Psicologo versus coach: quali le specificità?

Le figure professionali che ruotano attorno al benessere e alla crescita personale dell’individuo si sono moltiplicate, allora quando cercare uno psicologo o un coach?

Psicologo versus coach: quali le specificità?

Psicologo o coach? Questo è un dilemma della società contemporanea in cui le figure che ruotano attorno al benessere e allo sviluppo dell’individuo si sono moltiplicate. In quanto psicologa, ammetto di essere un po’ di parte, ma questa confusione non giova a nessuno!

Psicologi e coach hanno le loro specificità di ruolo ed è opportuno esserne consapevoli prima di scegliere a chi affidarsi, in modo da ottenere il servizio di cui si ha bisogno. Insomma, ancora moltissime persone non hanno le idee chiare di cosa possa offrire la psicologia, quindi è un chiarimento opportuno.

 

Psicologo e Coach: 2 diversi percorsi formativi

La prima distinzione fondamentale riguarda il percorso di studio o formativo che prepara queste due figure professionali. Lo psicologo diventa tale dopo un percorso universitario che prevede (nei cinque anni di preparazione completa) una preparazione che non riguarda solo le dinamiche psicologiche, bensì include: basi di biologia, esami inerenti il metodo scientifico e poi le aree più propriamente psicologiche. Non essendoci solo la psicologia clinica, le aree di specializzazione sono molteplici, dal marketing alla neurobiologia.

Il coach è una figura più contemporanea e ne esistono diverse tipologie: andiamo dal personal coach al life coach. Il coach è una sorta di allenatore personale che accompagna l’individuo in un percorso personalizzato. Esistono diverse scuole che preparano ad essere coach e vi accedono persone con preparazione pregresse molto diverse tra di loro. I corsi di preparazione delle scuole accreditate hanno un monte ore variabile che si gira attorno alle 100 ore e che si conclude con un esame che certifichi le competenze apprese.

 

Psicologo e Coach: 2 mete differenti

I servizi offerti da queste due figure professionali sono spesso confusi. Sto male? Voglio crescere? Questi sono due possibili interrogativi che ci portano dallo psicologo e dal coach. In entrambi i casi abbiamo a che fare con la costruzione di un percorso individuale. Tralasciamo la questione della patologia: se il disagio diventa centrale nella vita dell’individuo impedendogli di svolgere le sue attività ci sarà bisogno di una diagnosi e per questo entrano in gioco altre figure: psicoterapeuta e/o psichiatra.

Il coach entra in gioco in un percorso di miglioramento personale e di attivazione del proprio potenziale, sia nell’ambito privato, sia nella sfera professionale. L’obiettivo è quello di dispiegare il potenziale attraverso un accompagnamento nella scoperta dei propri obiettivi e nel fare in modo che le strategie emergano dal cliente stesso. La relazione è paritaria, sullo stesso piano: un team che lavora per il raggiungimento del benessere.

 

Lo psicologo, data la sua preparazione, parte da una visione più ampia dell’individuo:

> Da un lato la conoscenza delle dinamiche psicologiche aiuta ad in individuare percorsi e legami tra le sfere di vita dell’individuo. L’autoconsapevolezza si accompagna alla messa in gioco delle risorse.

> Dall’altro lato il percorso che potenzialmente si delinea anche come prevenzione di un possibile disagio prima che emerga.

Coach e psicologo quindi ambiscono al raggiungimento di uno stato di aumentato benessere attraverso delle specifiche tecniche che emergono dall’individuo o attraverso una visione unitaria più ampia dell’individuo e delle dinamiche psicologiche. A voi la scelta!!


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