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LA PAURA IN PSICOLOGIA: UN'EMOZIONE UTILE

La psicologia una risposta emotiva temuta, ma molto utile. La paura per la psicologia rappresenta un meccanismo di difesa attivo sin dall'inizio nei confronti dei pericoli alla sopravvivenza dell'individuo. Le funzioni della paura sono individuali e sociali e rappresentano occasioni per commettere due volte lo stesso errore.

La paura in psicologia rientra nel gruppo delle emozioni primarie, cioè quelle emozioni che sono presenti nel bambino sin dalla nascita, come gioia, sorpresa, tristezza e rabbia.

Questa sua presenza tempestiva è un indicatore della sua importanza. La paura è infatti un sistema adattivo che modula il rapporto tra l'ambiente e l'organismo favorendo la sopravvivenza di quest'ultimo.

 

La paura in psicologia è funzionale

Le emozioni sono la risposta dell'individuo alla percezione di uno stimolo esterno. La paura nello specifico si attiva quando i sensi percepiscono uno stimolo dannoso o potenzialmente dannoso per l'organismo, insomma quando incombe una minaccia. Alla paura segue uno stato di attivazione neurofisiologica che consente all'individuo di rispondere allo stimolo iniziale attraverso attacco, evitamento-fuga o nella peggiore delle ipotesi con un blocco.

La paura per la psicologia è quindi funzionale, ma allora che rapporto ha con la fobia che pure sembra tanto affine ed è considerata una patologia?

Il confine tra paura e fobia risiede proprio nella funzione adattiva della risposta, quando cioè l'istinto emotivo scatta in modo inappropriato (cioè senza che sia presente una reale minaccia o con un'intensità eccessiva) allora si trasforma in un meccanismo fallato e patologico.

 

Risposte innate e apprese

Se una fobia può essere scatenata da un qualunque oggetto significa anche che potenzialmente ogni elemento di realtà (materiale o immateriale) è una possibile fonte di paura. La psicologia riporta una serie di paure innate che ci accomunano come specie e paura invece la cui natura è appresa.

Le paure innate sono scatenate da: fenomeni, eventi o persone sconosciute, da stimoli dolorosi o molto dolorosi che in futuro impariamo ad evitare così come accade anche per le situazioni che mettono a rischio la nostra incolumità (freddo, buio, altezza, predatori, ecc.). Le paure apprese sono quelle che non sono a diretto contatto con la sopravvivenza dell'individuo o della specie e la cui natura è variegata e indefinibile.

Qualunque oggetto che abbia recato un danno reale o supposto, fisico o psicologico e che sia anche solo legato (magari inconsciamente) ad uno stimolo nocivo diventa fonte di paura. In questo caso non si parla ancora di fobia perchè l'entità della reazione potrebbe non essere oltremisura.

 

Le funzioni della paura in psicologia: individuo e gruppo

La paura non è solo una reazione individuale, ma ha anche una veste sociale. La funzione di sopravvivenza non è solo rivolta al singolo, bensì a tutta la specie.

La reazione emotiva diventa una segnalazione d'emergenza rivolta a tutti i conspecifici vicini e quindi potenzialmente in pericolo. La paura stimola anche la memoria e l'apprendimento per fare della brutta esperienza un'occasione di crescita.

 

La paura di soffrire: perché è un'arma a doppio taglio?

 

 

Immagine | capture queen


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