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Mère


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nome Mère evoca una filosofia, quella dello yoga integrale, difficile da spiegare a parole. Compagna spirituale di Sri Aurobindo, donna di passione, sia nella ricerca spirituale sia nell'attitudine del vivere la vita in modo pieno e acceso.


Mère (Parigi, 21 febbraio 1878 - Pondichèry, 17 novembre 1973)

 

Mère, il cui nome è Blanche Rachel Mirra Alfassa, nasce a Parigi il 21 febbraio 1878. Fin dalla giovinezza approfondisce letteratura, filosofia, arti varie e inizia soprattutto a dedicarsi all'occultismo e alla ricerca spirituale. Il padre è egiziano, la madre turca e dalla loro unione nasce questa bimba che cresce nel cuore dell'occidente positivista.

Ero atea fino al midollo… Avevo la più solida delle basi: niente immaginazioni, niente atavismo mistico… Però c’era in me una volontà di perfezione, il senso di una coscienza senza limite.

Studiò pianoforte e pittura; la musica e i colori furono i primi strumenti attraverso cui sperimentò che la realtà non è solo quella che ci appare, ma esiste una vera materia da scoprire dietro l’apparenza delle cose, un'essenza su cui poggiano le manifestazioni delle cose che vediamo ogni giorno.


Gli amori lungo il sentiero della ricerca

 

Mère si sposò molto giovane, era appena diciannovenne. L'uomo che le chiese la mano fu il pittore Henri Morisset, allievo di Moreau. Morisset le presentò alcuni tra i più importanti artisti dell'epoca, come Rodin e Cézanne. Mirra diede alla luce un figlio che venne però quasi da subito affidato alle cognate.

Nel frattempo, mentre il matrimonio con Morriset affrontava alti e bassi, Mirra conobbe Max Théon, singolare personaggio che a Parigi si occupava della pubblicazione della Rivista Cosmica. Dal 1904 al 1906 visse a Tlemcen, in Algeria, con lui e con sua moglie Alma, medium con poteri eccezionali dalla quale Mirra apprese come gestire con rigore e metodo le proprie facoltà paranormali.

In questo periodo le appare più volte in sogno la figura di un uomo indiano; nei sogni ricorrenti, Mère vede se stessa prostrarsi di fronte a questo uomo di cui non conosce l'identità ma riconosce invece la misteriosa potenza.

 

L'incontro tra Mère e Sri Aurobindo

 

Separatasi da Morisset nel 1908, Mirra si risposò due anni dopo con il filosofo Paul Richard; e fu seguendo quest'ultimo in una campagna elettorale a Pondicherry che la futura Mère conobbe, nel 1914, Sri Aurobindo, riconoscendo in lui quell'indiano che tante volte l'aveva visitata in sogno. Insieme a Sri Aurobindo, Mirra e Paul fondarono nel 1914 la rivista bilingue Arya, affinché Aurobindo vi pubblicasse le proprie esperienze e rivelazioni, che essi avrebbero poi tradotto in francese. Scoppia la guerra e i Richard tornano in Giappone, dove si immergono a fondo nella cultura Zen. Nel 1920 Mirra sente che l'esperienza orientale si sta concludendo e con essa la sua relazione con Paul Richard.

Un comando interiore la guida di nuovo verso Pondichèry, dove rimarrà tutta la vita, affiancando con il suo lavoro, pratico e spirituale, quello di Sri Aurobindo. Nel convergere delle loro visioni, vedono entrambi una trasformazione della vita dell'uomo sulla terra; a lei è affidata la responsabilità delI'ashram, quando Sri Aurobindo si ritira nella yoga, essendo lei il tramite diretto con i discepoli.

Scrive Sri Aurobindo: "La coscienza della Madre e la mia sono la stessa: la Coscienza divina che è una in due, poichè tale è la necessità del gioco... Chiunque si volga alla Madre fa il mio yoga".

