Questo sito contribuisce alla audience di DeAbyDay.tv

Dott. Loris Vasile

Pedagogista, Arteterapeuta, Mediatore Familiare, Mediatore Scolastico, Consulente di Coppia, Consulente Familiare, Delegato Nazionale AN.PE (Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani)
via Torino n° 44, 46, 48. 96100 Siracusa
CONTATTA

Dal 2003 al 2007 responsabile Pedagogista di due c.a. per disabili mentali a Siracusa; dal 2003 al 2007 responsabile di un Centro di Recupero per tossicodipendenti presso il Comune di Sortino (sr); dal 2004 ad oggi Coordinatore di progetti a sfondo socio psicopedagogico presso la Provincia Regionale di Siracusa, progetti di integrazione sociale all’interno del campo nomadi di Siracusa, di recup... vedi tutto »

IN ELENCO OPERATORI: Mediazione familiare, Psicologia, Cristianesimo

Carta Etica

PROFILO PROFESSIONALE

  • 41 anni, Responsabile Centro di Mediazione Familiare e Servizio Spazio Neutro e diritto di visita anni di attività curriculum
  • 2005 anno iscrizione Pedagogisti, Arteterapeuti, Counselor, Mediatori Familiari numero Q0944 (AN.PE) - 078 (ARTEA) - 277 (APIART) - Socio Si.C.O.
  • 2003 laurea presso l'università degli studi di catania
SPECIALIZZAZIONI
  • 2006 specializzazione in arteterapia
  • 2008 specializzazione in consulenza di coppia e consulenza familiare
  • 2011 specializzazione in mediazione familiare
PUBBLICAZIONI
  • 2014 pubblicazione Gestione dei conflitti e mediazione: il ruolo pedagogico
  • 2008 pubblicazione “Le Pupille degli Occhi” l’educativa domiciliare tra teorie ed esperienze
  • 2013 pubblicazione Atti del convegno Partiamo dalla famiglia:Mediazione familiare - spazio neutro e diritto di visita
ATTIVITA' ED ESPERIENZE

Area Mediazione Familiare (C.M.F.) <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

(Metodo Globale, Umanistico  J. Morineau)

 

La mediazione è un intervento che permette di trattare i conflitti, è una sorta di negoziato tra le parti in lite assistito da un terzo che cerca di trovare strategie per facilitare il raggiungimento di un

accordo. Si parla di giustizia informale perché non sottostà a quelle formalità e a quei vincoli tipici delle procedure giudiziarie e di giustizia alternativa per sottolineare la diversità della logica sottostante a tale trattamento dei conflitti rispetto alle decisioni giudiziarie.

Ciò che caratterizza la mediazione, rendendola alternativa rispetto alla decisione giudiziaria, è il fatto che le parti mantengono il controllo sugli accordi; infatti il mediatore si limita a creare le condizioni perché le parti possano, esse stesse, prendere una decisione, consentendo così ai configgenti di riappropriarsi della capacità di gestire i conflitti.

A differenza della decisione giudiziaria, con la quale si decide chi ha ragione e chi ha torto, la mediazione dovrebbe permettere di individuare una soluzione che soddisfi in parte le richieste di entrambe le parti in conflitto, consentendo a ciascuno di vincere e perdere qualcosa allo stesso tempo.

Ma affinché si riattivi la comunicazione e si giunga ad un accordo, è fondamentale ricostruire l’identità delle parti in conflitto; la mediazione è dunque un processo durante il quale le parti arrivano a stabilire una nuova modalità relazionale, a ridefinire la relazione stessa sulla base di una diversa definizione dei reciproci ruoli.

Il mediatore viene perciò definito un esperto del processo di soluzione dei conflitti e una figura neutrale, cioè imparziale e non giudicante, il che permette di aiutare le parti a raggiungere i loro

obiettivi in piena libertà decisionale. Infatti, mentre le parti vedono soltanto il proprio punto di vista, il mediatore – grazie alla sua posizione di terzietà – è in grado di cogliere sia le differenze che gli aspetti comuni ai soggetti in conflitto e di preparare il terreno sulla base del quale far ripartire la comunicazione.

