L’estroversione nella cultura occidentale

Non potete fare a meno di seguire la moda del momento o di ammirare il nuovo cantante che è in vetta alle classifiche? Siete in qualche modo maestri nell’adattarvi alle circostanze e alle richieste esterne perché questo vi detta la vostra capacità di pensiero, sentimento e di azione? Probabilmente state esprimendo un atteggiamento estroverso. L’estroversione può essere un tratto fondamentale e caratterizzante la personalità, molto apprezzato nella cultura moderna occidentale, attenzione però a non trascurare la soggettività.

L’estroversione nella cultura occidentale

Carl Gustav Jung ha descritto l’estroversione e l’introversione, come tratti di personalità, nella sua famosa opera Tipi Psicologici del 1925: si tratta di due differenti modi di rapportarsi al mondo esterno e adattarsi alla realtà che strutturano il carattere individuale. L’estroversione, come modalità di rapporto con l’oggetto esterno che tende a conformarsi positivamente con le richieste della realtà e con le opinioni dominanti, sembra in qualche modo essere il tratto di personalità distintivo della nostra epoca.

 

L’estroverso cerca l’accordo con l’esterno

L’estroversione come tratto di personalità rappresenta una caratteristica modalità di adattamento all’ambiente esterno là dove la persona fonda in qualche modo il proprio equilibrio psicologico e il proprio funzionamento sulla capacità di adattarsi alle circostanze e di conformarsi a richieste esterne, norme e valori dominanti. Questa ricerca di consonanza con l’esterno ha la precedenza rispetto ad opinioni personali e soggettive, ma non si identifica con un’acquiescenza conformista o opportunista alle circostanze. Là dove è l’estroversione a caratterizzare la personalità, questo significa che l’individuo ha fondato il proprio equilibrio psicologico su questo tipo di atteggiamento verso la realtà: solo accordandosi ad essa – e non contrapponendovisi – si sente realmente sereno con sé stesso.

 

L’inconscio compensa le tendenze estroverse

L’estroversione non esclude la componente personale e soggettiva sebbene queste tendenze rimangano spesso in gran parte inconsce là dove l’orientamento alle richieste della realtà esterna predomina su richieste e bisogni soggettivi che possono venir facilmente trascurati o rimossi. Il significato evolutivo di molti sintomi e disturbi psicologici o somatici è, secondo Jung, proprio quello di riequilibrare un’estroversione eccessiva inviando all’individuo segnali che lo costringano in qualche modo ad occuparsi più di sé stesso e delle proprie esigenze soggettive. Pensiamo a coloro che lavorano fino allo stremo sacrificando affetti e svaghi, arrivando ad ammalarsi o ad incorrere in crolli e fallimenti apparentemente inspiegabili.

 

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Estroversione e funzioni della psiche

Esistono, secondo Jung, differenti tipi di atteggiamento estroverso a seconda della funzione psicologica in cui l’estroversione si esprime sul piano cosciente. Il pensiero estroverso è orientato a fatti concreti, logici e dimostrabili rifiutando astrazioni e teorizzazioni; il sentimento estroverso si esprime in un modo di fare estremamente espansivo, socievole e cordiale in ogni circostanza sociale; la sensazione dell’estroverso gode della piacevolezza derivante dalle caratteristiche sensoriali di oggetti concreti e tangibili; l’intuito estroverso è quello che guida la persona negli affari e nelle decisioni lavorative individuando opportunità e strade migliori.

Jung nella sua opera sui tipi psicologici pone tuttavia un avvertimento; estroversione e introversione, come tutte le teorie psicologiche, rimangono delle astrazioni, dei modelli che semplicemente ci guidano nella comprensione della personalità umana, difficilmente esistono tipi “puri”, la complessità della psiche è sempre superiore a qualunque teorizzazione.