 

La morte fisica di Mère

 

Il 5 dicembre 1950 Sri Aurobindo morì e Mère, a 72 anni, rimase sola a svolgere il lavoro. Nel 1952 fondò con 200 allievi il Centro universitario internazionale “Sri Aurobindo”. Mère cercava di trasmettere ai discepoli e ai professori la meraviglia del futuro, dell’inatteso, quel “qualcosa” che si stava plasmando nel crogiolo evolutivo; un nuovo modo di educare, senza diplomi, senza utilitarismo, come Mère stessa diceva.

Ma soprattutto proseguiva il suo lavoro su quel laboratorio evolutivo che l’ashram rappresentava e, da sola, continuava l’immersione nella “nuova specie”, attraverso il proprio corpo che cessava di essere un corpo individuale per divenire il corpo stesso della Terra, un laboratorio del nuovo mondo.

È nella frontiera cellulare che si trova la chiave, ovvero il passaggio della morte. E se la trasformazione è possibile in un corpo è possibile in tutti i corpi; sarà proprio il corpo a gettare un ponte tra la vita fisica quale noi la conosciamo e la vita sovramentale che si manifesterà.

Mère lascia il corpo fisico il 17 novembre 1973.

 

Mère e lo yoga integrale

 

Perché [lo yoga integrale] mira non a un abbandono del mondo e della vita per entrare in Paradiso o Nirvana, ma un cambiamento della vita e dell'esistenza che non sia qualcosa di subordinato o incidentale, ma uno scopo distinto e centrale. In questa frase di Mère è racchiuso il senso dello yoga integrale.

L'ascesa che deriva dallo yoga integrale non è solo un'elevazione, anzi, diventa un mezzo per ottenere la discesa; come a dire che per elevarsi non si deve mai smettere di calarsi nel reale. L'obiettivo di Mère non era il raggiungimento della realizzazione divina per l'individuo in sé, ma qualcosa da ottenere per la coscienza terrestre. Mère, sempre a proposito dello yoga integrale teorizzato e sperimentato insieme a Sri Aurobindo, diceva:

Il nostro yoga è un doppio movimento di ascesa e di discesa; ci si eleva a livelli sempre più alti di coscienza, ma allo stesso tempo si fa discendere il loro potere non solo nella mente e nella vita, ma alla fine persino nel corpo.

Per entrare meglio nello yoga integrale e nel pensiero di questa grande donna, si suggerisce un video in cui sulle note di Neil Young scorrono alcuni estratti da "L'agenda di Mère" (Vol. I, 1951-1960) e la lettura di queste preziose parole di Mère:

In fondo, negli esseri umani è proprio questa specie di volontà di purezza, di bene, di virtù, a costituire il grande ostacolo alla vera Resa. È all'origine della menzogna, ed è la sorgente stessa dell'ipocrisia. Guardate fino a che punto siete uniti con ciò che è antidivino. In questo modo potrete assumere su di voi l'ombra e offrirla.

L'agenda di Mère, 21/01/1962

 

Opere di Mère in lingua originale francese


    Prières et Meditations, 1932;
    Entretiens suivis de quelques paroles, 1933;
    La découverte suprême, 1937;
    Quelques Paroles, 1939;
    Paroles d'Autrefois, 1946;
    Belles Histoires, 1946;
    Education, 1952;
    Les Quatre Austèrités, 1953;
    Le Grand Secret, 1954;
    Les Maladies, les Causes et le Remède (Bollettino), 1955;
    Entretiens, Aphorismes et Paradoxes, 1957;
    Commentaires sur le Dhammapada, 1960;
    On Sri Aurobindo, 1961;
    White Roses (lettere), 1963.

 

Opere di Mère tradotte in italiano


    Conversazioni 1929, Ed. Arka;
    Conversazioni 1930-31, Ed. Tapas-Germoglio;
    Conversazioni 1950-51, Ed. Arka;
    Conversazioni 1953 (2 volumi), Ed. Arka;
    Conversazioni 1954 (2 volumi), Ed. Arka;
    Commenti sul Dhammapada, Ed. Arka;
    Colloqui sullo Yoga Integrale, Ed. Mediterranee;
    Mère racconta, Ed. domani;
    I Fiori e la loro Anima, Ed. Sinthesis;
    Educazione (a cura di Iris Paciotti), Ed. Holos.

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