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AFFRONTARE E SUPERARE L'ANSIA: INTERVISTA A ROBERTO PAGNANELLI

L'ansia: una straordinaria forma di emozione, un libro interessante, edito da Xenia, che ci porta a ripensare uno stato emotivo, farlo nostro, senza averne timore o costruire resistenze inutili. Abbiamo intervistato l'autore Roberto Pagnanelli, che, forte della sua esperienza, ci dice i rimedi migliori per ritrovare la serenità.

L'approccio all'ansia dovrebbe essere quello di un padrone di casa che ospita con cura la nuova emozione, la invita a varcare la soglia senza opporre resistenze?

Direi proprio di sì: se la vita è piena di emozioni, l’ansia la fa da padrona. La reazione ansiosa è presente dentro ognuno di noi sin dalla nascita e rappresenta un meccanismo di difesa per riuscire a superare le mille situazioni di difficoltà che ci si presentano.

Nel momento in cui essa aumenta a dismisura e non si riesce più a gestire, allora può diventare un problema, quasi fosse un ospite indesiderato che si desidera allontanare dalla propria casa, senza però riuscirci.

Eppure ognuno di noi vorrebbe essere forte, coraggioso, tranquillo e sicuro nei propri mezzi. Ecco chi ci può aiutare e dare un mano: la psicoterapia e il ricorso ai rimedi naturali. Nel volume troverete semplici tecniche ed esercizi mentali per imparare a conoscerla e gestirla al meglio, insieme all’indicazione dei rimedi da utilizzare sotto forma di ricette che ci possono aiutare a sorridere.

Come descrivo ampiamente l’ansia vuol essere un messaggio, un campanello d’allarme, vuole darci delle indicazioni, metterci alla prova, farci ritrovare la strada, se l’abbiamo persa.

Se noi stessi, metaforicamente parlando, non facciamo entrare dalla porta principale questa nuova emozione, non comprendiamo il messaggio che essa ci vuole donare. Impedendo all’ansia di entrare nella nostra casa, o nascondendola attraverso l’ausilio di psicofarmaci, ci facciamo solo del male perché non riusciamo a comprendere la fonte da cui essa deriva. Di conseguenza non saremo in grado di prendere le dovute contromisure.

Se accettiamo invece l’idea di vedere l’ansia e le emozioni disturbanti sotto un’altra veste, considerandole come “messaggere degli dei”, potremo occuparcene, curandole, guarendole o superandole. Perchè abbiamo diritto di vivere la vita a modo nostro, scegliendo con calma le emozioni che ci faranno compagnia da qui in poi nel nostro cammino... per il resto della vita.

 

Come capire in tempo quando "l'ospite" soggiorna da troppo tempo e diventa scomodo, ovvero si cronicizza?

Inizialmente l’ansia può fare capolino nella nostra vita in modo subdolo, un pò alla volta. Iniziamo allora a preoccuparci per cose futili, diventiamo irrequieti o insonni. In certi casi invece essa arriva con la violenza d’un  uragano che spazza via fiato e certezze con un colpo di spugna. In entrambi i casi, gradualmente o all’improvviso, la vita cambia colore.

Ci accorgiamo dell’ansia quando questa non ci permette di condurre una vita normale, ci limita nel campo delle nostre azioni e dei nostri comportamenti, ogni scelta diventa un peso. La più piccola banalità diventa una “montagna da scalare” con grande fatica. Tante persone non si muovono più di casa, non entrano in ascensore, non vanno a mangiare una pizza. O provano sentimenti terribili, come l’aggressività o l’odio. Alcune si struggono nella gelosia o nell’invidia… e non vivono più.

Si riduce così sempre di più lo spazio vitale, diminuisce la propria autostima, abbiamo bisogno degli altri, della loro presenza, dei loro suggerimenti e tutto diventa un incubo. Scomodo come un paio di scarpe di due numeri più piccolo! Abbiamo paura di far del male alle persone care o di farci male… Problemi di relazione in famiglia, sul lavoro, dove non riusciamo a gestire i sentimenti che proviamo o imbarazzo che ci fa arrossire quando qualcuno ci chiede di fare cose che non riusciamo a fare… Così a volte si ricorre a farmaci o ad una psicoterapia.

 

Si sente spesso dire che l'ansia nutre l'ansia. Più si reagisce con tensione, più se ne accumula. Ma  esiste una predisposizione allo stato ansioso vera e propria, riscontrabile in alcuni soggetti?

E’ vero che a volte entriamo in una specie di vortice ansioso che si autoalimenta. Si generano così schemi mentali a carattere ansioso, di conseguenza la persona è portata a spaventarsi o preoccuparsi prima ancora di mettere in atto una determinata azione.

