Lo sviluppo delle emozioni

Innate o acquisite? Le emozioni sono modalità di risposta che accompagnano ogni momento della nostra esperienza personale e svolgono una funzione adattiva per l’organismo. Se esistono alcune emozioni di base che possono essere considerate innate o ad insorgenza precoce, lo spettro e la complessità della risposta emotiva aumenta nel corso dello sviluppo man mano che procede l’interscambio fra organismo e ambiente.

Lo sviluppo delle emozioni

Lo sviluppo delle emozioni è affrontato in psicologia secondo vari approcci teorici e di ricerca, da un lato esistono risposte emotive innate o comunque precoci, dall’altro l’ampiezza, la varietà e le modalità dell’intero spettro di risposta emotiva si strutturerebbero nel corso dello sviluppo in rapporto agli interscambi con l’ambiente socio-culturale e alle precoci relazioni di accudimento dei primi anni di vita.

 

Lo sviluppo delle emozioni primarie e di consapevolezza

Lo psicologo cognitivista Michael Lewis (Il sé a nudo. Alle origini della vergogna, 1995) distingue tra emozioni primarie o fondamentali che sarebbero innate e “emozioni di consapevolezza” (vergogna, senso di colpa, imbarazzo, orgoglio ecc..) o autoriflessive che risultano da un’introspezione, ovvero da una valutazione che l’individuo fa di sé e del proprio comportamento in rapporto a norme o standard interiorizzati.

Le emozioni primarie sono suddivisibili in positive, che spostano l’individuo verso il contesto (felicità, rabbia, sorpresa, interesse) e negative in quanto lo allontanano da esso (tristezza, paura, disgusto).

Esse compaiono molto presto, sono il risultato della storia evolutiva della specie umana e sono associate alla messa a punto si schemi comportamentali di base per un’interazione precoce con l’ambiente.

Compaiono invece più tardi nello sviluppo individuale (ultima parte del 2° anno di vita) le emozioni di consapevolezza, legate alla strutturazione di un sé referenziale e all’interiorizzazione di standard e scopi comportamentali che richiedono il supporto di processi cognitivi più complessi rispetto alle emozioni di base.

 

Lo sviluppo e la regolazione delle emozioni

I contributi di John Bowlby e dell’Infant Research sottolineano come un adeguato sviluppo delle emozioni e la loro armonica integrazione con la sfera cognitiva sia fondamentale per un sano sviluppo della personalità e avvenga primariamente nel contesto delle ripetute interazioni del bambino con la madre e le atre figure di attaccamento. I

n base a ciò il bambino impara a rappresentarsi modelli cognitivo-affettivi di sé e del sé con l’altro (modelli operativi interni) che, stabilizzatisi nel corso dei primi anni dello sviluppo, influenzerebbero anche le relazioni affettive successive e la gestione delle emozioni nella vita adulta.

Secondo questo filone di studi, ripreso dalle attuali correnti psicosomatiche di matrice psicodinamica, lo sviluppo delle emozioni e la loro regolazione psicobiologica avverrebbe quindi secondo modalità squisitamente relazionali che avrebbero i loro effetti sullo sviluppo sia fisico che psicologico del bambino.

 

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Lo sviluppo delle emozioni

Lo sviluppo delle emozioni è quindi tutt’altro che univoco o predeterminato, la capacità di identificare, discriminare ed esprimere le proprie emozioni è ampiamente legata sia a standard culturali e sociali, che al senso di fiducia e sicurezza trasmesso dalle primarie relazioni di attaccamento.

 

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Immagine | libertinus