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MAMME PANCINE: IL SORRISO AMARO DELLA SOLITUDINE SUL WEB

Fanatiche della maternità, seguaci di ogni sorta di superstizione legata alla sessualità o alla gravidanza, chiuse ad ogni opinione differente dalla propria... Sono le Mamme Pancine: il fenomeno social del momento. Difficile non fare della facile ironia, se ne ricava però un sorriso amaro che dovrebbe indurre a riflettere.

Conteggiano ancora l’età dei propri figli in numero di mesi, anche quando hanno già 4 o 5 anni… Alcune di loro allattano anche oltre … Raccontano di praticare bizzarri riti per la fertilità e di dedicarsi a pratiche culinarie decisamente “inconsuete” (piatti preparati a base di placenta o latte materno, torte “partoritrici” di buon auspicio per il nascituro ecc.) e sembrano rivendicare la maternità come unica via di realizzazione della donna guardando con sospetto coloro che scelgono strade differenti.

Il tutto condito da una disinformazione allarmante riguardo al corpo, la gravidanza e la sessualità e da pregiudizi e convinzioni culturali che credevamo ormai superate da tempo… Questa una sintesi del fenomeno delle Mamme Pancine, una serie di gruppi social costituiti da donne che potremmo definire “fanatiche” della maternità e di tutto ciò che è ad essa connesso. Un fenomeno bizzarro, che fa sorridere e sconcerta allo stesso tempo.

 

Mamme Pancine: il fenomeno social del momento

Su Facebook esistono numerosi gruppi chiusi dedicati ad ogni sorta di argomento. Data la segretezza, almeno teorica, di queste comunity ci si sente liberi di utilizzarle per parlare degli argomenti più svariati non considerando però che qualche membro potrebbe tradirne la privacy e “spifferare” gli screenshot delle conversazioni più inverosimili… Entro questo scenario si inseriscono i gruppi social delle cosiddette Mamme Pancine.

La conoscenza del fenomeno pare si debba a Vincenzo Maisto, amministratore della pagina Facebook “Il Signor Distruggere” che si ripropone di far conoscere al mondo i più assurdi e bizzarri fenomeni del web.

Inutile dire che le Mamme Pancine costituiscono al momento il suo principale cavallo di battaglia… La condivisione degli screenshot dei post diffusi in questi gruppi raggiunge moltissime visualizzazioni e una miriade di commenti, spesso ironici, a volte offensivi, raramente “seri”. Non è forse la spietata legge di Facebook? Mettere “like”, commentare, condividere, postare… ma molto raramente “pensare”?…

 

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Mamme Pancine: fra stereotipi e disinfromazione

Per quanto grottesco possa apparire il mondo della Mamme Pancine è un’ironia amara quella suscitata da mariti che non sanno cosa siano le mestruazioni delle loro consorti, bambini di 4 o 5 anni ancora allattati al seno, donne che praticano il “sanguinamento libero” durante il periodo mestruale per recuperare il contatto con la naturalità del proprio corpo o che vedono l’atto sessuale come un “dovere” cui acconsentire senza iniziativa né desiderio …

Come si spiegano tanta disinformazione e tanti stereotipi “retrò” alle soglie del terzo millennio?

La maternità è un passaggio della vita e della psiche della donna non facile e non scontato e non è sufficiente avere a disposizione una connessione ad internet per essere donne informate, moderne e culturalmente avanzate. Sul web si scrive tutto e il contrario di tutto e ognuno cerca, trova e segue ciò che più si avvicina al proprio pensiero, alla propria visione del mondo: fra una miriade di informazioni selezioniamo più facilmente come vere quelle che vanno confermare, e non a mettere in discussione, le nostre opinioni.

 

Mamme Pancine: evitare il confronto con idee diverse

È il noto fenomeno della dissonanza cognitiva studiata da Leon Festinger: ci diamo tutta una serie di giustificazioni per eliminare lo scarto fra ciò che crediamo vero e un’opinione contraria al fine di non dover affrontare quella contraddizione che rischierebbe di  mettere in dubbio le nostre opinioni.

