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PSICOLOGIA DEL VIAGGIATORE: PERCHÈ PARTIAMO?

Avete già in mente la meta delle vostre vacanze estive? Vi sentite più turisti o più viaggiatori? Una branca della psicologia sociale studia perché molti di noi sentono l’impulso a muoversi da casa. Sono davvero tanti gli aspetti della personalità che vengono messi in gioco durante un viaggio, perché partire alla scoperta del mondo è anche un modo per scoprire (o ritrovare) se stessi. Vediamo insieme quali sono gli aspetti della psicologia del viaggiatore

Questa principalmente è la psicologia del viaggiatore: andare alla scoperta dell'altro per scoprire se stessi. Questo spinge l’uomo a viaggiare per diletto, a lasciare la propria casa e le proprie sicurezze, seppure per breve tempo, per conoscere luoghi e popoli esotici.

Ma la costruzione identitaria per confronto con l’altro è solo uno dei meccanismi motivazionali legati al turismo, fondamentalmente proprio di chi associa il viaggio all’idea di scoperta e acculturamento.

Secondo alcuni c’è chi si muove cercando di accrescere la propria autostima attraverso l’ammirazione suscitata in chi è rimasto a casa. La stima di sé cresce perché siamo stati capaci di superare prove e disagi, di affrontare l’ignoto, e gli altri, seppur inconsciamente, riconoscono che ce l’abbiamo fatta.

Ma perché si parla nello specifico di psicologia del viaggiatore? Perché ci sono differenze tra un turista e un viaggiatore. Innanzitutto riguardo al soddisfacimento dei bisogni: mentre il primo si accontenta di mettere a tacere quelli primari – cibo, acqua, sesso, pulizia – il viaggiatore vuole nutrire anche l’intelletto.

La ricompensa per la fatica è tutta mentale, oppure risiede nel superamento dei propri limiti, come accade quando si affronta con successo un trekking estremo. La psicologia del viaggiatore è caratterizzata da alcuni tratti di personalità: è irrequieto, cerca la libertà e vive il viaggio come sua massima espressione, non disdegna la solitudine, ama la frugalità e il bagaglio leggero.

Per il turista invece il viaggio è un bene di consumo e ha valore se è riconosciuto socialmente, se corrisponde alle aspettative presenti al momento dell’acquisto. E’ con il diffondersi dei viaggi organizzati che il turista inizia a perdere le caratteristiche tipiche del viaggiatore e ad annullarsi all’interno di una massa che segue, in modo inconsapevole, le suggestioni della moda.

 

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I sensation

I più grandi viaggiatori sono i cosiddetti sensation seeker: i cercatori di sensazioni. La psicologia di questi viaggiatori è quella di persone estremamente curiose, alla ricerca continua di stimoli nuovi ed eccitanti: coloro che ricercano le mete più esotiche, che hanno bisogno di colori ed odori forti per sentirsi veramente “altrove”.

Sono coloro che paradossalmente preferiscono non essere troppo a proprio agio: è la mancanza di comodità a dare al percorso quel pizzico di avventura e romanticismo che è esattamente ciò che vanno cercando. In sostanza, il viaggio perfetto è il risultato di un difficile equilibrio tra romanticismo, avventura ed eccitazione da un lato e scomodità e un pizzico di paura dall’altro.

 

Otto motivi per viaggiare

La psicologia del viaggiatore è caratterizzata da otto motivazioni di base che, variamente combinate, inducono a muoversi da casa e determinano la scelta della destinazione:

  1. Ragioni psicologiche soggettive: rilassarsi, concentrarsi su se stessi, riposarsi, sono motivazioni legate al vissuto della persona e ai suoi bisogni estemporanei;
  2. Ragioni interpersonali: conoscere nuove persone, trovare un partner, rafforzare legami di amicizia preesistenti;
  3. Motivazioni di “fuga”: abbandono di situazioni complesse da gestire, allontanamento da relazioni difficili o in crisi, fuga dal quotidiano;
  4. Motivazioni fisiologiche: ricerca del benessere fisico, terapie mediche o estetiche;
  5. Ragioni ambientali: vedere posti incontaminati, respirare aria pulita;
  6. Motivazioni esplorative: soddisfare il bisogno di nuove esperienze;
  7. Ragione di status: esibire le proprie possibilità economiche, fare le stesse esperienze del proprio gruppo sociale di riferimento;
  8. Motivazioni culturali: apprendere nuove cose, arricchirsi culturalmente.

Quale motivo è più vicino al vostro?

 

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Fonte immagine: chispita_666


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