La mediazione familiare può essere considerata, quindi, un intervento che accompagna coloro che si trovano nella condizione di dover chiarire le proprie relazioni affettive, di dover prendere decisioni e di dover affermare le proprie esigenze, quando le risorse personali non sono sufficienti.

Noi riteniamo, che sia molto importante dare spazio alla dimensione emotivo-affettiva legata agli aspetti pratici che ci vengono portati in mediazione; il momento della mediazione, infatti, è una sorta di passaggio tra due organizzazioni intrapsichiche – quella prima e quella dopo la separazione – e quindi funge da spazio transizionale in cui i due partner possono circoscrivere le proprie angosce e trovare la capacità di affrontare la situazione di disordine in cui si trovano.

 

Destinatari

<?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La Mediazione Familiare si rivolge alla coppia, coniugata o convivente, con figli o senza figli, in fase di separazione o già separata o divorziata con un’esigenza di modificare gli accordi. La Mediazione Familiare si rivolge inoltre ai genitori in conflitto con i figli, ai fratelli in disaccordo, ai parenti in lite per questioni ereditarie.

Intraprendere il percorso di Mediazione Familiare è utile in tutte le fasi del processo della separazione e del divorzio poiché si adatta alle differenti esigenze espresse dalle diverse tipologie di coppie.

1)        Coppie in crisi:

·     Uno dei due partner è deciso per la separazione e l’altro non l’accetta
·     La decisione di separarsi è chiara per entrambi.

2)     Coppie separate di fatto:
·     Coppie con attive aree di conflitto sui termini di affidamento dei figli e/o sul versante economico.

3)     Coppie separate legalmente:
·     Le condizioni di separazione risultano di difficile attuazione o non vengono rispettate.

4)     Coppie separate da tempo o divorziate:
·     Gli accordi presi in Tribunale, ormai inadeguati alle mutate condizioni di vita, devono essere aggiornati o modificati.

Modalità operative

Relativamente alla durata della Mediazione Familiare, un intero percorso è strutturato in 8-12 incontri, presenti entrambi i genitori, della durata di

un'ora e mezza, a cadenza quindicinale.

E' la coppia in ogni caso che sceglie le problematiche da negoziare. E' possibile quindi che essa senta il bisogno di portare in Mediazione solo alcuni dei temi che vengono tipicamente affrontati nell'ambito di una separazione, avendo per gli altri già elaborato in autonomia delle soluzioni soddisfacenti. In tali casi si parla di Mediazione mirata, che implica pertanto un numero circoscritto di incontri (ad esempio, sulla comunicazione della separazione ai figli, il calendario, le vacanze, ecc.). 

Gli incontri si terranno individualmente e in coppia previo appuntamento.

  

 

Servizio Spazio Neutro e Diritto di visita

 

Il presente documento ha lo scopo di tracciare la metodologia per l’attivazione e la realizzazione di servizi di Spazio Neutro, prevedendo gli strumenti sia formativi che gestionali per gli Operatori che operano all’interno della soc. coop. Lab.E.Fo.R.M..

La finalità principale di Spazio Neutro consiste nel facilitare l’incontro genitore/i – figlio/i nelle situazioni di disagio, esso si propone come un contenitore qualificato alla gestione dei rapporti tra bambini e genitori, un luogo terzo, uno spazio e un tempo intermedi, lontani dal quotidiano.

I principi teorici su cui si fonda il Servizio di Spazio Neutro si riferiscono all’importanza del legame parentale e all’imprescindibile centralità del bambino inteso come l’attore più fragile all’interno del nucleo familiare, con il suo diritto a mantenere il contatto con le sue radici biologico-storiche.

Dato che al giorno d’oggi il sistema familiare risulta più incerto e instabile di un tempo e si evidenziano forme di ridotta capacità genitoriale e di fragilità nello svolgere il ruolo educativo, si rendono necessari interventi per tutelare il minore e contemporaneamente aiutare i genitori a leggere i bisogni del bambino, recuperando le competenze genitoriali.

