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AUTISMO INFANTILE: LA DIAGNOSI

L'autismo infantile fa paura. Per conoscere meglio l'autismo infantile non possiamo far altro che rivolgerci al DSM-IV, il manuale diagnostico più famoso al mondo, questo perché troppo facilmente si parla di autismo e troppo spesso vengono fatte diagnosi errate dai non addetti ai lavori. Vediamo insieme i criteri diagnostici che definiscono l'autismo infantile

Autismo infantile: fa paura, vero? Fa paura soprattutto ad una mamma e ad un papà che hanno un bambino autistico, fa paura soprattutto all'inizio, quando non si sa ancora cos'è e a parlare sono i silenzi del bambino, i suoi comportamenti bizzarri, la sua rabbia, il suo isolamento o le sue ecolalie che non finiscono. Mai. Sull'autismo infantile ci sono tante e tante pagine di libri, trattati di psichiatria, testi di psicologia, sui quali si alternano teorie più o meno valide sulle sue cause, sui metodi di "cura", sulle possibilità di remissione dei sintomi. Ma cos'è l'autismo infantile? Quali sintomi presenta e con che frequenza si manifesta? Cerchiamo di comprendere i criteri diagnostici che permettono di fare diagnosi di autismo infantile, questo anche per evitare inutili allarmismi e finte diagnosi fatte da non esperti che, facilmente, fanno diventare un piccolo silenzioso o introverso un bambino affetto da autismo infantile.

 

Autismo infantile: è una sindrome

L'autismo infantile rientra tre i disturbi pervasivi dello sviluppo che secondo il DSM-IV e l'ICD-10 comprendono:
- autismo infantile;
- sindrome di Rett;
- disturbo disintegrativo dell’infanzia;
- sindrome di Asperger;
- disturbi generalizzati dello sviluppo non altrimenti specificati (comprendenti l‘autismo atipico codificato dall’ICD-1O);
- sindrome iperattiva associata a ritardo mentale e movimenti stereotipati (ICD-10)
L'autismo possiamo definirlo una sindrome, piuttosto che un semplice disturbo, in quanto si presenta con più sintomi contemporaneamente. Inoltre, è una patologia idiopatica, ovvero non esiste una teoria condivisa da tutti sulle cause possibili. L'autismo si slatentizza come patologia nella prima infanzia, al massimo in adolescenza, ma mai in età adulta.

 

Autismo infantile: criteri diagnostici

Non è possibile fare diagnosi di autismo infantile prima che il bimbo abbia compiuto tre anni. Le aree compromesse possono essere quelle del linguaggio comunicativo, del gioco simbolico, dell'interazione sociale, del comportamento. L'autismo viene inserito tra i disturbi dell'asse I, almeno nel DSM-IV, mentre precedentemente era inserito nei disturbi dell'asse II. Perché ci sia diagnosi di autismo infantile, il DSM-IV indica dei criteri diagnostici suddivisi per aree. Il primo criterio indica la compromissione qualitativa dell’interazione sociale e devono essere presenti almeno due dei seguenti sintomi:
a. incapacità di utilizzare in modo adeguato, per regolare l'interazione sociale, lo sguardo, la gestualità, la mimica;
b. incapacità di creare e sviluppare rapporti con coetanei;
c. impossibilità ad instaurare la reciprocità socio-emozionale;
d. assenza della ricerca spontanea di condivisione di interessi con altre persone.
Il secondo criterio indica la compromissione qualitativa della comunicazione e deve essere presente almeno uno dei seguenti sintomi:
a. ritardo nello sviluppo del linguaggio verbale o totale assenza di questo, con contemporanea assenza di compensazioni  gestuali;
b. incapacità a sostenere un dialogo o una conversazione;
c. se e quando usato, il linguaggio risulta essere ripetitivo e stereotipato e viene fatto un uso idiosincrasico di parole e frasi.
Il terzo criterio indica la stereotipia e la limitazione nei modelli di comportamento, negli interessi e nelle attività e deve essere presente almeno uno dei seguenti sintomi:
a. dedizione pervasiva verso uno o più tipi di interessi ristretti e stereotipati , anomali o per intensità o per gli obiettivi;
b. adesione rigida e spesso apparentemente compulsiva verso pratiche o rituali specifici:
c. manierismi motori stereotipati e ripetitivi, quali possono essere il battere, il torcere le dita, il capo, complessi movimenti corporei;
d. interesse eccessivo o preoccupazione per parti o elementi degli oggetti.

 

Autismo infantile: terapie

L'autismo infantile non è una sindrome con un quadro diagnostico stabile: i sintomi che si presentano in età infantile possono essere diversi da quelli dell'età adulta, così come in momenti diversi della vita si possono presentare quadri clinici differenti, sia per qualità che per intensità della patologia. L'autismo infantile, data la varietà con cui si presenta, prevede degli interventi terapeutici molto differenti tra loro, a seconda del momento, del grado con cui si manifesta e dei sintomi che presenta. Lasciando da parte le terapie farmacologiche, per le quali non entriamo nel merito, possiamo citare alcuni trattamenti che sembrerebbero funzionare nel lavoro con i bambini che soffrono di autismo.
Molto utilizzate sono le artiterapie, la musicoterapia e le terapie corporee. Anche il metodo Tomatis è utilizzato con i bambini che soffrono di autismo e sembra porti ad ottimi risultati. L'intervento di logopedia risulta molto utile, ma c'è da tener presente che, con i bambini che soffrono di autismo, è spesso consigliato un trattamento congiunto, dove convergono varie terapie, dalla psicologica alla riabilitativa.

 

Fonte immagine: photl.com

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