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SHOPPING COMPULSIVO DA SALDI: LA MANIA DEGLI ACQUISTI

Tre, due, uno, sconti fino al 70%! E, anche come effetto collaterale della crisi economica, pericolo di shopping compulsivo da saldi. La compulsione patologica all’acquisto è un disturbo del controllo degli impulsi caratterizzato dalla spinta irrefrenabile ad entrare in un qualsiasi negozio per acquistare oggetti perlopiù inutili e a volte anche costosi. Ma che cosa ci spinge a comprare oggetti di cui, in fin dei conti, non abbiamo bisogno? Scopriamo meglio questo fenomeno

Lo shopping compulsivo da saldi nel 90% coinvolge le donne, spesso quelle più vulnerabili, con poca autostima, scarsa resistenza alla frustrazione e tendenza alla depressione, ma anche i giovani di sesso maschile, di buon livello socio-economico e che seguono la moda con particolare attenzione.

Tra gli oggetti acquistati in preda alla shopping compulsivo durante i saldi troviamo, per quanto riguarda le donne, i capi d'abbigliamento seguiti da cosmetici, scarpe e gioielli: tutti elementi riconducibili all'immagine.

L'uomo invece predilige simboli di potere e prestigio come telefonini, computer portatili e attrezzi sportivi. In entrambi i casi comunque si tratta di oggetti in grado di aumentare l'autostima e la buona percezione di sé, aspetti che in tutte le forme di addiction risultano fortemente compromessi.

La dipendenza dallo shopping viene classificata come un comportamento disadattivo, spesso assunto per rifuggire dalla sgradevole realtà o dalla routine.

Le problematiche che conseguono allo shopping compulsivo vanno a discapito sia della propria opinione personale, aumentando sentimenti come il senso di colpa, la vergogna, l’umiliazione, sia della vita sociale, peggiorando eventuali problemi familiari, lavorativi, legali e non da ultimo finanziari.

In periodo di saldi lo shopping compulsivo viene maggiormente impiegato come rimedio contro il senso di vuoto e la depressione poiché risulta un efficace  tentativo della persona di regolare i propri affetti.

Alcuni esperti ritengono che durante l’azione di shopping compusivo il soggetto è come se espletasse una specie di “auto-medicazione”.

Ovviamente l’individuo durante l’atto non è in grado di controllarsi, né di rendersi conto delle reali problematiche e conseguenze legate al proprio comportamento, ma avverte esclusivamente un sollievo immediato da ansia e stress emotivo, una generale sensazione di appagamento. Proprio questa apparente ricompensa rafforza l’impulso, determinando di conseguenza inevitabili processi ripetitivi.

 

Shopping compulsivo da saldi: campanelli d’allarme

Per capire se il desiderio di shopping sfrenato durante i saldi rischia di trasformarsi in un disturbo patologico si può porre attenzione ad alcuni segnali, per esempio:

  • il denaro speso è eccessivo rispetto alle proprie reali possibilità economiche;
  • la persona diventa schiava del suo comportamento;
  • spesso una volta comprato l'oggetto diventa presto poco interessante e viene regalato, messo da parte o buttato (ciò che conta è solo possedere qualcosa di nuovo);
  • il mancato acquisto crea pesanti crisi di ansia e frustrazione;
  • il piacere è nell’atto di spendere e non nel possesso dell’oggetto;
  • una volta terminato lo shopping si è pervasi da un profondo senso di colpa e di sconforto che spinge a nascondere gli acquisti dagli sguardi indagatori dei familiari o ad eliminarli facendo regali.

 

Come guarire dalla febbre dell’acquisto

Il primo passo per modificare un comportamento da shopping compulsivo è sicuramente riconoscere di avere un problema. Alcune strategie da applicare possono essere:

1. tenere un bilancio: un registro giornaliero nei mesi di saldi dove annotare gli oggetti comprati, il costo, gli stati d'animo durante l'acquisto (momento di depressione, euforia, solitudine, malinconia) e le conseguenze a livello psicologico (sensazione di colpa, di piacere, di vergogna etc.);

2. iniziare un progressivo rallentamento dell'acquisto: fare in modo di allontanarsi da tutti i luoghi di consumo: negozi, supermercati etc. ;

3. evitare di imporsi dei divieti sul proprio comportamento, poiché questo non fa che aumentare la voglia di infrangerli;

4. passeggiare fra i negozi senza acquistare alcunché almeno per la prima ora: il desiderio infatti si placa se si interrompe la sequenza “sono in ansia – spendo - mi calmo”;

5. uscire "protetti": senza carta di credito, solo con denaro in contanti e con una lista precisa a cui attenersi;

L'obiettivo non è quello di eliminare il comportamento, ma di rimetterlo sotto controllo. Cercare l’aiuto di un valido professionista può essere utile per trovare soluzioni efficaci al problema e per capire quali bisogni psicologici la dipendenza soddisfa.

 

Immagine | markhillary

 

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