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DELIRIO: DEFINIZIONE, CARATTERISTICHE, SINTOMI

Il delirio è un falso sistema di idee e giudizi cui la persona crede in maniera determinata nonostante i suoi presupposti non vengano condivisi né dalle evidenze concrete, né dalla cultura cui appartiene.

Il delirio è una distorsione o esagerazione del contenuto del pensiero sostenuta da un’alterazione del senso di realtà. Si ritrova come sintomo in diversi disturbi psichiatrici e compromette in varia misura il senso di sé e degli altri (Scarfetter, 1976).

 

Cos’ è il delirio

Karl Jaspers (1913) definiva il delirio un errore di giudizio, caratterizzato da tre elementi distintivi:

1) la certezza soggettiva (la persona ritiene inconfutabilmente valide le proprie idee deliranti a prescindere dall’esperienza dei sensi);

2) l’incorreggibilità (il delirio non può essere messo in discussione né da confutazioni logiche, né da evidenze concrete);

3) l’impossibilità del contenuto (il delirio è assolutamente inverosimile e contrario alla logica e ai canoni culturali del contesto di appartenenza della persona).

Risulta subito evidente, dunque, quanto il delirio si associ invariabilmente a una peculiare dimensione di isolamento e alienazione poiché alla realtà esterna, condivisa dagli altri, la persona sovrappone una realtà delirante, ovvero un sistema “privato” di convinzioni, impossibile da condividere con gli altri, che rende la persona sola con il suo delirio e distante dal comune senso di realtà (Spitzer, 1990).

La realtà delirante può sovrapporsi in vario modo alla realtà comune (Bleuer, 1911): sostituendola del tutto (in questo caso l’intera percezione della realtà e di sé stessi sono determinate dalle idee deliranti); coesistendo in parallelo con essa (in questi casi la persona riesce anche per lungo tempo a tenere per sé le sue convinzioni deliranti funzionando secondo un “doppio registro” di realtà); oppure irrompendo in essa in modo disorganizzato (in questo caso realtà delirante e realtà comune non sono mantenute separate e la persona stessa avverte un doloroso senso di confusione fra l’una e l’altra).

 

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Caratteristiche del delirio

Il delirio è dunque un’estrema difesa proiettiva mediante la quale la mente esteriorizza in maniera così massiccia determinati contenuti interni da minare il senso stesso della realtà non più vissuta per quella che è, ma percepita direttamente come proiezione del teatro interno della mente, come rappresentazione esteriore terrifica di contenuti della mente stessa. Sono gli stessi confini dell’Io a essere minati, come in ogni situazione dove un assetto psicotico della mente vada a compromettere il senso di realtà venendo meno la differenza fra vissuti interni e fatti/accadimenti esterni.

Diverse possono essere le condizioni della mente che sostengono la costruzione di un delirio (Scarfetter, 1976):

1. Uno stato affettivo depressivo o maniacale che assumono proporzioni deliranti (deliri ipocondriaci, di impoverimento o colpa che possono portare al suicidio o deliri di grandezza negli stati maniacali).

2. Uno stato di realtà esterna vissuta come insopportabile e per questo sostituita con una convinzione delirante (es. deliri di persecuzione in condizioni di insicurezza o isolamento estremi o deliri erotici, di ricchezza o di gravidanza come sostituti di una realtà contraria e inaccettabile).

3. Una grave compromissione dell’esperienza di sé cui il delirio va a fornire una spiegazione o una realtà compensatoria (es. delirio ipocondriaco o di salvazione del mondo in conseguenza della minaccia percepita alla vitalità e all’integrità della propria persona).

4. Una reazione a condizioni di isolamento sensoriale o all’assunzione di sostanze allucinogene.

In ogni caso, le tematiche deliranti (che siano verosimili o a contenuto bizzarro) ruotano intorno ad alcune questioni principali e trasversali a diverse culture e periodi storici: l’integrità corporea, la minaccia proveniente dall’esterno (tema caro anche ad un altro meccanismo di difesa, diverso dalla proiezione delirante, che è la scissione), la perdita di qualcuno o qualcosa di vitale per la propria sopravvivenza, l’affermazione di sé.

 

Il delirio come sintomo psichiatrico

Il delirio è riscontrabile come sintomatologia in diversi disturbi psichiatrici.

  • È il sintomo caratteristico del disturbo delirante dove la persona presenta un delirio altamente strutturato, ma è in grado di mantenere un buon funzionamento sociale e lavorativo al di fuori dell’area interessata dal delirio (es. delirio di gelosia).  
  • Insieme a allucinazioni, eloquio e comportamento disorganizzato, è uno dei sintomi “positivi” della schizofrenia, del disturbo schizofreniforme, del disturbo schizoaffettivo e del disturbo psicotico breve; quei sintomi, cioè, che sembrano riflettere un eccesso/distorsione di funzioni normali quali: pensiero, percezione, comunicazione, comportamento (Morrison, 2014).
  • Nei disturbi dell'umore può comparire con contenuti deliranti congrui (colpa, rovina, indegnità, ipocondriaco nella depressione; di grandezza e di onnipotenza nella mania) o incongrui all’umore.
  • Nei disturbi organici cerebrali.
  • Nel disturbo psicotico indotto da sostanze.
  • Nell'epilessia temporale

 

Bibliografia

Jaspers K. (1913). Psicopatologia generale. Il pensiero scientifico, Roma 2000.
Bleuler E. (1911). Dementia praecox o il gruppo delle schizofrenie, Nis, Roma, 1985.
Scarfetter C (1976). Psicopatologia generale, Fioriti editore.
Spitzer M. (1990). On Defining Delusions. Comp. Psychiat., 31,5: 377-97.
Morrison J.R. (2014.) DSM V Made Easy. Percorsi alla diagnosi, Edra ed.

 

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Foto: pivden / 123rf.com

 

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