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Psicologia e media

Negli ultimi anni i media e le nuove tecnologie hanno mutato radicalmente il modo di comunicare e di relazionarsi delle persone: il web e i social network disponibili 24 ore al giorno sugli smartphone permettono un accesso alle informazioni e alle comunicazioni prima impensabile. La psicologia stessa fa un largo impiego di queste tecnologie anche per le prospettive terapeutico-riabilitative che possono offrire. Pertanto sono sempre più numerosi gli studi scientifici che indagano gli effetti psicologici delle nuove tecnologie sulle relazioni umane, sul senso d’identità e di appartenenza delle persone.

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Tinder e Meetic sono le più note piattaforme di dating online, siti dove è possibile creare un proprio profilo, interagire virtualmente con potenziali partner e alla fine chissà, potrebbe scoccare la “scintilla” anche nel mondo offline… Anche Facebook sembra voler dare il suo “contributo” e sfruttare l’enorme mole di dati che ha dei suoi utenti e i suoi complessi algoritmi per aiutarci a trovare l’anima gemella. Un sogn... »

Di Cristina Rubano

L’utilizzo di social network come Facebook porterebbe un certo livello di stress a lungo termine a causa della grande quantità di stimoli, input e informazioni di ogni genere che possono tenerci incollati sia attivamente che passivamente sulle pagine del social più famoso del mondo anche per molte ore. E allora perché non uscire da Facebook? Non è così semplice a quanto pare…   Uscire da Facebook aiuta a ridurre stress? Esiste un limite, il... »

Di Cristina Rubano

Foto: Immagine comparsa su Life nel 1937 rappresentante una giovane alle prese con la terapia del Sorriso   “Ghiaccio bollente” … è un classico esempio di ossimoro, cioè una figura retorica fondata sull’accostamento paradossale di due termini in contrasto tra loro. Anche pretendere di “insegnare” a sorridere a chi non ne ha alcun motivo sarebbe una forma, ancor più grottesca, di paradosso. La “scuola del sorriso” &egra... »

Di Cristina Rubano

  Non è passata inosservata la notizia, apparentemente bizzarra, che nel Regno Unito sarebbe stato istituito il Ministero per la solitudine: una questione che pare abbia assunto i connotati di una vera e propria piaga nella società britannica dove circa 9 milioni di persone vivono in contesti isolati senza avere scambi con altri esseri umani anche per intere settimane. Eppure sembra che quello del Regno Unito non sia un caso del tutto isolato: anche in Italia ad esempio i d... »

Di Cristina Rubano

  Erano gli anni ‘70 quando Erving Goffman (Gender adverstisements. Studies of Anthropology of Visual Communication, 3, 1976) fece i pionieristici studi sull’immagine del corpo femminile nella pubblicità rilevando quando le donne fossero sterotipalmente rappresentate come mogli o madri; angeli del focolare insomma escluse dalla vita lavorativa e sociale. Oggi le donne sono in carriera e onnipresenti in contesti istituzionali e mondani eppure ancora discriminate e strum... »

Di Cristina Rubano

  WhatsApp, se fino ad alcuni anni fa era un’opzione come tante per comunicare con gli altri (all’epoca per la verità prettamente ristretta ad amici e comunicazioni “informali”), oggi sembra essere diventato uno strumento indispensabile per esserci, comunicare, tenere il passo con la velocità alla quale sembra andare il mondo attuale, che si tratti di relazioni private o di contatti formali poco importa... Eh già perché, ci diciamo, Wha... »

Di Cristina Rubano

“… lei è un webete”, con queste parole Enrico Mentana apostrofava un utente sulla propria pagina Fb coniando una sorta di neologismo 2.0 destinato ad acquisire grande notorietà. L’incapacità di comprendere adeguatamente testi di informazione, uno scarso senso critico e una conoscenza superficiale dei fenomeni socio-politici sono caratteristiche tipiche di quello che viene definito analfabetismo funzionale, fenomeno né nuovo né, purtr... »

