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PROFILI PROFESSIONALI

Il musicoterapeuta

A cura di Gianluca Taddei, musicoterapeuta e counselor

 

Cosa fa il musicoterapeuta e dove lavora


La musicoterapia fa parte del più ampio contesto della “relazione d’aiuto”, all’interno del quale si caratterizza per il ricorso privilegiato, benché non esclusivo, ai suoni e alla musica. Il musicoterapeuta opera in ambito riabilitativo (autismo, paralisi cerebrali infantili, plurihandicap eccetera); terapeutico (pazienti psichiatrici, percorsi psicoterapeutici che prevedono l’uso della musica); preventivo (scuola, famiglie, gruppi sociali, integrazione); del benessere (lavoro con persone, in condizione non patologica, desiderose di apportare cambiamenti e trasformazioni nella propria vita, o di migliorarne le condizioni di benessere).


Il musicoterapeuta lavora perciò in vari ambienti: ospedali, centri sociali, centri di assistenza diurna, scuole, ospizi, istituti penitenziari, comunità e ambito privato. Anche se spesso la realtà lavorativa è diversa, il musicoterapeuta, soprattutto in ambito terapeutico e se non in possesso di adeguati e riconosciuti titoli abilitanti all’intervento terapeutico, dovrebbe operare in équipe con altre figure professionali (medici, psichiatri, psicoterapeuti, altri operatori specializzati) sulla base di un progetto terapeutico/riabilitativo condiviso.

 

Musicoterapeuta o musicoterapista?

 

La distinzione tra musicoterapeuta e musicoterapista, in mancanza di un riconoscimento della professione a livello nazionale, è puramente teorica, ed è tuttora oggetto di discussione. Essa fa riferimento alla differenza tra un ruolo più tecnico (il terapista) ed uno legato a maggiori responsabilità e autonomia nel percorso terapeutico (il terapeuta). I registri esistenti oggi in Italia, non essendo riconosciuti legalmente, adottano liberamente differenti distinzioni tra categorie di operatori. Per la AIM (Associazione Italiana Musicoterapisti) ad esempio i soci, a seconda della sussistenza di determinati requisiti, si suddividono in musicoterapisti, formatori e supervisori; la FIM (Federazione Italiana Musicoterapeuti) prevede come ulteriori categorie quelle di musicoterapeuta e coterapeuta, in funzione di differenti livelli di percorso formativo.

 

Diventare musicoterapeuta


Dal momento che attualmente in Italia la figura professionale del musicoterapeuta non è riconosciuta dallo Stato, da un punto di vista legale il musicoterapeuta non esiste, o, in altri termini, chiunque può definirsi musicoterapeuta. Nella pratica, si stanno tentando di definire degli standard formativi comuni, in sintonia con quelli di altri Paesi europei in cui la professione è invece riconosciuta, per quanto riguarda: il monte orario; il tipo e la quota parte dei diversi insegnamenti che compongono il curriculum; il tirocinio; la supervisione pre e post diploma; la deontologia professionale. In generale, possiamo dire che la formazione del musicoterapeuta si articola in quattro aree: musicale, musicoterapeutica, psicologica, medica.


A questi standard si sono adeguate, pur con differenze e distinguo, le scuole di musicoterapia più “accreditate” in ambito nazionale, quasi tutte di natura privata. Alcune di queste scuole sono associate alla Confiam, una confederazione sorta con lo scopo di rendere omogenei i percorsi formativi delle scuole aderenti anche in riferimento ad altre rappresentative associazioni, come la World Federation of Music Therapy e la European Confederation of Music Therapy. L’apertura di importanti corsi “sperimentali” di specializzazione in musicoterapia, su indicazione del Ministero della Pubblica Istruzione, presso il Conservatorio dell’Aquila e il Conservatorio di Verona testimonia del crescente interesse, anche a livello statale, nei confronti della musicoterapia. Il panorama italiano offre anche master di perfezionamento in artiterapie, tra cui quindi la musicoterapia. La facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Roma 3, ad esempio, organizza un master in artiterapie.
La prima scuola di musicoterapia in Italia fu un’iniziativa avviata dalla Pro Civitate Christiana di Assisi del 1981. Oggi la scuola si chiama MusicoterapiaAssisi e organizza un corso quadriennale.

 

Sapevate che...

 

ll concetto di musicoterapia come disciplina scientifica si sviluppò all'inizio del secolo XVIII: il primo trattato di musicoterapia risale alla prima metà del 1700 e l’autore è un medico musicista londinese, Richard Brockiesby.

 

Risorse utili sul mestiere di musicoterapeuta

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