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ARCHETIPI DEL MASCHILE, IL DIO ERMES

Ermes è l’archetipo che rimanda alla capacità di comunicare, muoversi fra diversi livelli dell’esperienza sia materiale che mentale, cogliere opportunità e mettere in connessione aspetti diversi. L’uomo in cui questo archetipo è presente è sempre in movimento, non mette mai radici…

Continuamente in movimento da un progetto ad un altro, abile comunicatore dotato delle più sottili strategie di persuasione, mentalmente attivo e brillante sembra che fare una cosa alla volta non sia proprio nella sua natura.

L’uomo (o la donna) in cui predomina l’archetipo Ermes è, come il dio greco, colui che deve la propria vitalità a questa capacità di esplorare “nuovi mondi” e di ricercare attivamente il cambiamento. Perché questa energia possa convogliarsi costruttivamente nella vita adulta occorre che ad Ermes si affianchino altri archetipi della personalità.

 

Ermes il messaggero degli déi

Ermes nella mitologia greca era il messaggero degli déi, colui che, dotato di calzari alati, si muoveva velocemente dal mondo terreno alle vette dell’Olimpo e da questi al mondo infero dove era colui che traghettava le anime dei defunti.

L’energia dell’archetipo Ermes, dunque, è quella che crea connessioni fra diversi stati dell’essere: il pensiero (l’Olimpo), l’azione (il mondo terreno) e l’inconscio (il mondo sotterraneo).

Ermes psicopompo, come traghettatore di anime, rappresenta proprio l’archetipo di colui che guida gli altri ad esplorare le dimensioni della propria interiorità. Un uomo in cui questo aspetto di Ermes è molto presente, potrebbe essere un terapeuta o un maestro spirituale.

 

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Ermes viandante e briccone

Ermes era anche il protettore degli atleti, devi viaggiatori, dei ladri e dei commercianti. Di tutte quelle categorie di persone che – fra il lecito e l’illecito – svolgono un’attività appunto “mercuriale” (Ermes per i Romani era il dio Mercurio) che li porti a dover essere sempre veloci – nell’azione o nel pensiero - scaltri, in movimento.

Il mito stesso raffigura Ermes nelle sembianze del Briccone: egli subito dopo la nascita rubò le giovenche di Apollo, che gli era fratello maggiore (anche Ermes era figlio di Zeus), per poi far ritorno alla sua culla con aria indifesa e innocente.

Zeus però, sebbene divertito dalla scaltrezza e dall’abilità del figlioletto nel prodigare prove “convincenti” della sua innocenza, non cedette e intimò fermamente ad Ermes di restituire le giovenche al fratello… Questa parte del mito mostra due aspetti molto importanti per un uomo guidato dall’archetipo Ermes.

In primo luogo i fratelli: spesso è proprio il fratello minore che, posto in una condizione di svantaggio fisico e di esperienza rispetto al maggiore, deve affinare astuzia e furbizia per farsi valere.

Ma affinché le doti di Ermes siano valorizzate e non rendano l’uomo che le possiede un “eterno fanciullo” può essere determinante che egli incontri, o nel suo padre biologico o in altre figure di riferimento, un uomo “Zeus” che lo guidi a sviluppare razionalità e progettualità nella propria vita, ad assumersi le responsabilità delle azioni che spesso commette con “leggerezza” e a incanalare le sue molteplici attività in modo costruttivo. Altrimenti l’uomo Ermes rischia di rimanere un eterno viandante o, peggio, di identificarsi con il briccone nella via della delinquenza.

 

Ermes e le donne

Un altro aspetto caratteristico di Ermes è il suo rapporto con le donne. Nella mitologia che lo rappresenta questo dio non contrasse mai matrimonio, né con divinità, né con donne mortali. Ebbe delle amanti, ma l’unica che il mito pone in rilievo fu Afrodite.

L’uomo Ermes per sua natura può rapportarsi alle donne con la stessa leggerezza e instabilità che lo contraddistingue anche in altri ambiti della vita. Potrebbe comportarsi da vero don Giovanni, sedurre e poi abbandonare la donna non appena un progetto lo porti lontano da lei (lontano dagli occhi lontano dal cuore) o si senta oppresso dalle sue richieste di amore e di dipendenza.

Una donna che abbia in sé un forte archetipo Afrodite potrebbe invece effettivamente rivelarsi una buona compagna per l’uomo Ermes: entrambi sono capaci di coinvolgersi intensamente ma non sono possessivi né amanti della routine.

 

Ermes è un archetipo fondamentale della personalità sia maschile che femminile, il suo nome deriva dal termine greco “erme” ovvero i pilastri che veniva usati per contrassegnare i confini delle proprietà, delle tombe o che fungevano da pietre miliari per indicare la via ai viandanti.. Nel le origini del suo nome è racchiusa tutta la potenza di questo archetipo: un’energia psichica in grado di muoversi attraverso i confini tra dimensioni, ambienti, attività diverse.

 

Bibliografia:
Bolen J.S., Gli dei dentro l’uomo. Una nuova psicologia maschile, Astrolabio, 1994.

Foto: slayerspb / 123RF Archivio Fotografico

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