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ESISTE UN TEST PER L’EMPATIA?

L'empatia è la capacità di immedesimarsi negli stati emotivi di un'altra persona senza però confonderli con i propri. È difficile scegliere un test per valutare l’empatia, perché si tratta di un costrutto complesso definito in molteplici modi. Gli studi affrontano ambiti complessi come la valutazione del comportamento di un neonato o il risalire ai circuiti neurali: vediamoli insieme

L’empatia è la capacità di comprendere gli stati interni (emozioni, pensieri, ecc) di un’altra persona senza confonderli con i propri. Si tratta di una dote importante sia professionalmente, sia umanamente. Non è facile però comprendere fino a che punto siamo abili ad entrare nei mondi altrui: esiste un test per l’empatia?

 

Un test per l’empatia parte dalla definizione

Per creare o scegliere un test per l’empatia è necessario partire dalla definizione che diamo di questo costrutto. Ci sono 5 modi di intendere l’empatia:

- è la capacità di inferire e decodificare le sensazioni e i pensieri adottati dalle altre persone;
- è la capacità di adottare la postura di un’altra persona grazie all’azione dei neuroni specchio. La connessione mentale nasce dalla simulazione dei movimenti e delle espressioni dell’altro;
- è la capacità di provare le stesse emozioni di un’altra persona;
- è la proiezione nel ruolo o più in generale nella vita di un’altra persona;
- empatia come compassione nei confronti della sofferenza altrui.

 

I bambini e i test per l’empatia

Valutare l’emergere dell’empatia è una delle sfide degli psicologi dello sviluppo. Secondo il gruppo di ricerca di Budapest guidato da Agnes Melinda Kovacs è possibile trovare traccia del comportamento empatico già a sette mesi di vita. Per verificare questa ipotesi è stato condotto un test per l’empatia che prevedeva la registrazione delle reazioni emotive di 56 neonati mentre visionavano un cartone animato il cui protagonista era coinvolto in situazioni difficili. L’oggetto desiderato (una palla) si allontanava o si nascondeva alla vista e i bambini hanno reagito attivandosi nei momenti di sorpresa e difficoltà dimostrando capacità di immedesimazione.

 

I test per l’empatia e la valutazione della componente neuronale

L’empatia ha sicuramente una componente neuronale, anche se non è certo se sia l’unica o la più importante. Molti studi hanno cercato di delineare i circuiti che la sostengono attraverso dei test a pazienti che soffrono di insensibilità al dolore congenita (CIP). I partecipanti osservavano delle foto di persone sofferenti a cause di traumi fisici rilevanti e veniva chiesto come si immaginavano in quella stessa situazione. Dal confronto delle risonanze magnetiche di pazienti affetti da CIP e pazienti normali è stato possibile osservare che la risposta empatica si associa all’attivazione delle strutture mediane del cervello della corteccia prefrontale mediale e cingolata posteriore. I ricercatori che concludono che queste zone costituiscono una sorta di "firma neurale del processo cognitivo-emozionale".

 

Fonte immagine: Big Richard G

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