Per quanto riguarda il primo concetto possiamo dire che più ci opponiamo, più ci tendiamo, più abbiamo paura dell’ansia e di noi stessi, più stiamo peggio e questo è il motivo per cui le terapie naturali e le psicoterapia molto possono fare per aiutarci a ritrovare serenità e fiducia in noi stessi. Per quanto riguarda il secondo punto vi sono famiglie intere che, di generazione in generazione, si ‘passano l’ansia’ come il testimone fra gli atleti di una staffetta 4x4.

Da uno all’altro. Ciò avviene per motivi genetici, ad esempio un eccesso di molecole “ansiogene” come la noradrenalina all’interno del cervello che determina un incremento dell’ansia sopra ad un valore soglia, anche se, a volte, i comportamenti che si osservano nelle persone derivano dall’acquisizione di ‘schemi comportamentali ansiogeni’.

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Quanto l'ansia ha a che fare con le reazioni che abbiamo osservato nei genitori sin da piccoli?

Vivendo in una famiglia ansiosa, costantemente preoccupata e angosciata si impara a gestire ogni evento della vita in maniera eccessivamente preoccupante. O si acquisisce l’idea, che in seguito ad un determinato comportamento, possano accadere conseguenze troppo pericolose.

Padre e madre ansiosi, che ad esempio controllano cento volte che il gas sia chiuso prima di uscire di casa, o che il figlio abbia con sé la sciarpa se fuori fa freddo o che controllano forma e colore dei nei, uno ad uno, ogni settimana per vedere se “sono a posto”, generano nel figlio paure e insicurezze che in seguito si porterà appresso.

 

Ciascuno di noi ha i propri metodi per capire quando si è passato il limite e si sta chiedendo troppo a fisico e psiche. Ma ci vuole auto ascolto. Accogliere l'ansia ha quindi anche a che fare con la rivelazione oracolare Γνθι σεαυτόν , l'invito a conoscere se stessi?

L’invito a conoscere se stessi dell’oracolo di Delfi è la base per il raggiungimento di un benessere psicofisico equilibrato, in quanto ciascuno di noi, dentro di sé , sa esattamente che cosa desidera dalla propria vita. Il problema è che spesso I problemi della realtà, le delusioni, le difficoltà obiettive incontrate, stravolgono l’esistenza, creano confusione e sfiducia, portano la persona a non riconoscere più quali sono i suoi progetti e gli obiettivi da raggiungere.

Si è spinti a seguire strade che apparentemente sembrano essere quelle desiderate, che invece spesso si dimostrano essere contrarie o non idonee al proprio modo di essere. Ciò è più evidente oggi, epoca in cui, attraverso i mass media e il web, giungono alla nostra mente modelli di comportamento stereotipati alle esigenze altrui.

Il vero ascolto di se stessi è uno degli scopi della psicoterapia. Per questo l’impiego di tecniche mentali e immaginative psicoterapiche e di farmaci omeopatici, fiori di Bach, sali di Schüssler o oligoelementi che troverete nel volome riporteranno il soggetto verso se stesso e potranno consentire all’individuo di capire e prendere consapevolezza di quale sia il vero ascolto. Quello che sorge da dentro come un fiume sotterraneo che vuole uscire all’aperto!

 

L'ansia e l'alimentazione, al di là del caffé di troppo, sono profondamente legate. Esistono alimenti che agiscono direttamente sul tono dell'umore. Ma, e qui torniamo al punto di partenza, il loro effetto si annulla se ingeriti senza adeguata masticazione e necessaria calma?

Mens sana in corpore sano. Nutriamo la mente come facciamo col nostro corpo ed essa saprà ricompensarci. Da sempre l’armonia che sappiamo creare dentro noi stessi sui due piani, si attua attraverso una buona comunicazione fra mente e corpo e per questo è ben descritto all’interno del volume: ho dedicato un intero paragrafo dedicato agli alimenti anti-ansia e alla prevenzione della stessa.

 

Ci piace molto il fatto che lei sia medico-chirurgo, psichiatra e psicoterapeuta e si sia specializzato in Medicina psicosomatica presso l'Istituto RIZA, in omeopatia presso l'Università di Urbino. L'approccio di molti dei suoi colleghi contempla una visione olistica, globale o le sembra che la medicina in Italia sia molto impostata sul meccanismo sintomo-malattia-cura farmacologica e lontana dalle terapie naturali?

