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Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza

Supervisione a cura del dott. Alessio Fagioli, psicoterapeuta

Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza: definizione

 

Compaiono per la prima volta durante l’infanzia o l’adolescenza, o comunque entro i 18 anni. Possono esprimersi in varie forme, agendo sul comportamento, sulla gestione dei rapporti interpersonali o sullo sviluppo cognitivo. Si parla di disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza solo in quei casi che trascendono la comune irrequietezza giovanile, soprattutto se rapportati ai comportamenti dei coetanei e al contesto socio-culturale, interferendo in modo significativo sul normale svolgimento delle attività quotidiane.

 

Disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza: tipologie

 

Le 14 categorie di disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza individuate dal DSM IV*:

Ritardo mentale: condizione di interrotto o incompleto sviluppo delle facoltà intellettive e adattative. Il quoziente intellettivo (il rapporto tra età anagrafica ed età mentale) è di molto inferiore alla media, dai 75-70 punti in giù; per avere un paragone, le persone con un’intelligenza normale raggiungono un punteggio di 90-109 punti. Chi ne soffre affronta con difficoltà anche le banali incombenze della vita quotidiana, come lavarsi e vestirsi. Ci sono diversi gradi di ritardo mentale, da lieve a gravissimo. Le cause possono essere organiche, genetiche e/o psicologiche.

Disturbi dell’apprendimento: difficoltà ad apprendere i concetti basilari del calcolo (disturbo del calcolo o discalculia), della lettura (dislessia) e/o della scrittura (disturbo dell’espressione scritta o disgrafia).  Creano forte disagio nel bambino, che si stanca e perde di motivazione perché non riesce a stare al passo dei compagni. Per nessuno dei disturbi dell’apprendimento è stata finora possibile definire le cause.

Disturbi delle capacità motorie: riguardano soprattutto la coordinazione. Il bambino è goffo, lento e impacciato in qualsiasi attività motoria, come camminare, allacciarsi le scarpe, scrivere.

Disturbi della comunicazione: ce ne sono di diversi tipi, a seconda che riguardino la comprensione, la ricezione del linguaggio (disturbo dell’espressione del linguaggio) e/o l’eloquio (disturbo della fonazione). È un disturbo della comunicazione anche la balbuzie.

Disturbi generalizzati dello sviluppo: gravi deficit della capacità di interazione sociale o della capacità di comunicazione, che si manifestano attraverso comportamenti, interessi e attività stereotipate. È il caso del disturbo autistico (atteggiamento mentale di ripiegamento su se stesso), del disturbo di Rett (deficit multipli: perdita delle capacità manuali, isolamento, problemi psicomotori), del disturbo disintegrativo della fanciullezza (disturbi nella comunicazione e nell’interazione sociale), del disturbo di Asperger (simile all’autismo, comporta difficoltà estreme nelle relazioni sociali e schemi limitati e insoliti di interessi e comportamento).

Disturbo da deficit di attenzione (iperattività): conosciuto anche con il suo acronimo inglese, ADHD (Attention-Deficit Hyperactivity Disorder), è un disturbo neurologico presente fin dai primissimi mesi di vita che si può protrarre fino all’età adulta. Le caratteristiche principali sono una vivacità esasperata e l’incapacità di prestare attenzione. La persona è instabile e iperattiva, non le riesce di restare seduta e mantenere la concentrazione.

Disturbo della condotta: manifestazione di gravi problemi emozionali e comportamentali. Incapaci di mantenere un atteggiamento sociale accettabile, i bambini e gli adolescenti con questo disturbo sono insofferenti alle regole e aggressivi verso persone, animali e cose. Possono rubare, usare violenza (anche di tipo sessuale), scappare di casa.

Disturbo oppositivo di tipo provocatorio: comportamento ostile e provocatorio che nasce dalla totale incapacità di adattamento al vivere sociale. Il bambino non rispetta regole e orari, sfida e provoca gli adulti, cerca sempre di comandare e di imporre la propria volontà ai grandi e ai propri compagni. È dispettoso e vendicativo. Questo disturbo è più frequente nei maschi, soprattutto nelle famiglie che adottano metodi educativi incoerenti o autoritari.

Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione dell’infanzia o della prima fanciullezza: comprende tre tipi di disturbi, la pica (ingestione di sostanze non alimentari, come sabbia, ciottoli o capelli); il disturbo di ruminazione (continuo rigurgito e rimasticamento del cibo) e il disturbo della nutrizione (incapacità di mangiare normalmente e guadagnare peso).

Disturbi da tic: i tic sono parole o movimenti senza scopo, del tutto involontari, che tendono a ripetersi con ritmo irregolare. Uno dei più noti è la sindrome di Tourette, che si manifesta sia con vocalizzazioni che con tic motori.

Disturbi dell‘evacuazione: sono due, l’encopresi (ripetuta evacuazione delle feci in luoghi inappropriati, come nei vestiti o sul pavimento, dopo i 4 anni di età) e l’enuresi (emissione di urine nel letto o nei vestiti dopo i 5 anni di età). Le cause sono perlopiù legate a difficoltà di tipo relazionale o a eventi stressanti.

Disturbo d’ansia di separazione: il bambino manifesta un’evidente e intensa sofferenza al momento di allontanarsi dai genitori (e dalla madre in particolare) o da altre persone care. Fa fatica ad andare a scuola, non riesce a dormire da solo ed è ossessionato dall’idea che possa accadere qualcosa di brutto ai suoi cari. Pensa spesso e con terrore all’eventualità che un evento imprevisto lo costringa a separarsi da loro.

Mutismo selettivo: il bambino si rifiuta di parlare in determinate circostanze o con determinate persone. Spesso è espressione di uno stato ansioso legato a una situazione nuova come un cambio di scuola o di compagni, e tende a scomparire con il passare del tempo.

Disturbo reattivo dell’attaccamento dell'infanzia e della prima fanciullezza: estrema fatica nel rapportarsi in modo appropriato all’ambiente esterno. Si distinguono due tipi principali di disturbo, uno inibito e l’altro disinibito. Nel primo caso il bambino è freddo, scostante, tende a isolarsi e a mantenere un atteggiamento vigile. Nel secondo invece manifesta una socievolezza eccessiva, affidandosi in modo indiscriminato alle cure di chiunque. Le cause risiedono in genere nel rapporto disfunzionale con i genitori. 

 

Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza: al cinema


Filippo Timi è scrittore, attore e regista teatrale, ma quando parla di sé, come in questa intervista a Daria Bignardi alle Invasioni barbariche, si definisce come prima cosa “un balbuziente”.

La presentazione di Un’altra intelligenza, film documentario sulla dislessia uscito nel 2004 dove ragazzi e adulti dislessici si raccontano.

L’autistico (e genio matematico) più famoso della storia del cinema è Raymond Babbit, il Rain Man portato sullo schermo da Dustin Hoffman nel 1988. Questa è la celebre scena dell’aeroporto, dove Raymond dà esempio della sua memoria prodigiosa sciorinando i dati statistici sugli incidenti aerei. Il personaggio è ispirato all’americano Kim Peek.

* Quarta e ultima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), vademecum in uso a medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo.

PAROLE CHIAVE: disturbi infanzia e adolescenza, ritardo mentale, disturbi apprendimento, disturbi capacità motorie, disturbi comunicazione, disturbi sviluppo, disturbo condotta, disturbo oppositivo, disturbi alimentazione, disturbi da tic, disturbo ansia di separazione

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