Di Cristina Rubano

È un primato decisamente negativo quello dell’Italia che secondo i dati Eurostat sarebbe al primo posto quanto a isolamento sociale percepito. Il 13% delle persone sopra i 16 anni in Italia – contro il 6%, comunque alto, della media europea – dichiarerebbe di non aver nessuno a cui poter chiedere aiuto in caso di bisogno e nessuno con cui poter discutere delle proprie questioni personali. Eppure viviamo nell’era digitale, siamo connessi 24 ore su 24 ma, a quanto... »

Di Cristina Rubano

Il technostress è un costrutto che è nato in ambito lavorativo e verteva (si comincia a parlarne copiosamente intorno agli anni ottanta) sulle difficoltà e lo stress percepito dai dipendenti alle prese con il cambiamento tecnologico. L’introduzione massiva delle Nuove tecnologie negli uffici ha trovato non poche resistenze in chi pensava “io l’ho sempre fatto in questo modo, perché cambiare?” e che si ritrovava a dover modificare un modus op... »

Di Francesca Cilento

Controllare continuamente lo smartphone mentre si è impegnati in una conversazione faccia a faccia può danneggiare la comunicazione e la qualità della relazione creando un senso di estraneazione nell’interlocutore che tenderà a sua volta a rifugiarsi nel proprio aggeggio alla ricerca di qualche “like” sui social network. L’uso compulsivo degli smartphone può creare un circolo vizioso che porta ad un deterioramento delle relazioni... »

Di Cristina Rubano

Blue Whale, il “gioco” della Balena Blu, prende il nome dal modo in cui le balene, che si sono perse e non riescono a ricongiungersi al branco, si spiaggiano e muoiono. Un triste esempio di mistificazione della verità e dell’etica dell’informazione, di quando una notizia, non importa quanto vera o falsa, diventa virale e per questo “verosimile” fonte di macabra emulazione.   Blue Whale e responsabilità dei media di informazione Nel 2008 l... »

Di Cristina Rubano

La visione di film horror, specie se avvenuta in età infantile, può imprimere nella memoria del soggetto delle immagini e dei sentimenti di paura che possono avere effetti anche a lungo termine. Ma, a quanto pare, anche le immagini di violenza che ormai comunemente vediamo diffuse nelle notizie attraverso i social media e in tv potrebbero avere gli stessi effetti. Questo almeno secondo uno studio dell’Università del Michigan.   I social media hanno gli stessi e... »

Di Cristina Rubano

Molti molti anni fa era il telefono che incuteva terrore e diffidenza, poi la televisione, a seguire i cellulari e adesso i social network come Facebook. Ogni avanzamento tecnologico in materia di comunicazioni ha portato con sé alcune riserve, a volte in verità anche scientificamente documentate, come ad esempio i possibili danni cerebrali causati da un utilizzo scorretto del telefono cellulare. Questa è la volta di Facebook ormai da tempo oggetto delle ricerche psicolog... »

Di Cristina Rubano

Si dice che viviamo nell’era del narcisismo e che Facebook faccia da cassa di risonanza a quello che sembra essere ormai più che una caratteristica di personalità, il segno distintivo di un’epoca. Eppure, nell’era delle interazioni multimediali e dell’apparire a tutti i costi, non tutti utilizzano gli stessi mezzi allo stesso modo. Uno studio inglese ha scoperto, infatti, che persone in cui prevalgono diversi tratti di personalità aggiornano il pro... »

Di Cristina Rubano

Coloro che hanno molti contatti sui social network, al pari dei legami sociali faccia a faccia, potrebbero godere di una migliore qualità di vita. Secondo un recente studio, infatti, gli effetti protettivi del sostegno sociale si fanno sentire anche nel mondo virtuale. A patto però, avvertono i ricercatori, che Facebook sia utilizzato per coltivare contatti e relazioni “reali”. I social avrebbero un effetto positivo sulla salute solo se utilizzati a sostegno, e non i... »

Di Cristina Rubano

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