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PSICOTERAPIA: PERCHÈ PAGARE PER AVERE AIUTO?

La psicoterapia, questa sconosciuta. Uno dei dubbi più controversi è quello relativo al pagamento: quanto, come e, soprattutto, perché? Perché pagare un perfetto sconosciuto per avere aiuto? Non è come confidarsi con un amico? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza...

Perché pagare la psicoterapia? La domanda è naturalmente provocatoria, ma non troppo... Quando si valuta l’utilità o l’opportunità di accedere ad una consulenza psicologica o valutare di iniziare un percorso di psicoterapia possono sorgere molti dubbi.

Una delle domande che ci si pone spesso è quella relativa alla questione del pagamento: quanto costerà? Perché pagare qualcuno per ricevere aiuto?

Domande, queste, diffusissime e più che comprensibili per i “non addetti ai lavori” che sollevano questioni interessanti su cui è utile provare a fare chiarezza.

 

Pagare la psicoterapia

Perché pagare una psicoterapia? Ad un primo livello, questa regola è ovviamente assimilabile a quella seguita per le prestazioni di molti altri professionisti: l’assistenza legale di un avvocato, una qualche visita medica, un commercialista: riteniamo in qualche modo di avere un problema che il professionista, mediante la sua expertise, potrà aiutarci a risolvere.

L’expertise dello psicologo, che sia o meno anche psicoterapeuta, è relativa all’ambito delle relazioni e, in estrema sintesi, è proprio per problemi direttamente o indirettamente connessi a questa sfera che a lui ci si rivolge.

Quello del colloquio psicologico o di psicoterapia è uno spazio-tempo che viene riservato a quella persona soltanto e in cui il professionista mette a sua disposizione le proprie competenze professionali.

 

Una cornice sicura per lavorare “sulle” relazioni … “nella” relazione

Quello appena descritto è, tuttavia, un piano relativamente concreto e aspecifico: riguarda in qualche misura il pagamento di ogni tipo di prestazione professionale.

In un percorso psicologico c’è una peculiarità in più che lo distingue da altri tipi di prestazioni dove pure il professionista effettua un “colloquio” col suo cliente. In una consulenza psicologica come in una psicoterapia, infatti, è proprio la relazione stessa che intercorre fra professionista e cliente a rappresentare il principale strumento di lavoro dal momento che, abbiamo detto, le problematiche portate sono riconducibili proprio alle modalità con cui il cliente vive le relazioni con gli altri nel suo contesto di vita.

In questo senso, il pagamento, oltre ad essere giustificabile per i più scontati motivi riportati sopra, assolve ad un’ulteriore funzione poiché tutela entrambi, professionista e cliente, proprio rispetto alla relazione professionale vanno a intraprendere.

Li tutela perché? Perché l’ora accordata a un paziente non è una concessione o un favore personale che lo psicologo o psicoterapeuta fa, ma un impegno che le due parti prendono reciprocamente l’uno nei confronti dell’altro.

Questo fa da cornice sicura (setting) al percorso di psicoterapia consentendo ad entrambi di impegnarsi alla pari senza lasciarsi imbrigliare in moti di gratitudine o risentimenti legati alla concessione o negazione di favori personali.

 

Che cos'è il setting in psicoterapia?

 

Perché una psicoterapia non è un’amicizia a pagamento

Tutto questo rafforza il fatto che si è in una relazione professionale, non in una sorta di amicizia a pagamento. Esiste infatti, tra terapeuta e paziente, un rapporto asimmetrico definito dal fatto che nello spazio del colloquio è esclusivamente del paziente che si andrà a parlare abolendo, quindi, quella forma di reciprocità e di scambio confidenziale che sostanzia invece - e giustamente - un rapporto di amicizia.

Questo non vuol dire che non esista una componente umana del rapporto terapeutico – anzi l’empatia rappresenta uno degli strumenti più importanti - ma, proprio perché non si è tenuti alla reciprocità a cui si è vincolati nei comuni rapporti umani, il paziente nell’ambito del colloquio è libero di parlare (o di non parlare) per come realmente si sente senza dover reciprocare una qualche forma di attenzione o di amicizia nei confronti del suo interlocutore.

Potremmo dire che il paziente si “occupa” di reciprocare il tempo a lui accordato dal terapeuta tramite il pagamento, questo sgombra il campo da altre forme di reciprocità che snaturerebbero la relazione fra psicoterapeuta e paziente rendendo inefficace il loro lavoro.

D’altra parte, se si trova già di conforto o di utilità il consiglio o il supporto in un amico non c’è bisogno di andare da uno psicologo e magari intraprendere una psicoterapia.

Se si decide di consultare un professionista a volte è proprio perché il supporto delle persone più care non è sufficiente, o perché magari possono dolorosamente essere loro fonte di alcuni nostri problemi o, ancora, perché ciò che risulta più difficile è proprio il poter instaurare relazioni di profonda intimità e affetto con gli altri.

Se lo psicoterapeuta, o in generale lo psicologo, non offrisse altro ad un paziente, rispetto ad una comune amicizia, non gli starebbe rendendo un buon servizio. In un certo senso, la psicoterapia non va a sostituirsi all’amicizia o all’affetto che possono legare il paziente alle altre persone, ma aiuta a far sì che egli possa godere con soddisfazione e autenticità di quegli affetti.

Qualunque sia il problema portato e l’obiettivo di un lavoro psicoterapeutico, il paziente ottiene comunque un miglioramento nella sua vita di relazione, nella sua autostima e nella gestione delle emozioni nonché nella consapevolezza delle sue modalità di relazione con gli altri.

 

Pagare significa prendersi sul serio

Pagare una psicoterapia o una consulenza psicologica rappresenta quindi una sorta di cornice, una specie di premessa imprescindibile perché psicologo e cliente, o terapeuta e paziente, possano svolgere il loro lavoro insieme senza sconfinare in una sorta di amicizia a pagamento o, al contrario, di beneficienza che vincolerebbe ad una qualche forma di riconoscenza obbligata.

Pagare, d’altra parte, significa simbolicamente ed emotivamente investire energie e risorse su qualcosa che si ritiene importante: cosa c’è di più importante delle nostre problematiche personali? Garantirsi uno spazio professionalmente adeguato per poterle trattare significa prendersi sul serio e rispettare anzitutto sé stessi.

 

Qual è la validità scientifica della psicoterapia?

 

Per approfondire:

>  La psicoterapia analitica: descrizione, pratica e benefici

>  La psicoterapia fenomenologica: descrizione, pratica e benefici

>  La psicoterapia integrata: descrizione, pratica e benefici

>  La psicoterapia funzionale: descrizione, pratica e benefici

 

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