Bisogni educativi speciali: come cambia il sostegno a scuola

I Bisogni Educativi Speciali sono stati introdotti nella scuola e come linea guida nella didattica a seguito di una direttiva il cui scopo è rendere la scuola un ambiente adatto a tutti. Vediamo di cosa si tratta

Bisogni educativi speciali: come cambia il sostegno a scuola

I BES o Bisogni Educativi Speciali sono un concetto introdotto ufficialmente nella scuola con la Circolare Ministeriale 8/2013.

L'obiettivo era quello di riconoscere le specificità di ogni bambino, il suo diritto ad apprendere secondo le proprie particolarità in termini di tempi e modi.

La Scuola è un luogo di apprendimento in cui le risorse (oggi scarse) vengono messe a disposizione di molti alunni: per rendere efficiente questo processo si è puntato su metodi di insegnamento che privilegiano uno stile di pensiero e un modo di apprendere.

Questa è una necessità, né buona né cattiva, ma ha un costo: lasciare indietro quei bambini che per caratteristiche proprie o per condizioni sociali/familiari non potevano tenere il passo con tali metodi.

 

I BES

Cominciamo a fare chiarezza. Cosa sono i Bisogni Educativi Speciali? Pensare che i BES facciano riferimento solo alla disabilità è riduttivo.

Gli Special Educational Needs, così come sono conosciuti in Europa, comprendono 3 grandi gruppi:

  1. le disabilità,
  2. i Disturbi Evolutivi Specifici
  3. le condizioni di svantaggio sociale, linguistico/culturale ed economico.

La disabilità cognitiva viene diagnosticata da un esperto e fa riferimento ad un deficit cognitivo. Nei disturbi Evolutivi rientrano i DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento), deficit legati alla coordinazione motoria e al linguaggio.

Nella Circolare merita una menzione speciale l'ADHD, la sindrome da iperattività che oggi è molto nota, forse a volte diagnosticata a sproposito.

 

Come intervenire a scuola

Come si può intuire dalla breve presentazione dei BES non vi rientrano solo bambini con patologie diagnosticate, ma anche coloro che necessitano di vie alternative per apprendere al meglio.

Come reagisce la scuola a tali necessità? Il Ministero come primo passo prevede la stesura di un Piano Didattico Personalizzato che sia individuale o di classe, ma in cui si descrivano le specificità dei bambini e le strategie di intervento.

I provvedimenti a sostegno dei BES resi disponibili ad ogni grado di istruzione, fino all'università, comprendono sia strumenti di insegnamento, sia particolarità nella valutazione della loro prestazione. Nello specifico è possibile:

  • usufruire di un piano didattico personalizzato che preveda una certa flessibilità temporale (come per esempio accade per la dislessia)
  • stabilire dei percorsi alternativi di insegnamento che si avvalgano anche di tecnologie informatiche e strumenti di supporto che si adattino ai loro percorsi di apprendimento.
  • facilitare l'apprendimento di una lingua straniera attraverso la comunicazione orale o, laddove sia richiesto, esserne esonerati.

 

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