Tra le problematiche genitoriali più diffuse troviamo stati di tossicodipendenza, alcooldipendenza, disagio psichico, economico, difficoltà e/o carenze nell’ accudimento e nell’educazione del minore.

Il problema si fa particolarmente acuto nei momenti in cui padri e madri vivono passaggi difficili nel proprio percorso esistenziale familiare, quando non è più sufficiente riprodurre o fare riferimento a modelli comportamentali appresi dall’esperienza personale, ma si deve fare fronte a situazioni e crisi che portano con sé nel qui ed ora aspetti imprevisti e imprevedibili.

Queste situazioni di disagio sia familiare che minorile vengono costantemente seguite dal Servizio Sociale del Comune di Siracusa, con l’attivazione di interventi che possono prevedere l’utilizzo di risorse presenti sul territorio.

Molte volte, in presenza di tali situazioni, il Servizio Sociale e l’Autorità Giudiziaria possono prevedere l’opportunità/necessità che le visite tra il minore e la sua famiglia avvengano in un luogo protetto.

Il Tribunale per i Minorenni sempre più spesso decreta l’utilizzo di questo strumento per favorire il rapporto tra uno dei due genitori e i figli, oppure anche tra i due genitori e i figli, qualora si parli di affido etero-familiare.

Le visite protette, nell’ambito del Servizio di Spazio Neutro, rappresentano un’opportunità d’importanza fondamentale per raccogliere alcuni elementi osservativi diretti riguardanti le modalità della relazione tra genitori e figli. L’analisi dei comportamenti, degli atteggiamenti e della comunicazione inter-personale contribuisce in maniera decisiva alla costruzione di un quadro conoscitivo per quanto possibile analitico ed esauriente. Le osservazioni realizzate dall’Operatore responsabile della gestione dello Spazio Neutro vengono organizzate sistematicamente in una relazione scritta, che può diventare parte integrante della valutazione e delle decisioni che verranno prese dagli operatori sociali e della giustizia. Nella misura in cui offrono indicazioni concrete sulla realtà delle dinamiche interpersonali tra adulti e tra bambino ed adulti, tali osservazioni permettono di elaborare un progetto “ad hoc”, avente lo scopo di supportare il genitore affinché giunga ad instaurare o a ricostruire una relazione positiva con il proprio figlio.

Sinteticamente, lo Spazio Neutro può rispondere ai seguenti obiettivi:

- conoscere il funzionamento psico-biologico del bambino, il suo stato emotivo attuale, i suoi vissuti, le sue richieste ed aspettative;

- valorizzare il bisogno/diritto del bambino di veder salvaguardata il più possibile la relazione con entrambi i genitori ed i parenti, riconoscendo e tutelando i legami che ne derivano;

- aiutare il bambino a vivere gli incontri nella maniera più serena possibile, sostenendo la sua capacità di tollerare e rielaborare l’esperienza;

- osservare e facilitare la relazione del/dei genitore/i con il figlio, al fine di verificare

l’adeguatezza o l’incompetenza nelle cure, da quelle basilari di risposta ai bisogni primari a quelle basate sullo scambio affettivo, nella prospettiva di prevedere il ricongiungimento o la convivenza familiare;

- mantenere o ristabilire la relazione con il genitore non affidatario, con quello lontano o allontanato, per il quale è stato disposto l’accertamento delle capacità genitoriali;

- contribuire ad un possibile miglioramento della sensibilità, responsività e responsabilità del genitore accompagnandolo a ritrovare la capacità di accoglimento del figlio e delle sue emozioni;

- sostenere la progressiva capacità del genitore di organizzare e gestire in modo autonomo gli incontri.

In relazione a situazioni particolarmente complesse possono essere previste maggiori misure di protezione.

 

come si accede al servizio

- contatto telefonico con i Servizi Sociali del Comune di Siracusa oppure tramite la Soc. Coop. Lab.E.Fo.R.M. per verificare la fattibilità dell’attivazione dell’intervento;

- invio segnalazione da parte del Servizio Sociale attraverso una scheda-tipo (vedi strumenti prot. Lab.E.Fo.R.M.);

- incontro preliminare di presentazione della situazione tra Assistente Sociale del Comune di Siracusa e il referente individuato dalla Soc. Coop. Lab.E.Fo.R.M.

