro per filosofi e psicologi. I suoi interessi rimasero poliedrici, ma lo studio del pensiero del bambino lo accompagnò fino alla morte nel 1980.


Jean Piaget:  le tappe di sviluppo cognitivo e il colloquio clinico

Grazie alle sue osservazioni sul comportamento e sul ragionamento infantile Piaget ha liberato la psicologia di uno stereotipo diffuso, cioè che il bambino (e anche il suo pensiero) sia qualcosa di meno dell'adulto. Secondo Piaget la differenza tra bambino e adulto è di tipo qualitativa: il ragionamento infantile segue delle regole proprie e matura attraverso dei salti che gli permettono di vedere la realtà in modo diverso. I processi chiave sono Assimilazione (incorporazione di un nuovo oggetto in uno schema già acquisito) e Accomodamento (modifica dello schema cognitivo o comportamentale).

Piaget individuò nello sviluppo cognitivo una serie di tappe ognuna caratterizzata da un modo specifico di ragionare. le tappe sono organizzate in modo gerarchico, per cui non è possibile saltarne una. La differenza macroscopica fra i diversi livelli di sviluppo risiede nel grado di astratezza del ragionamento che raggiunge il suo compimento solamente durante l'adolescenza.

A livello metodologico il suo apporto consiste nella messa a punto del colloquio clinico piagetiano, utile nell'osservazione del comportamento infantile perchè prevede una serie di tappe con cui sollecitare il ragionamento. L'adesione al protocollo permette di evitare dei fraintendimenti nella ricostruzione del quadro concettuale offrendo compiti concreti.


Jean Piaget:  le opere

- Giudizio e ragionamento nel bambino, 1958.

- La rappresentazione del mondo nel fanciullo, 1928.

- Lo sviluppo mentale del bambino, 1958.

- Il giudizio morale nel fanciullo, 1932.

- La nascita dell'intelligenza nel fanciullo, 1952.

- La costruzione del reale nel bambino, 1955.

- Lo sviluppo della nozione di tempo nel bambino, 1979.

- La rappresentazione dello spazio nel bambino, in collaborazione con Bärbel Inhelder. Edizione italiana, 1979.

- La genesi delle strutture logiche elementari: classificazione e sensazione, in collaborazione con Bärbel Inhelder, Edizione italiana 1979.

- Introduzione all'epistemologia genetica,1950.