Le mnemotecniche: quando sono realmente utili?

Le strategie di memoria destano sempre molta curiosità quasi fossero trucchi un po’ “magici” e prodigiosi. La funzione delle mnemotecniche, tuttavia, non e quella di “imparare a memoria” ma di meglio assimilare ciò che si apprende mantenendo in mente le informazioni finché non siano state fatte proprie rielaborando in modo personale e creativo ciò che si apprende affinché sia generatore di nuove idee

Le mnemotecniche: quando sono realmente utili?

La creatività, lo affermano tutte le più recenti teorie e ricerche sulla mente umana, è una risorsa cognitiva fondamentale, essa tuttavia si nutre allo stesso tempo della memoria e dell’intelligenza o, meglio, della capacità di utilizzare in modo intelligente ciò che si è appreso permettendoci di applicarlo creativamente per adattarci alle più diverse circostanze (Mario Polito, Guida allo studio. La Memoria, 2002). Le mnemotecniche hanno la sola funzione di facilitare questo processo sfruttando e potenziando quelle che sono le leggi del funzionamento della memoria “naturale” fra cui: associazione, immaginazione, emozioni. La memoria infatti non è solo un deposito di informazioni, ma anche la capacità di classificare e recuperare le conoscenze acquisite in modo intelligente e produttivo.

 

Le mnemotecniche dei luoghi

Una delle mnemotecniche più antiche, utilizzata dallo stesso Cicerone (106-43 a.C.), è quella dei luoghi che mira a potenziare la memoria sfruttando alcune caratteristiche naturali del suo funzionamento quali l’associazione e le immagini mentali consentendo di porre in relazione immagini di oggetti di per sé anche semanticamente lontani. È fra le mnemotecniche una delle più conosciute e consente di ordinare e fissare il materiale da ricordare tramite “agganci” a elementi noti, come ad esempio le stanze della propria casa o la strada percorsa ogni giorno per andare al lavoro, in cui individuare luoghi chiave  a cui associare le informazioni da ricordare. Il metodo dei loci è una delle mnemotecniche con più ampie modalità di utilizzo poiché può essere utile non soltanto per ricordare elenchi o liste di parole non strutturate, ma anche concetti astratti e percorsi logici di materiali più complessi come possono essere un argomento di studio o i contenuti di un discorso (Cicerone stesso la utilizzava a tale scopo).

 

Le mnemotecniche e le immagini mentali

Ognuno può costruirsi i propri “scaffali” mentali utilizzando ad esempio la propria casa o altre successioni di luoghi familiari all’interno dei quali collocare mentalmente gli oggetti: l’ordine e la successione di lughi reali aiuta a ricordare gli oggetti collocati in essi. In tal modo si sfruttano la memoria spaziale e il potere delle immagini mentali traducendo concetti anche astratti in immagini concrete. Quest’ultima è un delle maggiori difficoltà riscontrate in chi inizia ad apprendere le mnemotecniche, in generale possiamo dire che un’immagine è tanto più efficace quanto più ha carattere di concretezza, vividezza e dinamicità. Quella di associare immagini mentali efficaci al materiale da ricordare è una capacità che va allenata e che va a tutto vantaggio non solo dell’uso delle mnemotecniche, ma più in generale di un approccio creativo e globale all’apprendimento sfruttando l’intera gamma delle potenzialità della nostra mente.

Fonte immagine: ninaksimon