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DISTURBI ALIMENTARI E COMPORTAMENTO SESSUALE

Può esistere un nesso tra alimentazione e sessualità? La risposta a questa domanda è si; in effetti, tra le tante sfumature sintomatologiche che caratterizzano le ragazze con DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) c’è anche il disturbato funzionamento sessuale, che si esprime in maniera differente a seconda della patologia, ovvero bulimia o anoressia

I disturbi del comportamento alimentare

Con il termine Disturbi del Comportamento Alimentare si fa riferimento ad un disagio che la persona sperimenta a causa di un rapporto alterato con il cibo e con la propria forma fisica. I DCA vengono distinti in Anoressia, Bulimia e Disturbi Alimentari Non Altrimenti Specificati, all’interno dei quali rientra il Binge Eating Disorder, ovvero il Disturbo da Alimentazione Incontrollata, fenomeno a sviluppo recente che caratterizza soprattutto le ragazze adolescenti e che si presenta con episodi di abbuffate (tipo quelle bulimiche), senza comportamenti compensatori, ovvero vomito, digiuno, intensa attività fisica o uso/abuso di lassativi e diuretici.

 

DCA e sessualità

La maggior parte delle ragazze, ma anche dei ragazzi, con disturbi alimentari presentano disturbi a livello sessuale, che vanno dalla completa “chiusura del desiderio”, al rifiuto per tutti gli aspetti della sessualità, compreso il bacio o la semplice frequentazione con l’altro sesso o, al contrario, dall’estrema promiscuità alla confusione del ruolo sessuale (Perché le donne?, “Sessualità e disturbi del comportamento alimentare”, Simonelli, 1998). Naturalmente questo distorto comportamento sessuale è dovuto ad una serie di fattori. Uno di questi è sicuramente rappresentato dalla pubertà. In effetti, i disturbi alimentari insorgono soprattutto in adolescenza, particolare fase di vita che porta con sé trasformazioni a livello fisico, spesso difficili da accettare, e nuove responsabilità. Ci si affaccia cioè al mondo adulto ed è proprio questo che le ragazze anoressico-bulimiche rifiutano: per questo umiliano il loro corpo, lo distruggono, cercano di renderlo invisibile o si infliggono delle vere e proprie torture fisiche, come l’abbuffata o il vomito autoindotto, per evitare di assumere un’identità sessuale più matura.

 

Osservando il comportamento di queste ragazze si possono notare delle differenze a livello sessuale: un rifiuto completo della sessualità da parte dell’anoressica e una certa promiscuità, invece, nella bulimica. Sono modalità di espressione, strategie diverse utilizzate per far fronte ai cambiamenti indotti da questa fase di vita, ma con un obiettivo comune: regredire, ovvero tornare all’infanzia, a quando cioè il corpo non aveva forme, era “asessuato”, rifiutare una sessualità più matura ed evitare di confrontarsi con il proprio desiderio e con quello dell’altro (Trauma, abuso e perversione, Castellani e Speranza, 2000).

 

DCA e sessualità: quando alla base c’e’ un trauma

Oltre allo stato d’animo con cui si affronta la pubertà, spesso alla base di un comportamento sessuale distorto nelle ragazze con patologie alimentari c’è anche una violenza sessuale subita durante l’infanzia. Secondo diversi autori, in effetti, anche se non è possibile individuare proprio una relazione di causa-effetto tra lo sviluppo di anoressia e bulimia e traumi subiti durante l’infanzia, sembra che l’abuso sessuale nello specifico può avere un ruolo importante nel portare le vittime a far ricorso ai DCA in adolescenza. In particolare, da vari studi condotti dai ricercatori emerge che il comportamento anoressico rappresenta un tentativo messo in atto dalla ragazza per cancellare i segni di maturità, di sessualità dal suo corpo per evitare di attrarre un altro abusante. L’anoressia è quindi un mezzo utilizzato dall’adolescente per rendere il corpo non desiderabile, in modo da poter sfuggire al desiderio sessuale o alla perversione che l’altro può provare nei suoi confronti.

 

Inoltre, l’attacco alla sessualità da parte della ragazza anoressica o bulimica può essere spiegato anche in relazione ai suoi sentimenti di colpa e vergogna. Ad esempio, la ragazza può arrivare a pensare che la colpa per quello che le è successo è da imputare al suo corpo: nel caso della bulimica, con il vomito ad esempio ci si svuota, ci si libera da queste emozioni negative; nel caso dell’anoressica, non mangiando, si umilia, si distrugge il corpo per sentirsi meglio, per alleviare questi sentimenti (Anoressia mentale dell’adolescenza. Modelli teorici, diagnostici e terapeutici, Montecchi, 1998).

 

Quale trattamento?

Quando ci si trova di fronte a pazienti con disturbi alimentari, il trattamento dovrebbe coinvolgere diverse figure professionali: psichiatri, psicanalisti, psicoterapeuti, ma anche nutrizionisti, internisti, ginecologi, chirurghi. È necessaria dunque la collaborazione di diversi specialisti e, nel caso particolare delle difficoltà sessuali, anche la presenza di un sessuologo che possa dare la possibilità alla paziente di sviluppare un concetto positivo di sessualità e, nel caso di pregressi abusi sessuali, portarla ad affrontare le false credenze e le convinzioni elaborate su se stessa, come ad esempio sentirsi una persona cattiva, “un oggetto sessuale”, con un’identità ormai danneggiata (L’abuso sessuale infantile: l’intervento con i bambini, Petruccelli, 2002). 

 

Traumi e disturbi dell'alimentazione: quale legame?

 

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