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LA DIFFUSIONE DEL GIOCO PATOLOGICO TRA GIOVANI E GIOVANISSIMI

In un periodo di crisi molti adulti si stanno affidando al gioco d’azzardo, ma in Italia e in Europa si registra anche un aumento dei giocatori adolescenti. I giovani sono una categoria a rischio a causa del desiderio di misurarsi con il mondo degli adulti evadendo dal proprio. Alcune associazioni si stanno muovendo proponendo percorsi che eliminino la ‘magia’ della vittoria facile

Il gioco d’azzardo è una realtà in forte espansione. Il periodo di crisi e le prospettive incerte hanno inoltre aumentato il ricorso a questa attività, contrariamente a quanto si possa credere. In questi anni il fenomeno ha assunto un aspetto particolare: l’aumento del gioco patologico tra i giovani. I numeri in Italia (ma non solo) diventano allarmanti, sebbene l’opinione pubblica ancora non riconosce o non avverte la portata del fenomeno e le conseguenze di una dipendenza che si innesca già in giovanissima età.

 

I numeri del gioco patologico tra i giovani

I numeri del gioco d’azzardo sono veramente elevati in generale, ma la Polizia Postale segnala un aumento delle scommesse online soprattutto tra i giovanissimi. Questo incremento si associa spesso a un comportamento patologico a causa della facilità con cui soggetti ‘meno consapevoli’ delle conseguenze e forse più fragili, cadono in una vera forma di dipendenza. Il fenomeno non è solo italiano. La media europea dei giocatori giovanissimi è superiore a quella degli adulti. Mark Griffiths della Nottingham Trent University attesta che gli adolescenti sono i più colpiti dal gioco d’azzardo e il loro numero è circa quattro volte superiore a quello degli adulti.

 

Perché aumenta il gioco patologico tra i giovani?

In un’Intervista Paolo Bagnare, psicologo e consulente del Tribunale di Milano, sottolinea come questo problema debba essere considerato un’espressione di disagio. La vincita facile ha in se un aspetto magico che fa presa in giovani individui che ancora non si sono del tutto lasciati alle spalle il pensiero magico infantile. Questa difficoltà (che in atri individui può manifestarsi in altro modo) innesca però il meccanismo che conduce alla dipendenza. L’adolescenza è un periodo ‘border’ caratterizzato da una forte fragilità, durante il quale spesso si cerca un appoggio esterno per supplire alla mancanza di definizione e di forza interiore. Il giovane è anche incline a sfidare il mondo degli adulti pur non avendo ancora piena consapevolezza delle sue azioni. La Rete è sicuramente un modo per entrare in contatto con un’attività tipicamente da adulti e il denaro non è la molla principale. Gli adolescenti apprezzano l’eccitazione del gioco e la capacità di entrare in un mondo altro dove perdersi e dimenticare tutti i problemi della quotidianità. 

 

Le azioni contro il gioco patologico dei giovani

Alcune associazioni cominciano a muoversi nella lotta a questa forma di dipendenza, con particolare riguardo alla giovane età che ovviamente comporta un taglio specifico. A Varese è stato aperto un gruppo psicologico presso l’Associazione AND, che si rivolge alla fascia d’età compresa tra i 17 e i 25 anni. Le attività, supervisionate da psicologi professionisti, prevedono momenti di informazione, ma anche momenti ludici ed esperienziali attraverso cui spiegare e sfatare la falsa illusione del ‘colpo di fortuna’.

 

Fonte immagine: mnomono

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