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CONDIVIDERE LA FELICITÀ: DIVIDERE PER MOLTIPLICARE

Davvero la felicità è reale solo quando condivisa? Una conferma empirica a questo pensiero pare l’abbiano trovata. Ripensare alle esperienze positive vissute non basterebbe di per sé ad aumentare felicità e benessere psichici e fisici: la ricerca dimostra che il segreto è condividerli con gli altri. Condividere la felicità renderà dunque più felici non solo noi stessi, ma anche gli altri. Vediamo insieme i vantaggi insiti nella gioia di condividere gioia

Le esperienze positive che viviamo sono tre volte di più di quelle negative, allora che cosa ci impedisce di sfruttare appieno le cose buone della vita rendendoci succubi di quelle cattive?

I ricercatori hanno identificato due tendenze principali che ci trattengono dall’espandere la nostra gioia, dal condividere le nostre felicità: l’inclinazione alla negatività e l’assuefazione.

La prima si riferisce alla tendenza innata della nostra mente a dare più peso agli aspetti negativi. Lo psicologo sociale Roy Baumeister ha dimostrato che tendiamo a ricordare e a concentrarci di più sugli eventi negativi piuttosto che sulle esperienze positive. L’assuefazione invece si riferisce al fatto che, seppure nuove esperienze positive ci regalano un aumento di felicità, col tempo ci abituiamo ad esse e il loro effetto tende a scemare.

È dunque possibile combattere l’inclinazione a dare maggiore importanza alle esperienze negative? Una recente ricerca pubblicata sul Journal of Social and Personal Relationship offre un suggerimento in questo senso dimostrando che parlare delle esperienze positive porta ad un maggiore benessere, ad un aumento della soddisfazione complessiva e persino ad avere più energia.

Insomma, condividere la felicità aiuta. La gratitudine, per esempio, può addirittura migliorare i sintomi di chi soffre di una malattia (un disturbo neuromuscolare, in uno studio). La stessa ricerca menzionata, condotta da Nathaniel Lambert e colleghi, dimostra che esprimere la gratitudine verbalmente alle persone vicine aumenta e sostiene il benessere.

Un risultato sorprendente se pensiamo che spesso si è riluttanti a parlare della propria felicità, della buona fortuna, un po’ per non vantarsi, un po’ perché si ha paura superstiziosamente di attirare la cattiva sorte; oppure a volte si prova un senso di colpa per le cose buone che ci accadono rispetto ai problemi presenti nella vita di altre persone.

In qualche modo, entrare in sintonia con gli altri sulla base di lagnanze, commiserazioni o persino pettegolezzi appare più giusto, realistico e concreto del condividere delle felicità.

 

I vantaggi del condividere la felicità

I ricercatori hanno scoperto che chi ha l’abitudine di condividere con le persone vicine delle cose buone che gli stanno accadendo e le emozioni positive correlate, tende anche a sentirsi più felice e più soddisfatto della vita. Inoltre più queste persone hanno condiviso la loro felicità con qualcuno in un dato giorno, più felici e soddisfatte si sono sentite quel giorno. I risultati suggeriscono che è il condividere la felicità - e non il pensarci, ma senza condividere, né il condividere informazioni neutre – che aumenta il benessere.

Scrivere per noi stessi ogni giorno un elenco delle cose positive che ci sono accadute aiuta a stare meglio, ma raccontarle ad una persona amica è ancora più vantaggioso, in più condividere regolarmente la felicità per un periodo lungo di tempo ha come effetti: una maggiore soddisfazione, felicità e vitalità.

In conclusione, condividere la felicità rende più felici. Ma attenzione, importante è anche scegliere l’interlocutore giusto, diciamo quello più propenso a sostenerci. Noi a nostra volta possiamo sostenere la gioia dei nostri amici e partner incoraggiandoli sempre più a condividerla.

Così facendo non ne trarremo vantaggio soltanto noi, ma influenzeremo positivamente anche il benessere di tutte le persone a loro collegate. Come disse il premio Nobel per la pace Albert Schweitzer: “La felicità è l’unica cosa che quando la dividi si moltiplica”.

 

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Immagine | into_the_wild


 

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