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SKILL ECONOMY, PREPARARSI AI LAVORI DEL FUTURO

L'innovazione nell'impresa passa dalla valorizzazione dei talenti. Ecco perché saranno i team i cui membri avranno lo spazio giusto e esprimersi e portare idee manderanno avanti le aziende del futuro.

Ogni giorno sorgo nuovi lavori, soprattutto nuove tecnologie, e robot iniziano a comparire accanto o al posto dei lavoratori in molte mansioni.

Nei prossimi anni si stima un inevitabile incremento dell’intelligenza artificiale negli ambienti di lavoro e una sostituzione di molte mansioni da parte delle macchine.

Se il primo pensiero può correre al calo dei posti di lavoro "portati via" da efficienti automatismi, non è da escludere, al contrario, la necessità di formare nuove professionalità in grado di gestire e accompagnare lo sviluppo di queste tecnologie.

A tal proposito nel Cornerstone OnDemand, multinazionale attiva nella gestione del capitale umano e nella formazione in collaborazione con l’Institute for the Future hanno cercato di stilare una lista di caratteristiche necessarie per affrontare il mondo lavorativo del futuro, che appare non così troppo lontano.

 

Skill economy: il personal branding

In un mondo veloce in continuo cambiamento, in cui ogni giorno nascono nuove realtà lavorative e sui social spopolano proposte a non finire, costruire un brand personale che faccia la differenza è fondamentale.

Il personal branding implica quindi una serie di strategie che l’individuo adotta per creare una propria immagine online. L’utilizzo adeguato del web e delle strategie di marketing online permettono la costruzione di un profilo che possa attirare l’attenzione di chi cerca un collaboratore, un cliente, un consulenze, ecc e quindi crearsi visibilità.

Essendo il web la prima fonte di informazione e di ricerca, lavorare sulla propria capacità di creare un’immagine di sé che lasci il segno è molto importante, fin da ora.

 

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Creare un team

Altra caratteristica fondamentale è la creazione di un gruppo in cui diversi professionisti possono collaborare per creare innovazione e produttività.

La messa in gioco di abilità e competenze differenti per raggiungere obiettivi comuni permette di osservare la realtà da punti di vista differenti e dare al contesto sociale ed economico risposte più complesse ed adeguate. Avere la possibilità di confrontarsi permette la crescita e lo sviluppo di competenze e un maggiore adattamento alla realtà in continuo mutamento.

I collaboratori devono poter lavorare in un clima aperto che favorisca la messa in campo di idee, cose, pensieri, atteggiamenti diversi per creare innovazione e produttività.

 

Conoscere l’intelligenza artificiale

Considerata l’innumerevole vastità e diffusione dell’intelligenza artificiale, per sopravvivere e distinguersi nel mondo lavorativo è fondamentale conoscerla in tutti i suoi aspetti e “sfruttarla” al meglio.

Capire come le macchine possano essere un valore aggiunto al proprio lavoro e come esso possa usufruire delle potenzialità della nuova tecnologia è un’abilità che va potenziata e permette di avere caratteristiche competitive nel mercato.

Far diventare le macchine parte integrate della propria attività, lavorando su innovazione, rapidità e flessibilità è una competenza che porta con sé tanti vantaggi come quello di rendere la propria attività maggiormente efficiente e capace di adattarsi alla realtà e alle richieste.

 

Skill economy, unire i punti

Andare oltre la complessità delle cose, fatta di dettagli e elementi che spesso insieme stonano e non permettono di arrivare alla conclusione, ricercando e raggiungendo la semplicità è una delle altre caratteristiche importanti per il lavoro futuro.

È quell’abilità che permette di andare oltre, di vedere alla soluzione attraverso la creatività, l’immaginazione e il desiderio di scoprire qualcosa di nuovo, che possa fare la differenza.

Essere capaci di uscire dagli schemi praticando il pensiero laterale e produrre qualcosa di poco ovvio, partendo da dati spesso complicati e poco chiari, è un elemento che crea innovazione e nuova ricchezza. Vista anche la velocità con cui cambia il mondo del lavoro e della produttività, essere abile nel muoversi flessibilmente tra gli aspetti delle cose permette di semplificare anche le situazioni che appaiono complesse e trovare risposte adeguate.

 

Skill economy, essere empatici

Se la tecnologia può sostituire innumerevoli abilità umane, difficilmente arriverà ad avere le medesime abilità empatiche, sociali e relazionali dell’uomo.

Imparare a comprendere il proprio stato emotivo e quello altrui è fondamentale per relazionarsi agli altri e muoversi nella realtà, per capire cosa l’altro desidera e si aspetta da noi e come rispondere adeguatamente a tali aspettative. Essere abili a livello emotivo e sociale e godere di ottima maturità emotiva è fondamentale a livello organizzativo e lavorativo perché migliora le abilità di comunicazione con i colleghi, collaboratori e clienti e quindi dar vita a realtà lavorative produttive, efficienti e cooperanti.

Quindi considerata la grande vastità della realtà tecnologica già presente, ma soprattutto la rapidità con cui le cose si modificano è bene muoversi rapidamente e costruire il proprio pacchetto di “skill economy” che garantisca competenza e competitività sul mercato lavorativo, ora ed in futuro.

 

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Foto: alphaspirit / 123rf.com

 

 

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