Psicologia della gelosia: Otello, Caino e i delitti d'onore

La gelosia: non è odio, non è rabbia, non è solo possesso. Ma allora, cos'è la gelosia? È davvero la prova di un vero amore? È emozione, sentimento, stato del cuore o surrogato della follia? Come funziona la psicologia della gelosia? Protagonista indiscussa del dramma di Otello, dei delitti d'onore, delle lapidazioni ancora oggi ammesse, delle liti tra amiche e dell'omicidio di Abele, la psicologia della gelosia tesse le sue trame a tutto tondo. E nessuno resta indenne

Psicologia della gelosia: Otello, Caino e i delitti d'onore

I libri di psicologia sono pieni di teorie sulla gelosia, così come quelli letterari e religiosi. Vi ricordate la storia di Otello che uccise l'amata Desdemona convinto che l'avesse tradito con Cassio? Il movente? La gelosia cieca di Otello che, invece di guardare la donna che aveva accanto e di ringraziare cielo e terra per quella storia d'amore, perse gli occhi di fronte ad un tradimento raccontato da Iago e mise fine alla vita della povera consorte. E che dire dei delitti d'onore? Due colpi di lupara venivano considerati leciti e legittimi qualora ci fosse stata la realtà o il sospetto di un triangolo lui-lei-l'altro; e ancora oggi le donne vengono lapidate per espiare la colpa del tradimento e ristabilire la supremazia maschile. E la gelosia tra fratelli? Caino e Abele sono la prova che esiste da tempi immemorabili e, per non rischiare di essere il secondo a nessuno, Caino mette k.o. il povero Abele sperando, inutilmente, di acquistare un posto in prima fila nel cuore di mamma e papà. Illuso! Stessa storia si ripete sia con le amicizie femminili in cui l'amica diventa il prolungamento dell'altra, che maschili, dove l'amico/amica diventano il punto di riferimento vita natural durante e ogni allontanamento viene vissuto come un tradimento. La psicologia della gelosia sembra avere varie forme e svilupparsi in modo diverso nei vari tipi di relazione, ma siamo sicuri che sia così?

 

Psicologia della gelosia: la gelosia in Freud e Navarro

Secondo Freud esistono tre modi i cui la gelosia si manifesta:
- gelosia "normale", in cui l'amato diventa lo specchio del padre o della madre e, quindi, si proietta il vissuto di perdita del genitore sulla la figura dell'amato;
- la gelosia nata da una negazione della propria omosessualità, dove il partner diventa quello che può amare un altro uomo o un'altra donna perché è del sesso opposto;
- la gelosia come proiezione della propria infedeltà sull'altro.
Federico Navarro, invece, riprendendo il pensiero di Wilhelm Reich, definisce la gelosia come una reazione, insieme con la possessività, alla condizione di "depressività", che nasce come conseguenza di un allattamento scarso e insoddisfacente. Secondo Navarro, quindi, la gelosia è propria dei caratteri orali.

 

Psicologia della gelosia: è prova di vero amore?

La psicologia della gelosia è contorta: c'è chi dice che è la prova del vero amore, c'è chi cerca un partner geloso per non darsi possibilità di fuga, c'è chi la ricerca per sentirsi il più desiderato, c'è chi la mette in scena perché si sente costantemente secondo e chi diventa Otello per non sentirsi costantemente secondo. Sarà che qualcuno pensa che sia vero amore, ma io ritengo che l'amore non sia geloso, almeno per natura. Anzi, la gelosia, forse, distrugge l'amore.

 

Psicologia della gelosia: timore della perdita, dell'abbandono e voglia di essere unici

Ma come si spiega la psicologia della gelosia? La gelosia nasce dalla paura di perdere l'altro, nasce dal dolore, dalla frustrazione di non sentirsi unici e indispensabili, nasce dal vivere l'altro come una proprietà, piuttosto che come un compagno. La gelosia nasce dal crollo narcisistico di sentirsi, per l'altro, speciali, unici e insostituibili. La gelosia è il fil rouge che connette l'oggi con ieri, che ci riporta a quel dolore provato quando scoprimmo che mamma non era tutta nostra ma anche nostra, quando sentimmo che papà era un uomo da dividere con un'altra donna e ci dicemmo "mai più!".

 

La gelosia nasce lì, in quelle relazioni primarie affettive in cui scopriamo di non essere al centro di quel mondo, dove per la prima volta proviamo desiderio di possesso, abbandono e paura dell'abbandono: relazioni in cui scopriamo la vicinanza e la paura della perdita, dove ci illudiamo di essere unici, speciali, prediletti, per poi scoprire che il mondo non ruota intorno a noi. La gelosia nasce nei rapporti in cui chiediamo al partner di metterci al centro del suo mondo per poi scoprire che ciò non può accadere, nasce nelle relazioni in cui chiediamo all'amico di dichiararci il miglior amico possibile, nasce nelle liti tra i fratelli per mostrarsi agli occhi di mamma, nasce dalla paura di non avere più su di noi lo sguardo dell'amato che, distratto, si perde in altri occhi.

 

Psicologia della gelosia: la gelosia è dolore

La gelosia è dolore, è frustrazione: questo fa in modo che venga coperta da rabbia, violenza, distruttività. La gelosia non è solo leggera, simpatica, a volte vivacizzante per un rapporto. Il dramma della gelosia ha realmente accompagnato molti drammi familiari. Chi soffre di gelosia a tutto tondo, realmente sente di perdere gli occhi, di perdere lo sguardo sulla realtà: una psicoterapia spesso è la strada migliore da intraprendere per sciogliere il dolore, il narcisismo e il desiderio di possesso che alimentano la persona gelosa. Un amore non geloso può aprire le porte ad un amore sano.

 

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