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DEPRESSIONE, QUANTO PUÒ DURARE?

La durata della depressione non è univoca ma dipenda dagli interventi presi, dalle caratteristiche personali oltre che dalla tipologia di sintomatologia. Non per questo bisogna mai perdersi d'animo e avere fiducia nel percorso terapeutico intrapreso.

 

La depressione è una condizione psicopatologica frequente, con elevata incidenza nella popolazione, che porta con sé differenti sintomi che a livello macro e generale vedono una condizione di sofferenza, umore depresso e diminuzione degli interessi, oltre ad altre caratteristiche tipiche.

Tuttavia, parlare solamente di depressione non è del tutto corretto in quanto a livello psicodiagnostico, è necessario eseguire una distinzione tra diverse tipologie di Disturbi Depressivi che, oltre alla differente sintomatologia, si distinguono per la durata della presenza dei sintomi.

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) elenca e articola ogni disturbo in modo dettagliato. Tuttavia, seppur vi siano linee guida per la diagnosi del disturbo l’effettiva durata successiva è spesso soggettiva e può modificarsi anche alla luce degli interventi fatti, dalle caratteristiche della persone e delle condizioni di vita generali. 

 

Disturbi depressivi: durata necessaria per la diagnosi, secondo il DSM-5

La comunità di specialisti riconosce alcune tempistiche necessaria nella presenza di una data sintomatologia per eseguire una diagnosi. Ovviamente non sono tempistiche certe e imprescindibili ma una linea guida estremamente importante per il clinico, che deve sempre e comunque considerare le caratteristiche dell’individuo che ha di fronte e il suo stato di sofferenza.

Tuttavia, a livello generale si può parlare di:

- Disturbo Depressivo Maggiore quando si ha la presenza di almeno 5 dei nove sintomi identificativi del disturbo per un periodo di almeno 2 settimane in cui il funzionamento dell’individuo è alterato rispetto a quello precedente.

- Disturbo Depressivo Persistente quando si ha umore depresso per la maggior parte dei giorni, per tutto il giorno nell’arco di almeno 2 anni, con una sintomatologia leggermente differente rispetto al disturbo precedente. È una condizione cronica e appunto persistente nel tempo.

Disturbo Disforico Premestruale, caratterizza il genere femminile in quanto si può presentare nella maggior parte dei cicli mestruali con una sintomatologia depressa che deve iniziare nella settimana precedente al ciclo, migliorare e ridursi entro pochi giorni dall’insorgenza delle mestruazioni e risolversi fino a scomparire nella settimana successiva. È quindi una condizione legata al periodo specifico del ciclo mestruale e in quanto tale non deve persistere successivamente.

- Disturbo depressivo indotto da sostanze e farmaci è una condizione clinica che si presenta in concomitanza con un’intossicazione o una crisi di astinenza indotta da farmaci o sostanze.

- Altre condizioni come il disturbo depressivo dovuto ad un’altra condizione medica, la depressione post partum, il disturbo depressivo con altra specificazione, vedono poi ulteriori tempistiche specifiche per la diagnosi.

Queste indicazioni sono necessarie per la definizione della condizione psicopatologica a livello iniziale.

 

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Durata della depressione

La durata della depressione non è identificabile con precisione. È una condizione che può durare mesi e anche anni e ripresentarsi durante l’arco della vita di un individuo. La differenza nella durata, oltre alla tipologia di disturbo, viene fatta dagli interventi che vengono attuati

Le cure farmacologiche, spesso prese come primo provvedimento e talvolta necessarie, vanno ad agire sulla funzionalità cerebrale, riducendo la sintomatologia e generando un maggiore benessere, oltre a favorire un assetto mentale migliore per il funzionamento e possibile esecuzione di una terapia psicologica. Accanto a queste la psicoterapia, in particolare quella di stampo cognitivo-comportamentale, aiuta l’individuo a definire meglio la difficoltà e individuare strategie utili per migliorare il proprio benessere e uscire dalla condizione depressiva, agendo sulle convinzioni e strutture cognitive oltre che sul comportamento. 

Talvolta, l’unione delle due modalità di intervento è necessaria, specialmente nei casi più gravi, dove la psicoterapia risulta complessa per l’alta compromissione delle condizioni della persona, altre volte invece una o l’altra vengono assunte come unica forma di terapia.

Tuttavia, l’assenza di intervento è una delle condizioni che sicuramente incrementa la durata della sintomatologia, riducendo la possibilità di guarigione nel breve periodo o in generale, con l’insorgenza di condizioni anche molto gravi.  

 

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Foto: jedimaster / 123rf.com

 

 

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