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PSICOSI POST PARTO: SINTOMI, CAUSE E TERAPIE

Non è raro per le donne in post parto avvertire sensazioni di tristezza e smarrimento. Questo stato fisiologico e di breve durata non va confuso con la più pericolosa e rara psicosi post part: vediamo di cosa si tratta

Il post parto è un momento magico e molto delicato. La donna finalmente vede il frutto segreto che ha maturato dentro di lei per nove mesi e passa da una relazione con il “bambino immaginario” alla relazione con il bambino reale.

Le vecchie relazioni (con il partner-neogenitore e con la generazione precedente, tanto per dirne qualcuna) assumono una nuova veste, inizia un percorso psicologico durante il quale si matura l’identità materna e anche il corpo continua a modificarsi.

Il tutto spesso viene “condito” da una piccola depressione: il baby blues è quella sensazione di tristezza che accompagna il puerperio, ma che si esaurisce in modo graduale e in breve tempo.

Questo stato fisiologico spesso è stato confuso con la depressione post partum, forma patologica ben più grave. Assai più rara, ma sempre pericolosa è invece la psicosi post partum.

Se è importante vedere nel baby blues un momento di transizione non pericoloso è altrettanto fondamentale riconoscere i sintomi di una psicosi. Vediamo come riconoscerla.

 

La psicosi post partum: le cause e di cosa si tratta

La psicosi post partum è una condizione patologica rara, la cui incidenza si aggira intorno allo 0.2% e che insorge nelle prime 4 settimane dal parto.

La caratteristica principale della psicosi è il distacco dalla realtà e la proiezione del proprio disagio su un “nemico” esterno: il bambino.

La neo mamma in preda alla psicosi avverte un profondo malessere in cui si mescolano ansie legate alla propria presunta incapacità e vissuti persecutori e viene personificato spesso nel bambino che ha scatenato la crisi: ciò crea le condizioni per un suicidio o per un infanticidio.

 

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I sintomi della psicosi post partum

Da questa breve descrizione è immediatamente chiaro che stiamo parlando di uno stato patologico molto grave che si discosta chiaramente dalle lacrime di una madre alle prime armi che cerca di prendersi cura del proprio piccolo.

La psicosi insorge più frequentemente quando c’è una familiarità per disturbi quali schizofrenia o psicosi maniaco depressiva.

I sintomi più frequenti sono:

  • Stato di angoscia causato dalla presunta incapacità
  • Umore fortemente oscillante
  • Stato confusionale e perdita del contatto con la realtà
  • Persecuzione e allucinazione
  • Insonnia
  • Spesso il bambino viene vissuto come un demone o come posseduto da una forza maligna che va estirpata.

 

Psicosi post partum: le terapie possibili

L’aspetto più “caratteristico” della psicosi post parto è quindi la perdita del senso di realtà (che impedisce alla neo mamma di chiedere aiuto anche se si sente in difficoltà, perché percepisce che tutti ce l’hanno con lei) e le fantasie riguardanti il piccolo (un demone, un messia, o il bambino scambiato di un’altra donna).

Queste convinzioni possono portare la madre angosciata a commettere un suicido per sfuggire al male, o all’infanticidio, per liberare il bambino da un futuro di sofferenze. Date le possibili conseguenze è indispensabile un invio tempestivo alle strutture mediche che forniscano supporto psichiatrico e psicoterapico.

La madre, conoscendone la storia medica familiare, può essere accompagnata fin dagli ultimi momenti della gravidanza ad una percezione realistica di sé e del bambino, ma i percorsi psicoeducativi possono coinvolgere tutti i familiari in modo che abbiano informazioni corrette su quanto stia accadendo e che possano supportare il passaggio della donna a madre.

Il primo passaggio resta quello di una diagnosi medica (non autodiagnosi) alla quella poi seguirà una terapia farmacologica per contenere i sintomi e una psicoterapia che riporti equilibrio e serenità nella donna e nella famiglia.

 

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