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MINDFULNESS: L’IMPORTANZA DI ESSERE CONSAPEVOLI

Mindfulness è un termine inglese che fa riferimento alla capacità di fermarsi e di concentrarsi sulle proprie sensazioni. Ci sono molti punti in comune con le pratiche buddiste e l’educazione emotiva. La meditazione è una delle pratiche più usate per raggiungere questo stato di consapevolezza: vediamo insieme in cosa consiste

Mindfulness è un termine inglese che traduce una parola in lingua Pali (Sati) che significa attenzione consapevole. Si tratta quindi di un modo d’essere, un modo di porre attenzione in modo intenzionale al momento presente senza giudicare.

Mindfulness è l’attenzione non giudicante, ma consapevole. Jon Kabat-Zin, professore di medicina fautore della mindfulness in medicina, la definisce così: “prendere coscienza e vivere in armonia con se stessi e il mondo intero.

Comporta l’autoindagine, la messa in discussione della nostra visione del mondo, della posizione che vi occupiamo, e l’apprezzamento della pienezza di ciascun momento della nostra esistenza. Soprattutto, riguarda il mantenimento del contatto con la realtà” (Kabat-Zinn, 1997).

 

Mindfulness e educazione razionale

Gli insegnamenti buddisti che sono alla base della mindfulness hanno alcuni punti in comune con l’educazione razionale come il legame esistente tra i pensieri nocivi e le emozioni distruttive.

Secondo l’educazione razionale emotiva ci sono pensieri inconsci chiamati pretese assolute che sono del tutto illogici e in grado di causare sofferenze o depressione.

Queste emozioni disfunzionali devono essere superate trasformandole in preferenze, cioè qualcosa di attraente, ma non essenziale. La strada per superare questi problemi è la messa in discussione di questi sentimenti: il passaggio preliminare fondamentale è l’acquisizione della consapevolezza delle proprie convinzioni irrazionali.

La mindfulness accompagna a questa presa di coscienza emotiva anche la consapevolezza del proprio corpo.

 

Mindfulness e meditazione

La pratica della meditazione è la via per la mindfulness. Non si tratta di una pratica passiva, ma richiede tempo ed energia. Kabat-Zin consiglia di cominciare ad osservare il proprio respiro che diventa il cardine da cui osservare le sensazioni e i cambiamenti attorno al corpo.

Lo scopo è allenare la mente ad essere più stabile e meno propensa a farsi distrarre dai minimi cambiamenti, arricchendo e irrobustendo la propria concentrazione.

Esistono diversi tipi di meditazione:

  • meditazione seduta;
  • esplorazione del corpo: è un metodo che consiste nella rotazione sistematica dell’attenzione sulle varie parti del corpo, soffermandosi su ciascuna;
  • meditazione camminata: tecnica adatta a chi non sa stare fermo, per cui mentre si cammina si cerca di concentrarsi tra l’osservazione interna;
  • yoga consapevole: tecnica che unisce mente e corpo attraverso esercizi specifici.

 

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