- invio della relazione del Servizio Sociale con richiesta formale di attivazione dell’intervento (vedi strumenti prot. Lab.E.Fo.R.M.);

- incontro congiunto tra Assistente Sociale del Comune di Siracusa, Operatori Spazio Neutro della Lab.E.Fo.R.M. e il genitore/i per la definizione e condivisione degli aspetti organizzativi e progettuali. Al genitore viene richiesta la sottoscrizione del progetto (vedi strumenti prot. Lab.E.Fo.R.M.);

- in caso di affido etero-familiare: incontro tra Assistente Sociale del Comune di Siracusa, gli Operatori del servizio Spazio Neutro della Lab.E.Fo.R.M., la famiglia affidataria ed eventualmente referente Équipe multidisciplinare per l’affidamento familiare;

- incontro/i di conoscenza e di ambientamento tra l’ Operatore/i individuato/i per il caso e il minore/i;

- incontri di verifica in itinere e finale con tutti i soggetti coinvolti nell’intervento;

- incontro conclusivo con Assistente Sociale, Operatore/i, referente gestore dello Spazio Neutro e il genitore/i.

  

 

training Problematiche comportamentali in età adolescenziale

 

 

Per Aggressività ovvero per comportamento aggressivo o problematico, s'intende un particolare stato d'animo su base emotiva caratterizzato da un'insieme di azioni dirette al male di una persona, o dell'ambiente, tali da infliggere sofferenze di natura fisica o morale. I comportamenti problema possono assumere le forme più varie e strane. Dobbiamo identificare lo stato di disagio, un vissuto di inadeguatezza, preoccupazione da parte del genitore o dell'educatore, di fronte alle manifestazioni problematiche di alcuni bambini con deficit perché questo è la prima cosa con cui occorre fare i conti.

Nella gamma dei comportamenti problematici ci sono gli atti autolesionistici come mordersi le mani, le braccia, battere contro i mobili, strapparsi i capelli, graffiarsi. Forme più difficili da gestire come l'iperventilazione o le apnee. Altra forma di comportamento autolesionista è quello di mettersi oggetti e sostanze non commestibili in bocca. Con questi atti il soggetto provoca una violenza su se stesso, mentre con gli atti aggressivi attacca, fisicamente o verbalmente altre persone, oppure distrugge oggetti o li lancia. Un altro tipo di comportamento problema sono le stereotipie, come l'emettere ripetitivamente per lunghi periodi di tempo movimenti o suoni, agitare le mani, dondolarsi, manipolare oggetti senza un uso funzionale, lallare in continuazione ecc. Problemi relativi all'ipersensorialità come tapparsi le orecchie con rumori forti, oppure l'iperattività, con il continuo muoversi nell'ambiente senza riuscire a fissare l'attenzione su di un particolare. Questi ultimi non compromettono la sicurezza del ragazzo, ma ne impediscono qualsiasi forma di apprendimento e di relazione sociale. Altri comportamenti emergono quando il soggetto di pone costantemente in una situazione di rifiuto nei confronti dell'adulto, nella rigidità di certe abitudini come tenere sempre le porte chiuse o toccare costantemente il naso della mamma, di non accettare cambiamenti nei programmi stabiliti. Qui abbiamo le reazioni emozionali eccessive di paura e ansia (fobia per l'acqua, o per i corridoi, nel passaggio da un ambiente ad un altro). Episodi di collera o di rabbia che danno luogo a lunghissimi periodi di pianto e chiusura in sé e rifiuto delle attività. Nell'aggressività verbale troviamo le parolacce, le bestemmie e così via. Abbiamo anche i comportamenti relativi alle pulsioni sessuali, con la masturbazione ossessiva.

I comportamenti problematici hanno una vasta gamma di manifestazioni e una vasta gamma di cause scatenanti sia esterne che interne al soggetto. Di fondo si crea l'impossibilità all'apprendimento ed alla interazione sociale.

