Reagire a un'offesa: 5 consigli per non serbare rancore

Il rancore genera sofferenza a chi lo vive e non permette di superare il dolore causato dall'offesa subita.

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Le offese, le umiliazioni e qualsiasi gesto o espressione che va a ferire nel profondo e che in qualche modo violano la nostra aspettativa rispetto a un comportamento altrui, sono elementi che possono dar vita a rancore.

 

Il rancore è quindi un sentimento di sdegno, risentimento profondo fino all’odio che spesso rimane celato e viene nutrito da una serie di elementi che incrementano la rabbia e i livelli di sofferenza di chi lo prova.

 

È stato spesso osservato come sia poco funzionale, non solo alla risoluzione della situazione derivante dall’offesa e quindi al possibile perdono, seppur non sempre possibile e anzi talvolta impensabile, ma anche alla riduzione delle sensazioni e delle emozioni negative che animano l’individuo.

 

Per questo è importante non serbare rancore e ridurre questo sentimento nel tempo.

 

Riconosci ed esprimi le tue emozioni

Un primo passo per ridurre il risentimento è sicuramente quello di riconoscere, in primo luogo a se stessi, e poi eventualmente esplicitare ad altri, tutte le emozioni provate a seguito dell’offesa

 

Spesso infatti si fatica a manifestare la rabbia, per paura, per incapacità di esternare la propria emotività e anche preoccupazione nel farlo, o talvolta per un’inconsapevolezza del sentimento provato. Esprimere la rabbia, anche semplicemente riconoscendola è un passo importante perché riduce i livelli di attivazione e di rimorso.

 

Oltre alla rabbia possono esserci altre sensazioni come il senso di tradimento, se l’offesa mina questioni di fiducia, il desiderio di vendetta, la delusione, la confusione dovuta all’incredulità e all’incomprensione delle gesta o parole altrui, ecc.

 

In ogni caso è importante riconoscere tutte queste sensazioni e dare loro un’identità che permetta poi di agire per ridurne l’intensità o utilizzare in modo funzionale.

 

Distingui te stesso da quello che l’altro ha detto

Secondo consiglio è quello di ridurre le sensazioni spiacevoli su se stessi realizzando che quanto l’altro ha detto non necessariamente corrisponde al vero. Non lasciare che l’attacco altrui mini la consapevolezza di sé e la propria autostima

 

Mettersi in discussione può, in primo luogo, essere funzionale, senza però perdere dei capisaldi del proprio essere. L’altro può usare modalità o gesta che possono colpire nel profondo e in qualche modo portare a pensare che “in fondo io me lo merito e l’altro ha ragione”. Questo non permette spesso di osservare le cose con lucidità, non elimina il rancore e la sofferenza ma anzi aggiunge la scarsa considerazione di sé, minando autostima e benessere.

 

Accetta le offese

Atro modo per non serbare rancore è accettare le offese. Questo non vuol dire perdonare o fare finta che nulla sia accaduto, ma prendere atto della cosa e spendere le energie per comprendere come andare avanti. 

 

Nei casi più gravi ovviamente questo è molto difficile ma è importante per non rimanere ancorati al momento e alla sofferenza ma fare il primo passo per reagire e ripartire.

 

Questo è importante per ridurre odio e rancore partendo dal presupposto che niente e nessuno cancellerà mai la sofferenza, più o meno grande, derivante dall’offesa, ma non è possibile modificare il passato quindi è bene lavorare per ritrovare il benessere e capire come superare l’ingiuria subita.

 

Riduci la tensione

Altro modo è ridurre la tensione che il rancore e l’emotività negativa generano. Questo è possibile attraverso differenti modalità come l’utilizzo di tecniche di rilassamento, fare sport, dedicare del tempo a se stessi o qualsiasi cosa che permetta di ridurre i livelli di attivazione e raggiungere un miglioramento del benessere psicofisico.

 

Ridurre la tensione provata permette di osservare le cose con maggiore lucidità e razionalità, comprendendole meglio e permettendo di attivare risorse che ad alti livelli di tensione e stress è difficile reperire.

 

Essere più lucidi permette inoltre di capire se e come comunicare con chi ci ha offeso, sia per chiedere spiegazioni sia per esprimere le nostre sensazioni ed emozioni, in modo funzionale.

 

Dare valore

Altro aspetto importante è dare valore sia alla persona che ci ha fatto un torto sia all’offesa ricevuta. È sicuramente difficile e quasi impensabile con le situazioni più dolorose ma è comunque importante per dare un senso al proprio vissuto. 

 

È sicuramente differente il peso di un’offesa ricevuta da una persona cara, rispetto ad una eseguita da un conoscente o qualcuno con cui non si hanno rapporti.

 

Spesso infatti presi dalla rabbia e tristezza si fatica a fare la differenza e tutto viene visto come insormontabile. Attribuire un valore può determinare, in primo luogo un ridimensionamento del vissuto, e secondariamente permettere di decidere come agire e se agire di conseguenza e anche quindi le energie da investire nell’eventuale scelta di perdonare o meno.