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IL DISTURBO DI IDENTITÀ DI GENERE, COME NASCE?

Sesso e genere non sono due sinonimi: da una parte abbiamo un'informazione biologica e dall'altra c'è un insieme di comportamenti, aspettative e normative sociali che riguardano il modo di "vivere" il proprio sesso. Cosa succede se le due cose non coincidono? Vediamo il disturbo di identità di genere

Sesso e genere sono due termini usati impropriamente come sinonimi che in realtà nascondono due concetti differenti.

Il sesso è un dato biologico che ci determina come maschi o femmine a seconda della presenza di determinati cromosomi; il genere fa riferimento a tutti gli aspetti sociali e culturali che sono associati ad un sesso in termini di: aspettative, azioni, gusti, comportamenti, ecc.

Insomma, tutti gli stereotipi che abbiamo in relazione a cosa fanno uomini e donne fanno riferimento al genere e fin da piccoli ci circondano e in parte ci condizionano entrando a far parte della nostra identità.

Ma cosa succede quando il genere che "sentiamo" fare parte di noi non combacia con il sesso? Il Disturbo dell'Identità di Genere fa riferimento proprio a questa situazione: la mancata combinazione tra genere e sesso.

 

Disturbo dell'Identità di Genere e Transessualismo

Il transessualismo è il termine generalmente usato per fare riferimenti al DIG Disturbo dell'Identità di Genere. La persona che nasce con un sesso si sente appartenere al sesso opposto: il corpo non corrisponde con quanto ci si sente di essere causando un profondo malessere e la sensazione di dover fingere costantemente.

Non ha nulla a che vedere con l'orientamento sessuale: il soggetto può essere attratto dal sesso opposto o dal proprio.

Il fatto di chiamarlo disturbo non deve far pensare ad una malattia da guarire, ma ad una condizione che provoca un enorme disagio e che va affrontata nel tempo con delicatezza e attenzione per comprendere come aiutare la persona a far combaciare la propria identità con la "realtà".

 

Sesso e genere: due aspetti dell'identità

 

 

Acquisire l'identità di genere

La formazione dell'Identità è un processo molto complesso che coinvolge la persona nei primi anni della sua vita e che può dirsi concluso con il termine dell'adolescenza. Nella nostra società, dove anche questa fase della vita a volte viene estesa e dove i riti di passaggio sono scomparsi, questa fase di sperimentazione può durare ancora più del previsto.

Dall'infanzia all'adolescenza è d'obbligo per il soggetto capire chi sia facendo anche delle "prove" che si accompagnano alle fasi di maturazione biologica (cambiamenti corporali, ormonali, ecc.) e alle richieste sociali che vengono dall'esterno.

Nei primi anni di vita il bambino è quasi totalmente connotato dall'esterno per quanto riguarda il proprio genere: vestiti, giochi, attività vengono proposte in conformità con il sesso biologico.

Non è infrequente che i bambini a contatto con coetanei provino altri giochi scoprendo piacere in attività tipicamente associate all'altro sesso. In generale si assiste ad una sana "flessibilità di genere" che non rientra nel quadro del DIG.

 

Come insorge il disturbo di indentità di genere?

Il DIG è catalogato tra i disturbi mentali del DSM-IV e si distingue dal transessuale perché in questo caso non vi è associata una psicopatologia. Quali sono i criteri diagnostici?

  • Evidente e persistente identificazione con il sesso opposto o insistenza sul fatto di essere del sesso opposto.
  • Persistente malessere riguardo al proprio sesso di appartenenza
  • Assenza di condizioni fisiche intersessuali
  • Compromissione dell'area sociale, privata, lavorative, ecc.

 

Metrosessualità: com’è l’uomo “moderno”?



Per approfondire:

> Tutto sui disturbi sessuali

 

 

 

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