Sonno e depressione: il cattivo riposo condiziona l'umore

Il cattivo sonno è tra le cause più probabili dei disturbi dell’umore. Le funzioni riparatorie del sonno ad onde vengono meno se non si usufruisce del sonno profondo per almeno tre ore per notte, interferendo con la salute mentale. Il legame è ancora più evidente nel caso della depressione post-partum

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Perché sonno e depressione dovrebbero essere legati tra di loro? La risposta può risiedere tra le teorie sulle funzioni del riposo notturno. Secondo l’ipotesi ristorativa, solo durante il riposo notturno hanno luogo alcune funzioni riparatorie come la divisione cellulare e alcuni processi anabolici che sintetizzano composti organici. Il sonno profondo, ovvero quello a onde lente, sembra esser il più ristoratore. In effetti, tanto più si sta svegli, tanto aumenta la quantità di sonno profondo quasi a riportare lo stato d’equilibrio il più in fretta possibile.

 

Gli stadi del sonno

Il riposo notturno è un elemento fondamentale per la salute mentale: aumenta la forza fisica, il buon umore e la potenza immunitaria. Il sonno non è uno stato uniforme e quindi anche gli effetti del sonno sulla depressione dipendono da cosa è stato intaccato. Esistono tre livelli contigui seguendo i quali si parte dal sonno leggero per poi passare a quello medio e infine a quello profondo (a onde lente), per un totale ci circa 50-90 minuti per ciclo. Il sonno ristoratore è quello profondo e, unendo i vari cicli, questo dura dai 50 minuti alle tre ore. Ciò vuole dire anche che ci si può sentire riposati anche avendo dormito poco, ma avendo passato almeno tre ore nella fase ad onde lente. L’impossibilità di accedere o permanere nel sonno profondo (ad esempio perché un neonato ci sveglia continuamente) intacca le funzioni riparatorie e la sensazione di riposo.

 

Disturbi del sonno e depressione

Diversi studi ormai confermano la relazione tra il sonno e la depressione. Nello specifico è stata confermata la "direzione" di questa relazione: è l’impossibilità di riposarsi bene a causare effetti negativi sull’umore. L’Università di Rochester ha pubblicato uno studio secondo cui l’insonnia non è un sintomo, bensì un predecessore della depressione. Michael Perlis e colleghi hanno scoperto che chi soffre di questo disturbo ha una probabilità sei volte maggiore di sperimentare una crisi depressiva. Le chanche aumentano ulteriormente per le donne anziane.

 

Questa teoria sta prendendo piede soprattutto a causa della messa in commercio di farmaci che migliorano l’umore senza causare mutamenti nel sonno. L’Association of Professional Sleep Societes ha effettuato uno studio che dimostra che l’insonnia prolunga i periodi di tristezza, disperazione e causa perdita di interessa per le attività quotidiane e rende più difficile la guarigione dalla depressione.

 

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Il sonno e la depressione post partum

Dopo un parto è molto difficile riuscire a dormire bene a causa delle novità che seguono la nascita di un bambino. A volte però l’insonnia diventa il preludio di una depressione post-partum. Nei primi mesi di vita il legame tra genitori e figli è talmente stretto che anche piccoli disturbi fisici si possono ingigantire, mentre i suoi effetti si fanno sentire su tutti i membri della famiglia. I problemi cominciano presto: sintomi depressivi durante la gravidanza causa un cattivo sonno nel neonato. Ciò impedisce ai neogenitori di riposare bene aumentando le probabilità di problemi fisici e mentali, tra cui in primis, la depressione. Questo disturbo dell’umore può ripercuotersi sullo sviluppo del bambino se non curato per tempo.

 

Fonte immagine: avhell