L’indole di ogni persona la porta a seguire il percorso che ritiene più adatto alla sua personalità ed alla sua sensibilità. Ciò vale anche per i medici: c’è chi è convinto che gli psicofarmaci siano la miglior soluzione per ogni problema e chi si affida ad un approccio più dolce, ‘umano’, seppur conscio comunque che gli psicofarmaci, a volte, siano necessari.

Personalmente nel momento in cui ho dovuto scegliere quale strada intraprendere, ho preferito approfondire la conoscenza delle terapie naturali e della psicoterapia per cercare di mettere il paziente in condizione di non considerarsi un ‘numero in mano al medico’ o il portatore di una patologia ma ‘una persona a tutto tondo’, che magari attraversa un momento di difficoltà, ma che ha in sé tutto ciò che gli serve per tirarsi fuori dalle sabbie mobili in cui il suo percorso di vita lo ha portato.

Ritengo che il paziente, e quindi l’uomo in se stesso, debba essere al centro dell’intervento medico. Così quando, anzichè concentrare la nostra attenzione sulle sue risorse e sviluppare le sue potenzialità, ci concentriamo solamente sui farmaci che non ci chiedono chi sia quell’uomo, compiamo a mio avviso un errore: non permettere alla vera fonte del benessere che ognuno possiede, di uscire allo scoperto come la goccia d’acqua da un ghiacciao che si sta sciogliendo poco a poco.

Per questo nel volume L’ansia, una straordinaria forma di emozione, edito da Xenia, ho considerato essenziale un concetto: che l’ansia sia la nostra migliore alleata e le emozioni la miglior possibilità che abbiamo di esprimerci liberamente. Se le accogliamo e le facciamo nostre diventeranno fonte di grandi soddisfazioni! Ho dedicato interi capitoli alla cura delle emozioni che ognuno di noi prova.

Dall’invidia alla rabbia, dalla gelosia alla preoccupazione, dall’ansia anticipatoria al desiderio di vendetta, dalla depressione all’eccessiva sensibilità. Per ogni stato emotivo ho elencato tutta una serie di rimedi tratti dalla mia esperienza ventennale: dai fiori di Bach a quelli californiani passando attraverso gli australiani e gli italiani.

I lettori troveranno le indicazioni e le posologie dei rimedi omeopatici più efficaci, con vere e proprie ricette con dosaggio e modalità di somministrazione, cristalli con cui ornare il corpo e aromi da assaporare nella nostra casa, con una sola idea. Che ognuno di voi lettori possa trovare, nel vademecum, un insieme di amici che, come in una vera festa organizzata a sorpresa a casa propria, possano condurlo alla vera felicità.Che non sussiste nell’assenza di emozioni dettata dagli psicofarmaci, ma nella sensazione di condurre le emozioni per mano ladddove esse vogliono condurci! Una vita piena di emozioni gradevoli è quanto chiediamo a noi stessi!

 

A Monfalcone (Gorizia) e Trieste dove lavora con i suoi pazienti usa anche un approccio terapeutico che ci ha incuriosito: la musicoterapia cinematografica. Ce ne parla?

La musica ha un effetto prorompente sulla psiche, di questo me ne sono accorto fino agli albori della mia attività di medico. Attraverso le note arriviamo a dialogare con parti del cervello arcaiche e altrimenti inaccessibili.

L’approccio alla mente passa, oltre che dalla musica, anche attraverso le parole di uno psicoterapeuta. Ho lavorato sodo per cinque anni con un musicista che, da questi lavori, ha trovato la spinta per spiccare il volo per il cinema e per Hollywood.

Abbiamo realizzato sette CD di musicoterapia per l’ansia, il panico 1 e 2, le paure, le ossessioni, la depressione e la paura di volare, i quali, come una colonna sonora degna d’un film d’azione, permettono all’ascoltatore di entrare in sintonia con le proprie emozioni, in scenari mentali apocalittici e degni di film d’avventura.

Diventare cavalieri medioevali impegnati in un duello col panico, vincere il buio della depressione, affrontare le paure, imparare ad entrare in supermercati ed uscirne fuori, tutti interi e fieri di noi stessi, immaginarsi sul lavoro o nelle situazioni più disparate aiuta a uscire dall’ansia, dal panico, dalla depressione e dalle ossessioni e conduce il cervello, passo passo, come fosse una brioche immersa nel cappuccino del mattino, a entrare nelle situazioni temute e inzupparsi di positività, di fiducia, di credo in noi stessi e nelle nostre potenzialità più nascoste.

Ne sono usciti sette CD che hanno avuto grande successo di pubblico e un grande impatto sugli ascoltatori e che mi auguro possano portare ancora a vivere esperienze straordinarie e meravigliose, quali quelle che ci aspettano dietro l’angolo!

 

 

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