Machiavellismo: se il fine giustifica i mezzi

Il machiavellismo è considerato un tratto di personalità che contraddistingue gli individui fortemente manipolatori e opportunisti, sia nelle relazioni sociali che in quelle lavorative. Il “freddo calcolatore” per eccellenza insomma, che non ce ne voglia Niccolò Machiavelli!

Machiavellismo: se il fine giustifica i mezzi

Il machiavellismo è un termine utilizzato per descrivere quel tratto di personalità che contraddistingue le persone spiccatamente opportuniste e manipolatrici nei confronti degli altri facendo leva sui loro sentimenti e convinzioni (Neuburger & Gulotta, 1996). I

l termine è desunto per estensione dal nome del celebre Niccolò Machiavelli in realtà per una distorta interpretazione della filosofia politica che egli fa i alcuni passi de “Il Principe”.

A Machiavelli si attribuisce inoltre erroneamente il detto “il fine giustifica i mezzi” tant’è che il suo nome è stato grossolanamente associato al modello del politico opportunista che governa seguendo il suo personale interesse trascurando i valori morali e gli interessi altrui.

Vediamo meglio cosa si intende per personalità machiavellica.

 

Il machiavellismo e la “triade oscura”

Il machiavellismo è stato definito in psicologia come uno dei tratti di personalità facenti parte della cosiddetta “triade oscura”: machiavellici, narcisisti e antisociali sarebbero accomunati dall’alta capacità di manipolare e strumentalizzare gli altri per i propri fini (potere e interesse personale, conferma della propria grandiosità eccetera). Questi tratti di personalità avrebbero importanti ripercussioni nelle relazioni sociali, specie quando queste persone occupano posizioni di potere e di leadership e mostrano un'ambizione sfrenata.

In particolare, il machiavellismo, il narcisismo e la psicopatia, si rivelerebbero particolarmente disfunzionali e dannosi – per sé stessi e gli altri – quando contraddistinfguono rigidamente e pervasivamente il funzionamento psicologico andando a configurare quindi un vero e proprio disturbo di personalità.

In altre persone si rilevano invece uno o alcuni di questi aspetti come semplici tratti sfumati che si integrano con altri aspetti della personalità senza necessariamente andare a configurare un quadro patologico.

 

Le caratteristiche del machiavellismo

Ma che caratteristiche sono attribuite al machiavellismo? Le persone con elevati livelli di machiavellismo risulterebbero altamente sicure di sé, freddi calcolatori pronti a sfruttare gli altri per i propri interessi, frequenti ed eccellenti menzogneri e spesso privi di rimorso o pentimento riguardo al proprio comportamento (Geis e Moon, 1981).

Il machiavellismo è un tratto di personalità che in realtà trova elementi di parziale sovrapposizione sia col narcisismo (per l’apparente spavalderia, sicurezza in sé stessi e elevata autostima che caratterizzano anche il comportamento manifesto di alcune personalità narcisistiche) che con la psicopatia (l’assenza di rimorso, la mancanza di empatia/compartecipazione per le sofferenze altrui contraddistingue la psicopatia) configurandosi più che altro come dimensione trasversale che sembra sottendere diverse tipologie di funzionamento psicologico.

 

Sviluppo e terapia del machiavellismo

Il machiavellismo è un tratto di personalità che può essere osservato fin dall’infanzia: un famoso studio condotto negli anni ’70 (Braginsky, 1970) ha evidenziato come la tendenza a manipolare gli altri nelle situazioni interpersonali e la disponibilità a mentire per raggiungere i propri scopi siano aspetti che possono essere osservati agevolmente già nei bambini di 10 anni.

Il machiavellismo non identifica da solo un preciso disturbo di personalità, ma un tratto o dimensione della personalità che può essere presente fin dall’infanzia e caratterizzare in maniera più o meno pervasiva il funzionamento individuale associandosi o  meno con un franco disturbo di personalità a seconda di come si integra con le altre dimensioni del funzionamento psicologico dell’individuo.

Se e quando il machiavellismo si inserisce in un quadro di un franco disturbo di personalità può risultare utile, ma non così scontato, che la persona intraprenda un percorso di psicoterapia: finché per la persona questo aspetto risulta egosintonico (e quindi vantaggioso) saranno soprattutto gli altri a farne le spese.

 

Perché in amore narcisisti e antisociali hanno tanto successo?