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LA TERAPIA DELLA GESTALT: INNANZITUTTO CONSAPEVOLEZZA E AUTENTICITÀ

Psicologia della Gestalt e terapia della Gestalt: in cosa differiscono? Fritz Perls e sua moglie Laura sono i fondatori della terapia gestaltica, che in sé racchiude in sé tecniche differenti che le danno una specifica connotazione e si avvale di principi fondamentali. Ma cosa centra la gestalt con Wilhelm Reich, padre della psicoterapia corporea?

La psicologia della Gestalt nasce in Germania nei primi del '900 con Kurt Koffka, Max Wertheimer, Wolfgang Köhler, insieme con Kurt Lewin e Kurt Goldstein, che contribuirono non poco alla strutturazione della teoria. Successivamente, nell'America degli anni '50, Friedrich Perls fonderà la terapia della Gestalt, che rientra nel grande mondo della psicologia umanistica, fondata da Abraham Maslow e terza forza insieme con la psicoanalisi e il comportamentismo.

 

La terapia della Gestalt: dalla psicologia della forma alla configurazione armonica

Ma cosa significa Gestalt? La Gestalt, in tedesco, è la forma, quindi la terapia della Gestalt viene intesa nel senso più ampio di struttura unitaria, configurazione armonica. La Gestalt, infatti, considera  il tutto differente dalla somma delle singole parti, come frutto di un continuo scambio dinamico degli elementi che lo compongono: il mondo, ricco di continui stimoli, viene organizzato in strutture organizzate che abbiano un senso e che rispondano a dei significati. L'uomo ha un bisogno immediato di dare un senso alla sua percezione, in modo da poter placare la propria ansia rispetto all'ignoto, ovvero, alle gestalt aperte.  Fritz Perls riunificò, superò ed elaborò la psicoanalisi di Freud, la teoria del carattere di Wilhelm Reich, le teorie di Otto Rank, Karen Horney, Goldstein e tanti altri e, negli anni '50 diede alla luce la terapia della Gestalt con la moglie Laura Posner, fondando il Gestalt Institute of New York.

 

La terapia della Gestalt: la consapevolezza come primo passo

Perls utilizzò tutte le informazioni a sua disposizione: applicò l'osservazione sul mondo all'essere umano. In particolare, la terapia della Gestalt cerca di aiutare i pazienti analizzando l'organizzazione che la persona ha fatto di un'esperienza: ciò permette portare l'esperienza ad un livello cosciente , in modo da rendere l'individuo consapevole del suo funzionamento. Perls era uno psicoanalista di formazione, ma ciò che lui tenta di fare è di dare un senso al qui e ora, al presente, al limite che diventa una risorsa: "Non si può andare da lì a lì, ne da qui a lì, ma solo da ora in poi". La terapia della Gestalt si avvale di una serie di tecniche, il cui obiettivo è di rendere consapevole l'uomo della sua vita, delle sue scelte, del suo essere ed esistere nel mondo con coscienza e presenza. La sperimentazione, secondo la terapia della Gestalt, insieme con un maggiore contatto tra l'individuo e i suoi sensi, sono l'unico modo per realizzare la consapevolezza; questa può avvenire in due modi: "evitando di evitare" le esperienze e aumentando il fluire dell'energia sulla consapevolezza, ampliando l'orizzonte, l'attenzione su ciò che accade. Le prime tecniche vengono definite repressive, le seconde espressive.

 

La terapia della Gestalt: consapevolezza, responsabilità, sviluppo dell'integrazione

Ciò che la terapia della Gestalt tenta di fare è di portare l'uomo ad accettarsi per ciò che è e non per ciò che potrebbe o vorrebbe essere.  Ciò che propone è un risveglio della coscienza e l'unico modo in cui è possibile aiutare un paziente è solo facilitando l'attivazione delle sue risorse, senza imposizione. La terapia della Gestalt si avvale di tre aspetti fondamentali: consapevolezza, responsabilità e sviluppo dell'integrazione. La consapevolezza, abbiamo detto, è rendere cosciente ciò che accade; la responsabilità viene intesa come response-ability, ovvero capacità di risposta ad un evento, di superare un disagio, di sviluppare la capacità di rispondere in modo adeguato ad una situazione; lo sviluppo dell'integrazione, o cambiamento de comportamento, è una conseguenza delle prime due, che comprende il sanare un comportamento disfunzionale, tenendo presente l'individuo, il contesto, ma anche le relazioni.

In Italia la Gestalt è arrivata negli anni '70 con Berry Simmons e il messaggio più forte era quello dell'autenticità. Fritz Perls, come Bergson, parlava di elan vital, Wilhelm Reich parlava di pulsazione vitale: ma non confondiamoci, nessun tentativo di ritornare alle mitiche origini dove esisteva un uomo libero e senza nevrosi, ma semplicemente come possibilità di abbandonarsi al nostro essere e, quindi, esistere come individui nel mondo.

 

Immagine | photl.com

 

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