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REALIZZARE I SOGNI: PERCHÈ IL PRIMO PASSO È IL PIÙ DIFFICILE

“I sogni son desideri” cantava Cenerentola… Ma come si possono realizzare i sogni nella vita “vera”, quella senza fate madrine e bacchette magiche? Ecco 3 condizioni per iniziare a realizzarli!

“Un viaggio di mille miglia inizia con un solo passo” diceva Lao Tzu, ma se è proprio quel primo inizio ad essere il più difficile, forse non avete dedicato sufficienti energie a trasformare il classico “sogno nel cassetto” in un progetto attuabile.

Per riuscire a mettere le fondamenta ai vostri “castelli in aria” fate attenzione a queste 3 condizioni.

 

Realizzare i sogni: è quello che desiderate davvero?

Forse date spesso per scontato che ciò che volete, quello su cui fantasticate, che invidiate a certi amici o che gli altri si aspettano da voi, sia anche ciò che corrisponde ai vostri desideri più autentici. Non è sempre così e in questi casi realizzare i sogni può essere davvero complicato!

A volte può accadere di inseguire con ambizione sfrenata una serie di traguardi “materiali”, “esteriori” senza che questi diano un reale appagamento. Si cerca allora di spingersi ancora “oltre”, ma questo non fa che acuire un senso di vuoto e smarrimento rispetto a chi si è e cosa si vuole veramente.

In altri casi può darsi che vi stiate affannando per raggiungere mete che non sono le vostre, ma quelle che i vostri familiari, il vostro partner o i vostri amici ritengono desiderabili/auspicabili. Ma voi, realmente, cosa vorreste se non foste, magari, limitati dalla paura di deludere gli altri?

In casi come questi potrebbe essere necessario fermarvi, smettere di inseguire obiettivi vani e cercare di capire ciò che volete davvero…

Spesso è proprio questo che, in momenti difficili o fasi di “passaggio” della vita, spinge alcune persone ad andare dallo psicologo e richiedere una consulenza, per fare chiarezza e contattare i propri desideri più autentici.

 

Leggi anche Come nasce il desiderio >>

 

Realizzare i sogni: desiderare prima progettare poi

I sogni e i desideri sono per loro natura ineffabili, rispondono alle logiche dell’immaginazione dove tutto è possibile senza vincoli di tempo e di spazio. Quest’area di gioco, di creatività della mente è fondamentale perché consente di spaziare in tutte le aree del “teoricamente” possibile alla ricerca di ciò che di desidera nel modo più autentico.

Nel proiettarvi da qui a 5 o 10 anni potreste (e anzi dovreste) “osare” con l’immaginazione, provare a domandarvi: cosa vorreste aver realizzato se non aveste nessun limite alla vostra possibilità di azione? Probabilmente ne verrà fuori una sorta di brainstorming personale dove saranno ammesse anche le ipotesi più assurde, audaci o stravaganti. Questa libertà di ragionare per associazioni potrà farvi venire alla mente nuove idee mai pensate prima e forse i vostri sogni assumeranno delle sembianze ancora diverse…

James Hillman la chiamava la “teoria della ghianda”: ciò che ci rende unici, che ci consente di coltivare la parte migliore di noi stessi, le nostre potenzialità al servizio della nostra autorealizzazione (Deci e Ryan, 1985; Carol Ryff, 1989; Hillman, 1996; Seligman, 2002).

A differenza di quanto avviene grazie alla fata madrina delle fiabe però, nella vita vera i sogni non possono tramutarsi direttamente in realtà, ma hanno bisogno di assumere le sembianze di un progetto per poter essere realizzati.

È a questo punto che converrà proporvi alla mente una prospettiva più concreta: rispetto ai vostri desideri più a lungo termine, cosa vorreste aver iniziato a realizzare magari da qui al prossimo anno? Questo è un passaggio molto importante perché costringerà la vostra mente a pensare per obiettivi a breve/medio termine, a ragionare sulle azioni possibili per raggiungerli e, infine, a pianificare concretamente cosa fare a quando.

 

Realizzare i sogni: no a obiettivi troppo elevati

In ultimo, ma non certo per importanza, occhio al “calibro” degli obiettivi che vi ponete. È fondamentale che siano concretizzabili e verosimili per quelle che ritenete essere le vostre risorse interne ed esterne. Porvi obiettivi troppo elevati (o prevedere di raggiungerli in tempi troppo brevi, come avviene in molte diete last minute) rischierebbe di scoraggiarvi e di esporvi ad inutili fallimenti

Ma anche obiettivi troppo poco stimolanti potrebbero rivelarsi ugualmente controproducenti: in entrambi i casi non avreste fatto nulla per uscire veramente dalla vostra “zona di comfort” e mettervi in gioco.  

Un buon metodo è quello di armarvi di carta e penna (prendere appunti in questo modo potrebbe essere meglio del digitale) e provare a definire obiettivi S.M.A.R.T. (Drucker, 1954):

Specifici

Misurabili

Attuabili

Realistici

Temporalmente definiti.

Questo rende gli obiettivi concreti, verosimili e verificabili ricordandovi che nessun proposito potrà mai trasformarsi in un progetto concreto senza una scadenza temporale!

 

Nessun sogno, se veramente autentico, è troppo romantico o trascendente per venire a patti con la realtà. La fantasia deve osare e contemplare l’impossibile per poter “ispirare” il possibile.

 

Leggi anche Legge d'attrazione: cos'è la tecnica dei 101 desideri >>

 

Bibliografia

Deci, E.L., & Ryan, R. M. (1985). Intrinsic motivation and selfdetermination in human behavior. New York: Plenum Press
Drucker P. (1954). The practice of management. Harper Collins, New York.
Hillman J. Il codice dell’anima. Adelphi, 1996.
Ryff, C.D. (1989). Happiness is everything, or is it? Explorations on the meaning of psychological well-being, Journal of Personality and Social Psychology, 57 (6), 1069-1081.
Seligman, M.E.P. (2002). La costruzione della Felicità, rad. it. Sperling & Kupfer, Milano 2003.

 

Foto: Aleksandr Davydov / 123rf.com

 

 

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