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Giulia Disegna

Psicologa clinica
viale trieste 27, 36100 Vicenza
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21500

Sono una Psicologa clinica, specializzanda in Psicoterapia ad indirizzo psicodinamico. Mi interesso del benessere della persona, nella sua totalità. Mi occupo di attività di diagnosi e di colloqui di sostegno psicologico. Ho una formazione di tipo psicodinamico ad orientamento psicoanalitico . Il colloquio con lo specialista in psicologia clinica può rappresentare l’inizio di un perco... vedi tutto »

IN ELENCO OPERATORI: Psicosomatica, Training autogeno, Psicoterapia

Carta Etica

PROFILO PROFESSIONALE

  • 34 anni, 5 anni di attività
  • 2011 anno iscrizione Ordine degli Psicologi del Veneto numero 8232
  • 2009 psicologia clinico dinamica, UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PADOVA
SPECIALIZZAZIONI
  • 2015 specializzazione in PSICOTERAPIA PSICOANALITICA PRESSO IREP, istituto ricerche europee in psicoanalisi, sede di Padova
PUBBLICAZIONI
  • 2009 pubblicazione "La metafora trasformativa"
  • 2012 pubblicazione "ALESSITIMIA E PSICOSOMATICA"
ATTIVITA' ED ESPERIENZE
L'’investigazione psicodinamica breve è una tecnica di indagine psicodiagnostica in quattro sedute che oltre a permettere di individuare precocemente l’organizzazione di personalità del paziente, ha lo scopo di migliorare la presa in carico terapeutica, produrre a sua volta spesso degli importanti miglioramenti terapeutici, favorire l’alleanza con il paziente ed identificare delle importanti linee guida inerenti il progetto terapeutico da mettere in atto (Gilliéron, 1995). Si potrebbe considerare allo stesso tempo un metodo di investigazione, di valutazione delle motivazioni del paziente e un primo passo terapeutico. (Gilliéron,1995). L’investigazione psicodinamica breve consente di arrivare assieme al paziente ad un quadro diagnostico ben definito di funzionamento psichico, in un lasso di tempo breve. Lavorando su quattro sedute diagnostiche si possono già ottenere delle importanti informazioni sul  livello d’angoscia e sul tipo di difese che vengono usate in via principale. Questo è fondamentale per poter avere una migliore inquadratura dei sintomi e per poter chiarire subito i punti chiave del percorso terapeutico che con il paziente possiamo svolgere, definendo il tipo di percorso terapeutico che potrà essere a breve, medio oppure di lungo termine. Il metodo di Edmond Gilliéron che viene proposto all’IREP e della Scuola di Losanna permette di osservare che nessun elemento portato dal paziente può passare inosservato poiché ogni informazione, anche apparentemente banale, è una comunicazione di grande rilevanza. L’importanza quindi viene data alla relazione tra terapeuta e paziente. Quest’ultimo, portando il suo essere ed il suo sintomo,  permette al professionista di “farsi specchio”. Nel rispecchiarsi, il paziente potrà comprendere se stesso attraverso l’altro da sé. Winnicott spiega già nel 1971 che il bambino nella relazione con il genitore deve riuscire a vedere se stesso attraverso il caregiver. Se questo non accade, il bambino è forzato ad interiorizzare la rappresentazione dello stato mentale dell’oggetto come parte separata dal sé. In questi casi l’altro interiorizzato rimane alieno, risulta sconnesso dalle strutture costitutive del sé. (“Gioco e realtà”, D.Winnicott, 1971) Il metodo che utillizzo dunque mi permette di valorizzare la relazione terapeutica letta in base alla teoria dell’appoggio oggettuale, costruire un’ipotesi psicodinamica da convalidare o modificare in seguito. Il tutto accade nel presente e diventa osservabile l’intera esistenza del paziente in modo lucido ed inequivocabile. Ciò che impariamo insieme su chi siamo e come ci comportiamo diventerà parte di un bagaglio personale che potrà restare per sempre  e che ci potrà servire nei futuri ed eventuali momenti di crisi.

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di Giulia Disegna Psicologa clinica

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