I PROBLEMI COMPORTAMENTALI:

ü  Opposizione

ü  Provocazione

ü  Aggressività

ü  Iperattività

ü  Deficit dell’attenzione

Vi è un’associazione tra questi ed una relazione disfunzionale genitore bambino.

PROBLEMI FUNZIONALI

ü Sonno          

ü Alimentazione         

PROBLEMI EMOZIONALI

Paura

Separazione

Timidezza

F psicopatologia di tipo depressivo o ipomaniacale

F “ipersensibilità paurosa e prudente”

F “problema misto dell’ espressione emozionale”

 

Destinatari

Minori, adulti, coppie, famiglie, comunità.

 

Modalità operative

Gli incontri si terranno individualmente in caso di minori e di Parent Training di educazione razionale emotiva con i genitori  previo appuntamento.

 

Gruppi  di Auto e Mutuo Aiuto G.A.M.A.

 

Lo scopo essenziale del gruppo di auto mutuo aiuto è di dare, a persone che vivono in situazioni simili, l’opportunità di condividere le loro esperienze e di aiutarsi a mostrare l’uno all’altro come affrontare i problemi comuni. L’auto aiuto è quindi un mezzo valido per assicurare ai partecipanti del gruppo  sostegno emotivo. Vediamo infatti che all’interno del gruppo ciascuno sforzo individuale teso alla risoluzione di un proprio problema diventa contemporaneamente sforzo per risolvere un problema comune.

 

Le caratteristiche principali del gruppi di Auto-Mutuo Aiuto:

1.      Condividono le proprietà dei piccoli gruppi: un numero ristretto di partecipanti (solitamente 10 persone) facilita l’interazione tra i soggetti, l’espressione dei sentimenti, la nascita e lo sviluppo di amicizie e relazioni profonde;

2.      Sono centrati su un problema e organizzati in relazione a specifici problemi;

3.      I membri del gruppo tendono ad essere dei pari: è il fatto di vivere, o di aver vissuto, una stessa condizione che definisce l’appartenenza al gruppo;

4.      Condividono obbiettivi comuni;

5.      L’azione è azione di gruppo: l’energia e la forza che il gruppo è in grado di esprimere, sono sicuramente maggiori e più significative delle possibilità che ogni singolo partecipante ha a disposizione per la soluzione del problema;

6.      Aiutare gli altri è una norma espressa dal gruppo: ognuno, con la propria esperienza e competenza, attraverso il confronto e la condivisione, trae aiuto per sé e per gli altri;

7.      Il gruppo è democratico: ogni decisione, cambiamento, regola, viene formulata, discussa e accettata democraticamente;

8.      La comunicazione è di tipo orizzontale: non ci sono modelli strutturati di comunicazione: ognuno esprime liberamente il proprio pensiero, rispettando gli altri e senza accentrare su di sé la discussione;

9.      Il coinvolgimento è personale: ogni persona decide autonomamente se e come prendere parte al gruppo. Non è una decisione imposta da altri, partecipare al gruppo volontariamente aumenta la sicurezza nelle proprie capacità di scelta ;

10.  La responsabilità è personale: ogni persona è protagonista del cambiamento che vuole ottenere, la persona stessa è la prima risorsa per sé e per il gruppo;

11.  L’orientamento è all’azione: le persone imparano e cambiano facendo. Uno degli scopi dei gruppi è quello di sperimentare nuovi stili di vita e di comportamento, nuovi modi di sentire e trasmettere i propri vissuti. Attraverso gli sforzi ed i successi conseguiti e riconosciuti nel gruppo, la persona ha la possibilità concreta di aumentare la propria autostima e di credere nelle proprie risorse.

Generalmente gli obiettivi dei gruppi di Auto-Mutuo Aiuto sono:
-    Aiutare i partecipanti ed esprimere i propri sentimenti.
-    Sviluppare la capacità di riflettere sulle proprie modalità di comportamento.
-    Aumentare la capacità di riflettere sulle proprie modalità di comportamento.
-    Aumentare le capacità individuali nell’affrontare i problemi.
-    Aumentare la stima di sé, delle proprie abilità e risorse, lavorando su una maggiore consapevolezza personale.

