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TERMINOLOGIA E DINTORNI

Fobia

Fobia: definizione

La fobia è una forma di paura estrema e sproporzionata e razionalmente ingiustificata perché scatenata da qualcosa che non è una reale minaccia. Il fobico per quanto si renda conto della propria paura eccessiva, non può evitarla con dimostrazioni e ragionamenti. La fobia porta a evitare sistematicamente le situazioni che scatenano la paura e permane nel tempo senza miglioramenti. Questo allontanamento dalla causa scatenante causa un progressivo disadattamento del fobico e aumenta la reazione di paura.

Una delle possibili cause della fobia è il verificarsi di un episodio traumatico nell’infanzia che scatena una reazione in modo diretto e/o indiretto. È da verificare se esiste una predisposizione di tipo genetico.

Le fobie colpiscono il 5% della popolazione mondiale e le donne ne sono più affette degli uomini. Ne esistono due tipi principali: fobie specifiche (verso oggetti, persone o situazioni particolari) e fobie sociali (verso situazioni sociali che possano portare a imbarazzo).

Fobia: sintomi e trattamento

Pur essendoci forme differenti, tutte le fobie possono generare i seguenti sintomi: blocco cognitivo ed emotivo, rifiuto di oggetti, luoghi o persone, inibizione e manifestazioni ansiogene.

Il trattamento della fobia prevede una terapia cognitivo-comportamentale. Il soggetto viene esposto a una serie di stimoli che sono legati all’oggetto/situazione fobica. Il percorso è di tipo progressivo. Si comincia con oggetti poco temuti (come una fotografia), una volta che il soggetto si è abituato alla sua vicinanza  si aumenta il grado di ‘pericolosità’ dello stimolo. In alcuni casi vengono insegnate anche strategie di rilassamento per potenziare l’efficacia della terapia.

 

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