Counseling nutrizionale: la salute vien mangiando

Siete quasi a digiuno per dimagrire? O non riuscite proprio a controllarvi davanti al cibo? Mangiate tutto? Siete vegetariani? Se è vero che “noi siamo quello che mangiamo”, come asseriva il filosofo Feuerbach, formiamoci con il counseling nutrizionale: un approccio innovativo che applica le competenze di base del counseling per educare ad una corretta alimentazione

Counseling nutrizionale: la salute vien mangiando

Il counseling nutrizionale nasce con l’obiettivo di ristabilire un adeguato stile alimentare appropriato alle esigenze del soggetto specifico. È semplice immaginare come abbuffate continue o alternate a periodi di digiuno, l’introduzione di elevate quantità di cibo e calorie, la scarsa o nulla assunzione di gruppi di alimenti o l’abuso di farmaci, possano aver minato l’abilità a gestire uno stile alimentare adeguato. Il counseling nutrizionale è un approccio rivolto all’individuo o a piccoli gruppi basato sullo scambio interattivo di informazioni fra consulente e utente finalizzato a fornire un’educazione nutrizionale, ricercando strategie concrete per un nuovo stile comportamentale.

 

Il counseling nutrizionale svolge una funzione di prevenzione rispetto alle più importanti malattie dell’era moderna, patologie cardiovascolari e tumori: ecco perché è rivolto a tutti, sia a soggetti sani che vogliono modificare in meglio le loro abitudini alimentari, sia a soggetti a rischio, come per esempio persone in sovrappeso. L’obiettivo del counseling nutrizionale è di ridurre i comportamenti correlati ad un disturbo alimentare, minimizzare le restrizioni dietetiche, aumentare la varietà dei cibi e incoraggiare l’attività fisica.

 

Counseling nutrizionale: modalità e tecniche

All’inizio di un percorso di counseling nutrizionale viene somministrato un questionario circa l’assunzione di cibo e stili di vita; importanti per la raccolta dati sul cliente sono inoltre le informazioni relative a intolleranze e allergie, a disturbi alimentari, alla rilevazione di patologie e al quadro farmacologico. In un secondo momento il counselor valuta bisogni e motivazioni del cliente. Imprescindibile la rilevazione dei dati antropometrici: altezza, peso, BMI (l’Indice di Massa Corporea). Una volta raccolte informazioni sullo stile di vita del soggetto e sulla condotta attuale, anche allo scopo di dirimere dubbi, confusione e sfatare miti o credenze sul cibo o su gruppi di alimenti, si utilizzano sessioni educazionali volte ad ampliare le conoscenze e ad aumentare le competenze, supportando il cliente a gestire il cambiamento e l’integrazione delle nuove modalità nutrizionali nella vita quotidiana.

 

È importante allenare i clienti all’auto-osservazione attraverso il monitoraggio giornaliero sul consumo di cibo (diari alimentari) e del contesto (psico-sociale) in cui avviene. Il counselor infatti aiuta il cliente a percepire, capire e agire sugli eventi che si verificano nel suo ambiente, al fine di permettergli il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Gli incontri sono chiaramente guidati da quelle che sono le tecniche di base caratterizzanti l’intervento di counseling: costruzione della relazione, ascolto attivo, empatico e non direttivo, facilitazione, formulazione delle domande, esplorazione dei problemi, messa in discussione e cambiamento, parafrasi ristrutturanti, azioni. Obiettivi indiretti raggiungibili con questo tipo di intervento sono l’aumento nel soggetto-cliente del senso di autoefficacia e dell’autostima. L’individuo è anche in questo contesto l’artefice dei propri cambiamenti.

 

Fonte immagine: Beth Rankin