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IL SENSO DI COLPA IN PSICOLOGIA: IL GIUDIZIO MORALE CHE DIAMO DI NOI STESSI

A chi non è mai capitato di sentirsi in colpa? Talvolta a ragione, altre volte senza motivo, senza aver fatto realmente niente di male. Il senso di colpa in psicologia non è ritenuto sempre negativo: indica la presenza di un dibattito interiore su cui vale la pena riflettere e ci aiuta a mantenere le relazioni con gli altri. Ma guai a trasformarlo in autolesionismo. E allora affrontiamo questo sentimento

Il senso di colpa in psicologia è descritto come un mix di elementi emotivi e cognitivi, è definito come il sentimento spiacevole che deriva dalla convinzione, anche ingiustificata, di aver danneggiato qualcuno; è correlato all’altruismo e all’empatia per le altrui sofferenze, ma anche, ad un livello profondo, alla paura di una punizione interiorizzata da parte delle figure significative. Il senso di colpa per la psicologia può essere elaborato in modo costruttivo, per esempio per generare azioni socialmente utili, dalle attività riparatrici individuali alla beneficenza.

 

Trasformare il senso di colpa in generosità significa trasformarlo in coscienza morale e anche riconoscerci come appartenenti ad una specie altruista che deve molto alla capacità di stabilire relazioni sociali. Tutti noi abbiamo infatti una doppia identità: individuale, legata agli interessi personali, e sistemica, che funziona per gli interessi dei nostri simili. Siamo portati ad identificarci negli altri, a percepirne le emozioni, in questo senso il sentimento di colpa serve a mantenere le relazioni e, in giusta dose, ci aiuta a maturare. Il senso di colpa per la psicologia diventa invece negativo quando si trasforma in autolesionismo, in comportamenti autodistruttivi, come succede quando i genitori fanno sentire in colpa i figli perché li vorrebbero diversi da come sono, o quando una relazione si trasforma in possesso e qualcuno – genitori o partner – ci colpevolizza perché non vogliamo loro abbastanza bene. La componente empatica del senso di colpa può diventare un problema quando si arriva ad eccessi che impediscono di analizzare la situazione lucidamente

 

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Il senso di colpa in psicologia: una sofferenza prevalentemente femminile

Diverse ricerche in psicologia mostrano che sono le donne a provare maggiore senso di colpa, in particolare per quanto riguarda le relazioni interpersonali. Un dato questo, che viene solitamente messo in relazione con il fatto che le donne sono anche più empatiche. È interessante notare come da queste ricerche emerge che i sensi di colpa sono meno pronunciati nelle più giovani, poiché cresciute in un’epoca in cui i metodi educativi più rigidamente ispirati alla morale cattolica sono stati sostituiti da modelli più liberali. Vulnerabili al senso di colpa sono anche le persone condizionate da eventi esterni e i depressi. 

 

Il senso di colpa in psicologia: un’emozione narcisistica?

Può essere che il senso di colpa nasca anche da una sopravvalutazione delle proprie capacità o dalla sensazione narcisistica di essere, in qualche modo, al centro del mondo? Ebbene sì. Se mi sento in colpa perché per esempio ho fatto piangere mia madre, tenderò allora a minimizzare gli altri eventi che possono avere scatenato il pianto e metterò al centro dell’evento me stesso (“è colpa mia, e basta”). Il pensiero psicoanalitico suggerisce di esaminare questi processi mentali con attenzione: quando in psicologia si arriva alle radici di un senso di colpa apparentemente immotivato, di solito si trova un sentimento ostile nei confronti di qualche componente della famiglia o di un suo sostituto. L’ostilità può tradursi in un atteggiamento compensatorio, un eccesso di attenzione nei confronti degli altri.

 

Il senso di colpa in psicologia: come capire se abbiamo o no ragione di sentirci in colpa?

Per individuare la differenza tra colpa soggettiva e colpa “oggettiva”, ossia tra la nostra percezione e la “realtà” dei fatti, dovremmo valutare l’entità del nostro senso di colpa e provare poi a pensare che sia stato un nostro amico a compiere l’azione che ci fa stare così male. Se il senso di colpa è immotivato, è probabile che saremo pronti a trovare molte giustificazioni per il suo operato e a ritenere che non abbia ragioni di sentirsi in colpa. Bisogna tenere presente che l’emozione della colpa ci porta a sopravvalutare le conseguenze delle nostre azioni: se ragioniamo invece sui comportamenti altrui, l’emozione non interferisce con i nostri processi cognitivi e possiamo avere un punto di vista più lucido. È importante riuscire a gestire in diversi modi la colpa, anche perdonandosi se le circostanze lo richiedono o non facendosi strumentalizzare da altri.

 

Fonte immagine: !anaughty!

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