 

Destinatari

Tutti coloro che intendono fare un percorso di crescita tramite la condivisione del gruppo.

 

Modalità operative

Gli incontri si svolgono in un luogo accogliente e protetto, avvengono una volta la settimana ed hanno durata di 90 minuti circa. Sono gestiti da un conduttore che agevola la comunicazione tra i partecipanti, dando ad ognuno la possibilità di intervenire e partecipare.

 

 

Atelier Arteterapeutico (metodo polisegnico)

 

 

L’ARTE TERAPIA è un insieme di metodiche inquadrabili in diverse aree concettuali (psicoanalitica, cognitivista, relazionale ecc.) finalizzate alla promozione umana con scopi riabilitativi, psicopedagogici, psicoterapeutici e preventivi di qualunque forma di disagio psicosociale, che prevedano l’uso sistematico di pratiche artistiche grafico-plastico-pittoriche.

L’attività del laboratorio è basata sull’utilizzo di tecniche espressive e creative, realizzate tramite le proprie abilità manuali.

Il laboratorio è uno spazio ampio, luminoso e ricchissimo di stimoli. Vi si trova di tutto: carta, matite, colori, das, stoffe, lane, legno, farina, teli, burattini, strumenti musicali.

Si può trovare anche uno spazio vuoto, libero da stimoli, da riempire come si vuole.

Le aree di intervento dell’Arteterapia sono essenzialmente tre:

-Area-Terapeutica
L’Arteterapia può essere inserita nel programma riabilitativo dei casi di handicap gravi e disturbi psichiatrici (schizofrenia, autismo). Integrandosi al lavoro di equipe fatto di diverse competenze e professionalità (medici, psichiatri, psicologi, logopedisti, ecc) può portare il paziente al raggiungimento di buoni risultati.

In questi casi le tecniche espressive non sono mai le uniche responsabili dei miglioramenti, poiché ciò che “cura” è la relazione terapeuta-paziente, ma diventano gli strumenti che un operatore sensibile può utilizzare per scoprire e conoscere le immagini, le sensazioni e i sogni di un paziente che non riesce ad esprimersi con le parole.

-Area-riabilitativa
L’Arteterapia può essere utilizzata anche con bambini, anziani, adolescenti e adulti portatori di handicap fisici in assenza di vere e proprie patologie psichiche. L’Arteterapia diventa un’esperienza ludica, di gioco in cui si è liberi di esprimersi attraverso le proprie possibilità senza ricevere giudizi, né condizionamenti. L’obiettivo non è “fare bene”, ma è comunicare i nostri pensieri ed emozioni così come viene istintivamente fare. Si può produrre anche uno scarabocchio se è questo che riusciamo a fare e ci rappresenta. In questa maniera l’utente con un corpo trasformato o diversamente abile vive il proprio corpo, non lo subisce.

-Area-preventiva-ed-educativa.
Le tecniche espressive sono utili per favorire una maggiore conoscenza di sé stessi nei momenti di cambiamento che capitano nella vita. Durante una crisi coniugale, un cambiamento di lavoro, nei casi di leggera depressione a seguito del pensionamento può essere utile liberare le proprie energie creative attraverso un percorso in un laboratorioartistico.
L’Arteterapia non solo agevola la guarigione ma, soprattutto, promuove il benessere.

 

Destinatari

Minori, adulti, coppie, persone con problematiche di tossicodipendenza, psichiatria, disturbi del comportamento.

 

Modalità operative

L’atelier viene effettuato individualmente o in gruppo previo appuntamento.

 

  

Counseling psicopedagogico (INDIRIZZO SISTEMICO-RELAZIONALE)

 

(Prot. Del 25/03/2010 MIUR/AN.PE)

·        

MAPPA

FOTO

Nessuna immagine inserita.

VIDEO

Diritto di visita
Spazio neutro a siracusa

EVENTI

Non ci sono eventi inseriti.

ARTICOLI

Non ci sono articoli inseriti.

RISPOSTE

Non ci sono riposte.

COMMENTI

Non ci sono commenti.

OPINIONI

Non ci sono opinioni.