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SINTOMI E DIAGNOSI DEL DISTURBO BIPOLARE: EUFORICO O DEPRESSO?

Il disturbo bipolare ha molte sfaccettature a seconda della tipologia. Vediamo insieme i sintomi che affliggono una persona con disturbo bipolare e quali sono le difficoltà che, spesso, portano ad un ritardo nella diagnosi

Sappiamo che il disturbo bipolare, chiamato anche psicosi maniaco-depressiva per la presenza, a volte, di sintomi psicotici quali allucinazioni e deliri, si divide in quattro categorie: disturbo bipolare di tipo I, di tipo II, ciclotimico e non altrimenti specificato, senza contare le ulteriori specificazioni. I sintomi del disturbo bipolare sono rintracciabili sia nella mania che nell'episodio depressivo maggiore. Quello che permette la diagnosi di disturbo bipolare è l'alternarsi di questi sintomi, in una modalità temporale ben precisa. I sintomi che affliggono una persona con disturbo bipolare variano a seconda che la persona si trovi nella condizione depressiva o nella condizione ipomaniacale. I periodi di "normalità", ovvero di pseudo equilibrio umorale, possono più o meno esserci. Le stagioni influenzano i disturbi dell'umore: l'estate acuisce e favorisce tutti gli aspetti e i sintomi maniacali, mentre l'autunno e la primavera acuiscono le tonalità depressive.

 

Il disturbo bipolare: sintomi della fase maniacale e ipomaniacale

I sintomi del disturbo bipolare in fase ipomaniacale, lo stato di euforica felicità e spesso costante e si accompagna ad un eloquio rapido e logorroico, con idee che vengono considerate immense, nuove, grandiose e da sviluppare. La persona pensa di avere tutta la carica per realizzare progetti grandiosi perché si sente piena di inesauribile energia. Lo stato di euforica felicità, però, è accompagnato da distraibilità, irascibilità e agitazione: pensieri deliranti illogici e allucinazioni possono manifestarsi in fase ipomaniacale. La persona con disturbo bipolare in fase ipomaniacale vive accelerata nel pensiero, nell'azione: non sente più i propri bisogni arrivando, spesso, a non sentire più nemmeno la fame e il sonno o, a contrario, si presenta iperfagia. Durante la fase maniacale/ipomaniacale del disturbo bipolare si ha la percezione di un sé grandioso, si manifesta una onnipotenza autocelebrativa, un finto stato di apparente ottimismo. La persona può trovarsi in una fase di ipersessualità con disinibizione della pulsione e degli istinti sessuali.

 

Il disturbo bipolare: sintomi della fase depressiva

La fase depressiva del disturbo bipolare presenta tutte le caratteristiche di un episodio depressivo maggiore. Tristezza, percezione di non farcela, sensazione di non avere via di fuga da quello stato e mancanza di energia vanno a definire lo stato depressivo. La vita perde di interesse: ci si sente vuoti, inutili, disperati e in colpa per tutto ciò che sta accadendo, mantenendo una sorta di onnipotenza rispetto al negativo della vita. Nel disturbo bipolare in fase depressiva il pessimismo e la noia dilagano su tutto: ogni azione viene investita di dubbi e il pensiero è illogico, delirante, a volte accompagnato da allucinazioni. I bisogni primari non vengono sentiti: il sonno è alterato, la fame è nulla. Durante la fase depressiva del disturbo bipolare possono essere ricorrenti idee e pensieri sulla morte e sul suicidio. Il pensiero, come l'azione, sono rallentati e la facilità al pianto e alla commozione è molto accentuata. La libido è messa a tacere e non si prova interesse sessuale per nulla.

 

Il disturbo bipolare: il problema nel fare diagnosi

Il disturbo bipolare ha una grande varietà di sfumature che vanno dall'ipomania, alla mania, alla depressione, agli stati misti e alla ciclotimia. Questa molteplicità di sfumature non rende facile la diagnosi o, almeno, non la rende spesso immediata. La persona con disturbo bipolare spesso ha dei sintomi anche importanti che, però, riesce ancora a gestire e a mascherare, quindi non si rivolge repentinamente al medico. La difficoltà sta anche nel fatto che tutti i sintomi dell'ipomania e della mania ben combaciano con le richieste che la nostra società ci impone: instancabilità, euforia, grandiosità del sé, delle idee, spesso vengono valutate delle qualità positive, senza essere capaci di osservare che, dietro tutto questo, esiste il disagio. Inoltre, spesso lo stato depressivo è considerato più grave dello stato ipomaniacale e maniacale e, alcune volte, questi ultimi due stati vengono confusi come una risalita dallo stato depressivo e non come parte di un disagio che prende forma nel disturbo bipolare.

 

Una corretta anamnesi è fondamentale per inquadrare il disturbo bipolare, come è importante il racconto che i familiari possono fare sul paziente: spesso, infatti, il paziente non si rende conto del suo disagio e deve essere portato dal familiare dallo specialista. Inoltre, non rendendosi conto del suo malessere, il paziente tende a sottovalutare i sintomi del disturbo bipolare, soprattutto quelli di tipo maniacale e ipomaniacale, con i quali cerca di rimuovere e coprire il sentimento di impotenza e di vuoto profondo attraversato nella fase depressiva. Il DSM IV-TR fa una distinzione molto dettagliata che permette di inquadrare il disturbo bipolare nelle diverse categorie di tipo I, di tipo II, ciclotimico o non altrimenti specificato. Se volete, potete consultare il manuale diagnostico DSM IV-TR in Rete e approfondire le varie sfumature. Una corretta diagnosi di disturbo bipolare è il primo passo fondamentale per strutturare una terapia mirata a quella specifica persona, con metodologie integrate che spaziano dalla farmacologia alla psicoterapia.

 

Fonte immagine: photl.com

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