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RICONOSCERE (E PLACARE) LA NEGATIVITÀ INTORNO A NOI

La negatività, come altre malattie, si può prendere per contagio. Esiste un vaccino, però, che preservi dai giudizi pessimisti, dal livore e dalla scarsa empatia: si chiama ottimismo.

Capita a tutti di avere la giornata storta e vedere tutto nero, oppure trascorrere il proprio tempo con persone che in quel giorno vivono questo vissuto. Questo tipo di negatività è tuttavia, qualcosa che tende ad esaurirsi nel giro di poche ore o giorni e il massimo danno possibile è l’avere peggiorato la giornata delle persone attorno, aver sprecato energie ed essere poco efficienti e produttivi in ambito lavorativo. Insomma, qualcosa di fastidioso per sé e per gli altri, ma facilmente rimediabile.

Il problema si pone quando la negatività è pervasiva e costante e diventa un vero e proprio stile di vita per alcune persone. Spesso, purtroppo, essa si cela dietro a comportamenti non facilmente riconoscibili, che di primo impatto, possono non creare particolari problemi. 

 

Persone negative: quali caratteristiche

Le persone negative solitamente vedono tutto nero e non riescono a trovare il positivo nelle cose che accadono nella loro vita. Sono le classiche persone che anche davanti al successo o alla normalità della quotidianità, vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto. Questo li porta a non gioire dei traguardi e ad avere una visione pessimistica della vita. Il pessimismo è pervasivo quindi regnante in ogni ambito e momento.

Allo stesso modo sono persone che tentano di allontanare la responsabilità delle cose e non si pongono obiettivi ben definiti. Questo accade perché spesso non si percepiscono in grado di portarli a termine, li considerano troppo dispendiosi di tempo ed energia, o ancora, pericolosi e possibili fonti di giudizi negativi da parte di altri.

La loro costante insicurezza, li conduce spesso ad attuare strategie di controllo e difensive, non sempre piacevoli e funzionali: parlano male degli altri, sottolineandone i difetti, così da sminuire i proprio, diventano nervosi e arroganti, attribuiscono colpe a fattori esterni e lontani dal loro controllo e così via.

Sono persone che non riescono a gioire in mezzo a famigliari o amici, ma vivono con costante percezione di essere sotto accusa, inadeguati e incapaci, attribuendo tali sensazioni all’atteggiamento svalutante degli altri, spesso faticando ad osservare la realtà delle cose.

 

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La negatività è contagiosa?

Se stai con lo zoppo, impari a zoppicare”, un semplice detto per spiegare quanto lo stare costantemente con qualcuno, può portare talvolta ad assumere alcuni suoi atteggiamenti o comportamenti. Questo è vero sia in termini positivi che negativi.

Stare spesso con persone ricche di negatività potrebbe generare un vissuto negativo di riflesso. Questo accade specialmente in persone che non hanno di per sé un’impronta fortemente positivista della vita, ma vivono in modo equilibrato, attribuendo agli eventi valore differente e sperimentando differenti vissuti. Meno forza ha invece sui perenni ottimisti. Sentire costantemente pensieri negativi, visioni pessimistiche e svalutanti, può portare a ridurre la speranza, il valore dei sogni ed obiettivi e a leggere le cose attorno in modo differente.

 

Negatività, come placarla

Per placare la negatività attorno non vi è migliore arma che il contrattacco: essere positivi.

Così come la negatività, anche la positività può essere contagiosa e col tempo il pessimismo può ridursi. O almeno vacillare e aprire uno spiraglio ad una visione differente della vita. Questo deve avvenire a piccole dosi, giorno dopo giorno, ma può funzionare. È importante quindi non farsi travolgere dal pessimismo cosmico delle persone negative ma aiutarle a comprendere l’esistenza di un’altra prospettiva, senza cercare di convincerli o cercare ragione, ma solo aprendo un confronto. Non sempre è possibile e spesso la reazione è di ulteriore chiusura e rafforzamento delle proprie convinzioni, però è importante non cadere nella trappola e affermare la propria visione.

Altra possibilità mostrarsi accoglienti verso la loro fatica e difficoltà nell’affrontare le cose. Questo almeno in un primo momento può essere utile per creare un legame e solo successivamente supportare la persona nel vedere le cose differentemente. La negatività può talvolta essere una richiesta di aiuto e sostegno e legarsi a bassa autostima e bisogno di affetto.

Infine però è importante, soprattutto nei proprio momenti di difficoltà e fragilità, allontanarsi o proteggersi da queste persone, così da mantenere una propria stabilità e non farsi contagiare. 

 

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Foto: christianchan / 123rf.com

 

 

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