Il filosofo Martin Buber distingue fra "religiosità" e "religione": la religiosità è il sentimento umano che si rinnova perennemente in espressioni e forme diverse, un sentimento "materiato di stupore e di adorazione dell’esistenza di un assoluto". La religiosità è il principio creativo, mentre la religione è quello normativo. La religiosità è presente in ogni uomo che sia scosso dal mistero, la religione vuole costringerlo a una struttura stabilita una volta per tutte. La religione è infatti un prodotto culturale, è un insieme di dottrine, precetti, divieti, concetti, insegnamenti di uomini. Per Norberto Bobbio la religiosità era una forma di devozione: "Avere il senso dei propri limiti rispetto alla grandiosità dell’universo".
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