La ginnastica mentale per aiutare la memoria

La ginnastica mentale è una strategia preventiva per migliorare la qualità della vita e il benessere dell’anziano. Se l’obiettivo è preservare l’intelligenza si possono usare tecniche di intervento cognitivo basate sul ragionamento. Esistono anche diverse strategie mnestiche come quelle utilizzate dal progetto pilota dell’Asl2 di Savona

La ginnastica mentale per aiutare la memoria

Il declino cognitivo porta ad un aumento delle difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane aumentando anche i rischi fisici, ecco perché è fondamentale fare un po’ di ginnastica mentale. Con l’invecchiamento della popolazione la geriatria ha compiuto molti sforzi soprattutto per consentire una migliore qualità della vita attraverso la prevenzione e non solo la cura. A questo sforzo si è affiancata una visione olistica che sottolinea l’importanza di considerare come si bilancino il benessere psicologico e quello fisico.

 

Ginnastica mentale contro il declino globale

Secondo la teoria del declino intellettuale globale, le capacità di pensiero cominciano a peggiorare a partire dai 30 anni, soprattutto per quanto riguarda il ragionamento astratto: nessi logici, analogie e completamento delle serie numeriche. Un altro schieramento sostiene invece la differenziazione tra intelligenza fluida (processi base e meccanismi legati al problem solving) e cristallizzata (intelligenza legata alla educazione alla cultura generale). Secondo questi studiosi il declino comincia solo a 70 anni e solo per quelle abilità che necessitano velocità d’esecuzione. Per ostacolare l’inevitabile declino, tutti sostengono l’utilità di una sorta di ginnastica mentale che usi delle tecniche di intervento cognitivo, quali modeling (mostrare la soluzione di un compito), istruzioni verbali, esercizio e pratica, training per aumentare la velocità delle risposte e tecniche di rinforzo.

 

Ginnastica mentale a favore della memoria

La memoria [è tra le funzioni cognitive più a rischio con l’età. L’invecchiamento induce diverse forme di declino delle capacità mnestiche: mancanza d’esercizio che porta al rallentamento del recupero, difficoltà ad immagazzinare informazioni nuove e disturbi causati dall’interferenza proattiva (le informazioni già presenti ostacolano la sedimentazione delle nuove). La terapia di orientamento alla realtà è la ginnastica mentale più diffusa tra pazienti che presentano confusione mentale e deterioramento. Questa tecnica si avvale di ripetute stimolazioni multimodali (verbali visive, verbali scritte, musicali, ecc) con le quali rafforzare le conoscenze personali di base e la collocazione spazio-temporale del paziente.

 

La ginnastica mentale e l’esperienza dell’Asl 2 di Savona

L’importanza della riabilitazione cognitiva è tale che a Savona l’Asl2 ha deciso di avviare un progetto pilota per gli over 65 (in collaborazione con AUSER e la Fondazione Carige). Lo scopo è quello di promuovere una sorta di Memory Training per coloro che non presentano particolare disturbi, rinforzando la memoria in ottica preventiva. Gli incontri sono durati cinque settimane durante le quali sono state insegnate strategie mnestiche quali metodo dei loci, uso di immagini vuote e categorizzazione. Lo scopo finale è quello di favorire l’uso di queste tecniche nella vita quotidiana fornendo all’anziano gli strumenti per poter affrontare in autonomia i disagi provocati dalla perdita della memoria.

 

Fonte immagine: alancleaver_2000