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ANSIOLITICI: IL LORO USO E GLI EFFETTI COLLATERALI

Gli ansiolitici, tra i farmaci più somministrati e assunti al mondo, hanno diversa composizione e funzionamento: ecco quali sono gli effetti positivi e collaterali del loro utilizzo.

L’ansia è un’emozione fisiologica che riveste un ruolo fondamentale per la sopravvivenza. Essa infatti, al contrario di quanto spesso di crede e pensa, è uno stato di attivazione emotiva, cognitiva, fisica e comportamentale che permette di attivare una serie di risposte utili all’adattamento e alla risposta a differenti condizioni.

A livello generale, essa non è una condizione patologia, ma naturale e importantissima. Spesso però può raggiungere livelli elevati e disfunzionali, sfociando così nei disturbi d’ansia veri e propri o ansia patologica.

Questa condizione si determina quando lo stato di ansia e attivazione è elevato e nello specifico spropositato rispetto alla reale minaccia presente, percepita come maggiormente pericolosa e dannosa rispetto alla sua reale essenza.

In questo caso è importante correre ai ripari e chiedere aiuto, imparando a gestire i livelli di attivazione e rendere l’ansia un’alleata e non una nemica. Molto spesso la prima risposta è la richiesta di ansiolitici.

 

L'uso degli ansiolitici

Alla presenza di ansia, stress, fatica nel controllo o gestione delle normali attività quotidiane con senso di oppressione, confusione, difficoltà nel sonno e irritabilità, la prima reazione è spesso rivolta alla riduzione della sintomatologia e quindi alla ricerca di qualcosa che possa ridurre lo stato di tensione e attivazione. La somministrazione di ansiolitici diviene quindi una delle soluzioni maggiormente utilizzate e ricercate dagli individui stessi.

L’assunzione di questi farmaci è funzionale nel ripristinare uno stato di funzionamento ottimale, migliorare la qualità del sonno e recupero di energie, ridurre lo stato di attivazione e allerta sia a livello fisico che cognitivo, migliorando quindi la qualità della vita di individui che mostrano un disagio o vivono momenti complessi.

Sono tra i farmaci più prescritti, tuttavia spesso poco associati a un reale controllo degli effetti collaterali sul paziente e a un supporto differente, come ad esempio quello psicologico. Esso infatti, oltre che di agire sul sintomo, permetterebbe di far acquisire all’individuo strumenti e strategie per ridurre l’attivazione e controllare la causa scatenante, i pensieri e i comportamenti disfunzionali e quindi migliorare la qualità della vita, portando nel tempo ad una riduzione ed eliminazione del farmaco.

 

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Tipologie di ansiolitici

In commercio esistono differenti tipologie di ansiolitici, con effetti simili tra loro ma principi di funzionamento e tempi di azioni diversi, nonché propri rischi ed effetti collaterali.

Le Benzodiazepine sono tra i farmaci più prescritti al mondo e gli ansiolitici più utilizzati, agiscono sul sistema GABA-ergico che ha effetti inibitori sul cervello. L’utilizzo dei farmaci quindi potenzia l’azione dei recettori GABA inducendo uno stato inibitorio. Le conseguenze sono: riduzione dell’attivazione, minore ansia, abbassamento dei sintomi fisici, stato di rilassamento, ecc. La loro funzionalità deriva anche dall’avere azione molto rapida e bassa tossicità rispetto ad altri farmaci. Alcuni nomi noti sono Xanax, Klonopin, Valium, Ativan.

Tra gli altri farmaci utilizzati si trovano gli agonisti del recettore 5-HT1A e nello specifico il buspirone, farmaco che agisce sul sistema serotoninergico con effetto nel lungo periodo, anche dopo giorni. Meno efficace delle precedenti e quindi meno utilizzato, ha mostrato effetti specialmente per il trattamento del disturbo d’ansia generalizzato; i barbiturici oggi ormai quasi più utilizzati per gli alti effetti collaterali e gli antidepressivi come gli Inibitori selettivi della ricaptazione di serotonina (SSRI).

 

Effetti collaterali degli ansiolitici

Seppur vi siano molti effetti funzionali nel loro utilizzo, come ogni altro farmaco anche gli ansiolitici hanno innumerevoli effetti collaterali spesso anche gravi.

In generale essi variano in base al tipo d farmaco, dosaggio e tempi di assunzione. A livello generale tuttavia possono causare:

 

  • Sonnolenza elevata
  • Spossatezza e mancanza di energia che possono compromettere il normale svolgimento delle attività quotidiane,
  • Goffaggine e rallentamento dei riflessi
  • Confusione, farfugliamento e difficoltà nel ragionamento
  • Vertigini, perdita di equilibrio
  • Nausea e mal di stomaco
  •   Ecc.

 

Nei casi più gravi invece possono comparire:

 

Paradossalmente possono emergere effetti altamente contrari a quelli previsti come irritabilità, impulsività, perdita di controllo e instabilità, nonché senso di agitazione e irrequietezza.

Gli ansiolitici possono creare dipendenza e, in caso di interruzione non controllata e improvvisa, dar vita a vera e propria crisi di astinenza anche grave.

Visti gli elevati rischi è fondamentale assumerli con cautela e soprattutto seguendo le indicazioni del medico in  termini di frequenza, quantità e durata della terapia. È importante non abusarne e nemmeno modificare le dosi secondo il proprio vissuto.  

Infine, utile sarebbe associare una terapia psicologica accanto a quella farmacologica, specialmente nei casi più gravi di disturbo d’ansia e stress, al fine di agire su più fronti e aiutare l’individuo a raggiungere un livello di autonomia ed efficacia nel controllo dell’attivazione, migliorando benessere e qualità della vita e riducendo la dipendenza da un farmaco.

 

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Foto: 91010ra / 123rf.com

 

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