E, si potrebbe aggiungere, questi meccanismi psicologici sono adottati tanto più tenacemente quanto più le proprie convinzioni personali risultano essere fondanti per l’idea che si ha di sé, per la propria autostima e il proprio senso di identità. Per difendere questo, per preservare quel quadro più o meno coerente che ci si è costruiti su chi si è, si farebbe di tutto e a volte si negherebbe persino l’evidenza...

Specie se si ha una personalità fragile, un’identità incerta e un’autostima vulnerabile e ci si aggrappa a pochi, pochissimi elementi, non importa quanto assurdi o bizzarri, per ricavare un’idea sufficientemente accettabile e coerente di sé stessi.

 

Mamme Pancine: un fanatismo della maternità

I gruppi delle Mamme Pancine sembrano essere dei luoghi virtuali dove un numero per altro piuttosto alto di donne trova rispecchiamento e conferma di quella che sembra essere la propria unica fonte di identità: la maternità.  Se dobbiamo prendere per vere e attendibili le affermazioni fatte in queste comunità di mamme e cercare di andare al di là dell’apparenza risibile e grottesca dei loro contenuti, rimane un mondo di solitudine e di sconcerto che forse appartengono alle stesse mamme di queste storie.

Può darsi che i post delle Pancine diffusi in rete siano più che autentici, che esistano realmente donne che alle soglie del terzo millennio vivono in contesti culturalmente poveri, prive di altre fonti di identità e di realizzazione personale che non siano vivere la maternità e fare figli. Figli che sembrerebbe, da alcuni di questi post, si voglia continuare a vedere in alcuni aspetti come eternamente neonati come se quell’unione fusionale di madre e bamino non dovesse spezzarsi mai, neanche di fronte alle evidenza del dato di realtà.

Per cui si protrae l’allattamento al seno indefinitamente, si continua a conteggiare l’età dei bimbi in un numero di mesi talmente astruso che risulta difficile ai più tramutarlo immediatamente in un realistico numero di anni… Tutto il resto (riti, superstizioni, credenze e usanze stravaganti) sembrerebbe ruotare intorno a questa idea di maternità cristallizzata e assoluta.

 

Mamme Pancine: dietro i post ci sono mamme sole?

I messaggi scambiati dalle Mamme Pancine d’altra parte rivendicano esplicitamente la superiorità della maternità su qualunque altra condizione o fonte di interesse per la donna: lavoro, sessualità, passatempi, studio… Nulla di tutto ciò viene neanche lontanamente menzionato o integrato nei resoconti del menage quotidiano, interamente dedicato allo svolgimento delle mansioni di madre.

Tutto ciò dà da pensare alla possibile solitudine di donne in una simile condizione, alla fragilità identitaria di chi al di fuori del ruolo di madre potrebbe non sentirsi nessuno…

Potrebbe darsi che questa o altre condizioni psicologiche impediscano ad una donna di vedersi come persona al di là della propria maternità e che alcune di loro provino una tale solitudine e fragilità da non trovare conforto nel confrontarsi con persone “in carne e ossa” che potrebbero pensarla diversamente da loro. Sembrerebbero rifugiarsi in un gruppo virtuale dove sentirsi protette, approvate e accolte.

Certo, alcune delle loro storie sembrano essere ai limiti della maleducazione e dell’indifferenza per gli altri, per le regole sociali, per le più basilari norme di convivenza. Altre paiono talmente grottesche da strappare più di un sorriso.

Eppure, per quanto si tratti “solo” di alcuni post su Facebook, ci stiamo comunque arrabbiando o stiamo in ogni caso ridendo dei racconti, teoricamente “privati”, di persone che potrebbero aggrapparsi caparbiamente ad una visione semplificata e distorta del mondo per sentirsi sicure, per sentirsi, appunto, “persone”. Forse la prima cosa che possiamo fare è non utilizzare questa stessa semplificazione, questo stesso ragionamento stereotipale verso di loro…

 

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