La neuropsicoanalisi: psicoanalisi e scienza insieme. Possibile?

La neuropsicoanalisi nasce ufficialmente a Londra, in un congresso organizzato nel 2000 da Mark Solms, anche se Freud ne aveva già parlato in tempi non sospetti. Ma cosa si vuole dimostrare attraverso la neuropsicoanalisi? Quali bisogni esprime dell'essere umano? Ed è giusto considerare la psicoanalisi, e quindi l'essere umano e il suo funzionamento, una scienza?

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Scienza o inconscio? Anima o chimica? Stato d'animo o neurotrasmettitore? Chi detta le regole che definiscono i nostri pensieri, le nostre azioni, il nostro sentire? Niente paura, non bisogna per forza perdersi in dubbi amletici e fare testa o croce per giungere a una scelta: la neuropsicoanalisi viene in vostro aiuto! Neuropsicoanalisi? Si si, avete capito bene. Niente a che vedere con la PNEI anche se, come questa, tenta di mettere insieme discipline apparentemente differenti. Ma cos'è la neuropsicoanalisi? Quando nasce e di cosa si occupa?

 

La neuropsicoanalisi: gli esordi

Se pensate che psicoanalisi e neuroscienze siano abitanti di pianeti differenti vi sbagliate di grosso. Agli inizi del 2000 si affaccia alle porte delle discipline scientifiche la neuropsicoanalisi, un tentativo di coniugare neuroscienze e psicoanalisi, di coniugare res cogitans e res extensa, di andare aldilà, citando Antonio Damasio, dell'"Errore di Cartesio". Mark Solms è un neurologo e psicoanalista che per primo ha tentato di unificare queste due discipline sottoponendo pazienti con una lesione neurologica focale ad una psicoanalisi classica, cercando di sottolineare e far emergere le correlazioni tra funzionamento cerebrale e funzionamento psichico . Beh, che Solms sia stato il primo non è proprio vero. Il nostro beneamato Sigmund Freud, infatti, in epoche non sospette tentò di verificare il funzionamento dei meccanismi di difesa, da un punto di vista neurologico, rifiutandosi di pensare che la "psicoanalisi fosse solo aria". Scrisse anche un saggio, forse pubblicato ma solo dopo la sua morte, abbandonato per "insufficienza di prove": Progetto per una psicologia scientifica. Oggi le prove esistono grazie alle moderne tecnologie che permettono indagini diagnostiche sempre più puntuali ed accurate.

 

La neuropsicoanalisi: l'obiettivo

Lasciando da parte tutte le descrizioni anatomiche e dettagliate che Mark Solms fa per spiegare la sua teoria e tutte le influenze che il pensiero di Alexander Lurjia ha sul suo, di cui potete trovare molte tracce in Rete, quello che il nostro amico in questione cerca di fare è tentare di dare una validità scientifica a tutti quei concetti che Freud utilizzò per spiegare la sua teoria della personalità. L'elemento innovativo della neuropsicoanalisi, è stato il tentativo aggiungere alle conoscenze sull'elaborazione cognitiva, una spiegazione anche del nostro funzionamento emotivo, sulla base del modello psicoanalitico. Dare una validità scientifica alla psicoanalisi potrebbe servire a mettere in atto terapie più efficaci delineando un modello di teoria della mente affidabile e vero.


La neuropsicoanalisi: per concludere

Non tutti amano la neuropsicoanalisi, non tutti hanno ben capito a cosa serva e non tutti pensano sia il modo per rendere la psicoanalisi una scienza. Come sempre accade in ambito scientifico e accademico, le idee sono spesso contrastanti. Sicuramente la neuropsicoanalisi è un ulteriore tentativo di arrivare ad una visione olistica dell'essere umano, ma anche qui viene fuori il bisogno dell'uomo di arrivare a delle certezze e alla formula chimica della psiche umana. Io non so quanto questo sia possibile: l'essere umano non è un'equazione matematica, si muove all'interno delle infinite possibilità e, per quanto i suoi modelli comportamentali possono più o meno essere prevedibili o immaginabili, l'ambiente in cui è inserito è così vasto che non so quanto sia giusto considerare scienza una teoria del funzionamento umano. L'essere umano è un caleidoscopio e tutto ciò che noi usiamo per comprenderlo, neuropsicoanalisi compresa, è solo uno dei tanti e possibili filtri che noi utilizziamo per conoscerne uno degli spettri possibili.

Vi spaventa che noi ci sia scienza? Io lo trovo molto più affascinate.

 

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