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CARL GUSTAV JUNG: ANIMUS E ANIMA

Carl Gustav Jung: discepolo di Freud, amante di Sabina, marito di Emma, psichiatra, psicoanalista. E poi? E poi:uomo delle religioni, del Doppio, dell'Animus e dell'Anima insiti in ognuno di noi perché elementi archetipici, biologici, responsabili delle nostre scelte d'amore. Conosciamo meglio Jung e le sue teorie, al di là delle pellicole che il grande schermo ci offre

Carl Gustav Jung lo conosciamo: è tornato alla ribalta anche sul grande schermo, abbandonando la comoda tomba di famiglia nel cimitero di Küsnacht in Svizzera. Prendimi l'anima, A dangerous Method, sono i film che vedono il povero Carl combattuto tra un amore impossibile e perverso con la perturbante Sabina, un legame profondo con la devota Emma e le ramanzine di papà Freud. Ma Carl Gustav Jung non è solo questo: il suo interesse per la vita, per la filosofia, per le scienze e l'occulto lo ha portato a trattare la personalità umana con passione, con mistero, con amore e, forse, con un pizzico di follia. Inconscio collettivo, archetipi, Animus e Anima, ombra, doppio, religioni ed era dell'acquario, molto tempo prima che Hair, musical sessantottino new age, urlasse e cantasse Aquarius ai quattro venti, sono i temi centrali del suo pensiero. Ma qui non c'è spazio per parlare di tutto quello che Jung ha fatto, quindi passiamo a presentare il Signor Animus e la Signora Anima, a cui Carl conferisce un'origine archetipica e biologica, nonché un modo per interpretare le scelte d'amore.

 

Carl Gustav Jung: l'Animus e l'Anima come elementi archetipici

Yin e Yang, amore e odio, black and white, maschile e femminile, ragione ed emozione, nord e sud, luce ed ombra, cielo e terra, uomo e donna, conscio e inconscio, cacio e pepe e, last but not least, Animus e Anima. Cosa sono e cosa rappresentano per il nostro Carl Gustav Jung? Il doppio, o meglio, la complementarietà per eccellenza, la dualità, in cui ogni cosa è parte di un'altra, la contiene e, nel contempo, le appartiene. L'Anima, femminile, aggraziata, feconda come la terra, accogliente come una madre, sacra come una donna; l'Animus, maschile come un seme, forte come un padre, sicuro come un uomo: sono i principi archetipici insiti nell'essere umano, presenti in ogni cultura e religione, che rappresentano gli elementi della psiche. E ogni bambino interiorizza l'esperienza della sua Anima grazie alla madre e l'esperienza del suo Animus dal padre: sono queste immagini, che a loro volta contengono le immagini dei padri e delle madri passati, a guidarci nella vita.

 

Carl Gustav Jung: l'animus e l'anima, il maschile e il femminile come elementi biologici

L'Animus e l'Anima rappresentano, per Jung, il maschile e il femminile insito nella psiche di ogni essere umano. L'uomo e la donna contengono in sé entrambi gli elementi: ogni donna ha in sé un uomo e ogni uomo ha in sé una donna, ogni donna è anche Animus e ogni uomo è anche Anima. Paradossale o scontato? Forse solo naturale, se pensiamo che un ovocita e uno spermatozoo si fondono insieme per dar luogo ad una nuova vita che, in sé, contiene parti dell'uno e dell'altro. Come dice Aldo Carotenuto: "Jung definisce Anima l'immagine del femminile che ogni essere umano di sesso maschile ha interiorizzato, mentre definisce Animus l'immagine del maschile che ogni essere umano di sesso femminile ha interiorizzato". L'Anima, per Jung, esprime l'ermafroditismo che, a sua volta, ci fa rimbalzare anni luce fa al mito dell'androgino, come inconscia aspirazione alla completazza. L'androgino, a sua volta, ci rimanda al Doppio e al mito di Narciso. Ma questa è un'altra storia.

 

Carl Gustav Jung: l'Animus e l'Anima nelle scelte d'amore

Non sapete come mai la teoria degli opposti funziona? Vi chiedete come mai avete scelto proprio lui o perché lei vi fa perdere tanto la testa? Beh, Jung spiega la sua psicologia dell'amore sempre attraverso l'Animus e l'Anima insiti in noi. In realtà, quella che noi pensiamo essere una normalissima relazione di coppia, si rivela un piccantissimo menage a quatre, dove esiste un uomo con la sua Anima e una donna con il suo Animus. Per incontrare realmente l'altro, ogni uomo dovrebbe prima integrare la propria parte femminile e ogni donna la propria parte maschile. Pensate che bello. Si eviterebbero inutili e logoranti proiezioni, aspettative deludenti e problemi di identità che ci portano a vivere sempre le stesse storie, come frammenti di un film andato in replay. Insomma, il primo passo per imparare ad amare è la consapevolezza. Sarà questa la ricetta per essere felici?

 

Fonte immagine: photl.com

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