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LA MEMORIA CELLULARE: LE CELLULE, GLI ORGANISMI, IL CORPO E L'ACQUA

La memoria cellulare è realtà o fantascienza? Oggi si parla di memoria cellulare riferendola non solo alle cellule dell'organismo umano ma come memoria che potrebbe appartenere ad ogni tipo di organismo e esistente, acqua compresa. Gli scienziati indagano la memoria cellulare ma ancora non sono arrivati ad accertarne l'esistenza e a comprenderne il funzionamento. E voi? Credete che possa esistere una memoria cellulare che va al di là della coscienza?

Avete mai pensato alla possibilità che la memoria non sia solo quella scatola nera del nostro cervello, custode dei souvenir della nostra vita, ma che esista una memoria che ve ben oltre il ricordo cosciente? Non sto parlando di memoria olfattiva, sensoriale, memoria che richiama coscientemente un ricordo, ma mi sto riferendo alla memoria cellulare. La teoria sulla memoria cellulare dice sommariamente questo: le nostre cellule, ogni singola cellula del nostro corpo, sembrerebbero contenere in sé un vero e proprio ricordo, una vera e propria memoria non solo di ciò che è in quanto tale, ovvero una cellula specializzata nella sua funzione, ma anche dell'organismo che la contiene e l'ha prodotta: noi.

 

Quindi, non solo l'ippocampo è il contenitori dei ricordi, ma noi stessi, il nostro corpo, racchiude la nostra storia, le nostre esperienze, le gioie e i dolori, il piacere e il dispiacere che ci accompagnano nella vita. Non solo le cellule del nostro corpo, dei nostri organi e dei nostri muscoli sembrerebbero contenere una memoria cellulare: ogni organismo sulla terra contiene la sua memoria. Luc Montagnier, premio Nobel, ed Emilio del Giudice, fisico,  hanno da poco riportato all'attenzione del mondo la teoria sulla memoria cellulare dell'acqua, che spiegherebbe, poi, anche il motivo per cui l'omeopatia funziona per davvero. Pensate sia una teoria senza senso? Io no, o almeno non totalmente, ma proviamo a ragionare insieme sulla memoria cellulare e vediamo se la teoria ci convince.

 

La memoria cellulare: la corazza di Wilhelm Reich

Luis Angel Díaz ha scritto un libro che sembra vada molto di moda ultimamente: La memoria delle cellule. L'argomento principale è la memoria cellulare: il nostro corpo, o meglio, il nostro organismo, funziona come il disco rigido di un pc e i parametri emotivi e, quindi,comportamentali di riferimento oscillano tra le cariche emotive positive (CEP), ovvero la nostra energia vitale, il CHI, e le cariche emotive negative (CEN), causate da traumi e dolori che abbiamo vissuto. Più alto è il livello di CEN, più è facile imbattersi in disfunzioni e disequilibri, quindi in patologie. Ho citato il signor Luis perché mi ha ricordato un altro signore, un certo Wilhelm Reich che, ormai 50 e passa anni or sono, si rese conto che l'uomo non era fatto solo di psiche, ma che la stessa psiche era corpo. Tutta la vita che noi viviamo si iscrive nel nostro corpo: il dolore, la paura, non sono solo emozioni astratte ma vivono nel nostro corpo, nelle nostre cellule; diventano scheletro, muscoli, carattere, energia bloccata o stagnante, sintomo e patologia. Quella che Luis Angel Díaz chiama memoria cellulare possiamo metterla in correlazione con la memoria della nostra storia, la nostra corazza, che Wilhelm Reich ha così ben definito.

 

La memoria cellulare: la memoria degli organi

I trapianti d'organo rientrano nel range che potrebbe provare l'esistenza della memoria cellulare. La Rete è piena di storie raccontate dove una persona sottoposta a trapianto si ritrova ad avere un bagaglio di immagini, flashback, una modifica nei gusti e nei comportamenti che non rientra nel modo di vivere precedente al trapianto, ma sembrerebbe appartenere al donatore dell'organo trapiantato. L'organo trapiantato porta con sé non solo la funzione propria di quell'organo, ma una memoria delle emozioni, degli interessi, della personalità di colui a cui apparteneva. Realtà? Fantascienza? Memoria cellulare? La scienza è ancora molto ben lontana dal definire l'esistenza e la modalità di funzionamento della memoria cellulare, fatto sta che queste cose possono accadere e alcuni scienziati stanno indagando il fenomeno in maniera molto seria.

 

La memoria cellulare: la memoria dell'acqua

Pochi mesi fa è comparso uno studio parallelo portato avanti da Emilio del Giudice e da Luc Montaigner, pubblicato sul Journal of Physics, che sembra dimostrare la possibilità di alcune cellule di DNA di inviare segnali elettromagnetici a bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite. Tali soluzioni sarebbero in grado di mantenere memoria del DNA: quindi l'acqua, anche quella presente nel corpo umano, è in grado di immagazzinare informazioni che poi possono essere decodificate. L'omeopatia si basa su questo principio di memoria cellulare, ovvero sulla memoria che la sostanza altamente diluita è in grado di rilasciare e sulla capacità che l'acqua ha, con questa nuova informazione, di esercitare un'azione su un sintomo specifico, anche se il principio attivo non è più presente nel liquido. Inoltre, ci sono altri studi sulla memoria dell'acqua e sugli effetti benefici dell'acqua, quando questa viene trattata in un certo modo, come per esempio l'acqua Diamante. Le teorie sulla memoria cellulare sono tante e l'argomento è estremamente interessante. Io lo condivido e mi affascina. E voi? Che ne pensate?

 

Fonte immagine: photl.com

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